Home / L'artista racconta / The Magic Park Of Dark Roses – Il making of del nuovo album degli Old Rock City Orchestra

The Magic Park Of Dark Roses – Il making of del nuovo album degli Old Rock City Orchestra

The Magic Park Of Dark Roses – La genesi del nuovo album degli Old Rock City OrchestraA distanza di tre anni dall’uscita di Back to Earth, gli Old Rock City Orchestra pubblicano un nuovo lavoro discografico dal titolo The Magic Park Of Dark Roses, “concept album” che mostra il lato più “dark” della band orvietana.

Questa terza opera rappresenta una nuova era per gli ORCO. Dopo l’abbandono del bassista Giacomo Cocchiara nel 2016, il gruppo si è trasformato in un trio alla maniera degli ELP e ancor più de Le Orme di Felona e Sorona. Un prog duro e sinfonico, liriche visionarie e atmosfere psichedeliche caratterizzano The Magic Park Of Dark Roses, la sintesi del viaggio introspettivo e di ricerca iniziato con il secondo album della band, Back to Earth, e forse ancor prima con il disco d’esordio Once Upon A Time.

Questo nuovo lavoro, affine a un certo “decadentismo musicale”, comincia, in termini di sonorità, laddove terminava Back to Earth, per poi assumere toni ben più oscuri. Il primo brano, la title-track, descrive infatti uno scenario occulto, presentato come un parco, un giardino simbolico, che assumerà anche le dimensioni di un bosco e di una foresta. Una visione quasi cimiteriale di una natura “ferita” e disabitata, animata soltanto da rose scure, che si riveleranno, infine, la sola chiave di lettura e di senso dell’intero “concept”. Le liriche di questo brano invitano a intraprendere un nuovo e forse ultimo cammino verso quel mondo originario perduto, segnato ormai dal tempo e dagli eventi.

Il viaggio allegorico mette in evidenza particolari momenti di riflessione attraverso testi esortativi, come in The Coachman, il cocchiere-Caronte che compare durante l’arduo cammino del protagonista-ascoltatore; rituali magici come in A Spell Of Heart And Soul Entwined e Thinkin’ ‘bout Fantasy, e “mantra musicali”, come nel caso del brano The Fall, proposto in anteprima dalla band in occasione della performance al Capstone Theatre di Liverpool.
Le asperità del percorso sono molteplici e il parco, come già detto, sembra avere a volte le sembianze emotive di una foresta. Non mancano, quindi, dei momenti di smarrimento, superati grazie all’aiuto di figure misteriose: un mago rivelatore apparso durante una visione nel brano Visions, una “profetica” donna vestita di nero in A Night In The Forest, la divinità Abraxas, invocata nell’omonimo brano, e, da ultimo, un’evanescente entità dialogante (o meglio dialettica) in Soul Blues.

Alchimia e simbolismo caratterizzano sin dall’inizio le liriche e le musiche di questo nuovo lavoro degli Old Rock City Orchestra, ancor più esoterico del precedente Back to Earth.

E una menzione particolare va, come sempre, alla grafica del disco. L’intenzione questa volta era di realizzare un booklet che svolgesse la funzione di un vero e proprio libro, un racconto fiabesco composto di narrazione e illustrazioni. Sin dalla copertina, pagina dopo pagina, viene svelato il cammino e gli incontri lungo il percorso che il protagonista-ascoltatore affronterà fino alla meta, rappresentata da un mausoleo, sulla cui facciata domina il rosone, metafora della rosa e in particolare della rosa scura, quintessenza dell’essere compiuto, nonché conclusione del processo esperienziale dei propri vissuti. Questa sorta di “porta alchemica” apre a una dimensione ulteriore, non necessariamente metafisica o post mortem, ma sicuramente mistica e più consapevole, tensione ultima verso una auspicabile rinascita terrena, un risveglio spirituale, un’“alba dorata”, Golden Dawn, come recita il titolo della mini-suite strumentale che conclude questo album.

Le chiavi di lettura di The Magic Park Of Dark Roses sono, come spesso accade, varie e soggettive. Emerge, tuttavia, in maniera evidente il desiderio di mettere a fuoco, attraverso un racconto allegorico, una realtà “distopica” e, al contempo, la volontà di superamento della stessa mediante il recupero dell’autentico Mondo-Natura, dell’umanità perduta e della profonda autocoscienza dell’essere.

Queste le tematiche del nuovo album degli Old Rock City Orchestra, un disco che esce in collaborazione con il “marchio” Avanguardia Convention, portavoce di un discorso plurale a sostegno della musica innovativa, sperimentale e, per l’appunto, d’avanguardia.

Old Rock City Orchestra, ottobre 2018

Check Also

Il risveglio del Principe - Diario di bordo, 7^ settimana

Celeste – Il risveglio del Principe – Diario di bordo, 7^ settimana

FONTE PERENNE “Fonte perenne” si apre con il più classico degli esordi in musica. Un …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *