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Pineapple Thief, The – All The Wars

THE PINEAPPLE THIEF

All The Wars (2012)

Kscope

 

Risale al 3 settembre 2012 la pubblicazione di All The Wars, nono album in studio della band inglese The Pineapple Thief. Sulla scena ormai da oltre dieci anni, la band di Bruce Soord si prepara a fare il grande salto con questo nuovo album. Lo stesso Soord ha dichiarato: “Nessuna spesa è stata risparmiata per quanto riguarda la produzione di questo disco, ma il suo cuore è ancora profondamente rock”.  All The Wars, infatti, è stato registrato ai Real World Studios di Peter Gabriel, con la partecipazione della Prague Philarmonic Orchestra (un’orchestra di ventidue elementi), e con un artwork creato da quel mostro di bravura che risponde al nome di Storm Thorgerson, che ha elaborato le originalissime immagini del fotografo Mark Mawson (noto alle cronache per le proiezioni create per l’esibizione di Paul McCartney a Buckingham Palace nell’occasione del giubileo della regina Elisabetta II).

La formazione è la stessa che nel 2010 ha realizzato l’ottimo “Someone Here Is Missing” e comprende: Bruce Soord (voce, chitarra), Steve Kitch (tastiere), Jon Sykes (basso) e Keith Harrison (batteria).

Anche in questo All The Wars i Pineapple Thief ci propongono il loro raffinato mix di psichedelia, neoprogressive e alternative rock, sempre sotto l’egida della Kscope.

L’album si apre con Burning Pieces, brano vivace dai ritmi sincopati e dai numerosi cambi armonici. I riffoni wilsoniani creano, con i continui stop and go, un prog robusto e coinvolgente. Soord alla chitarra riesce ad alternare bordate dure e distorte a soluzioni più delicate ed oniriche, nella realizzazione di un raffinato sound che ha numerosi richiami agli ultimi Porcupine Tree.

Warm Seas si fa strada (pericolosamente!) sui sentieri battuti dai Radiohead. Là dove, però, la band di Yorke lascia apprezzare la sua vena più sperimentale, i Pineapple Thief si mostrano più accessibili e, a tratti, convenzionali. Il brano è comunque accattivante e piacevole, e ha il pregio di mostrare la grande abilità della band.

L’apertura di Last Man Standing è lenta e delicata. Il nervoso arpeggio di chitarra e le profonde vibrazioni del basso lasciano, tuttavia, presagire l’imminente esplosione che non tarda ad arrivare. Soord sfodera i suoi poderosi riff come preludio ai solenni archi della Prague Philarmonic Orchestra. Questo curioso mix di potenza chitarristica ed eleganza orchestrale non può non ricordare “Lightbulb Sun” dei Porcupine Tree, band di cui i Pineapple Thief sembrano ripercorrere le tappe artistiche.

A confermare questa tesi vi è anche la splendida title track, una delicata ballad dai toni malinconici che ricorda gli episodi più acustici della band di Wilson. All The Wars si discosta musicalmente dai precedenti brani per la maggiore liricità affidata alla sola voce di Soord e alla sua chitarra acustica. Brano che emoziona, commuove per la disarmante semplicità, per nulla scalfita dal minimale accompagnamento e dagli arrangiamenti orchestrali. Sicuramente tra gli episodi più riusciti dell’album.

Serrato e accattivante Build A World, pezzo in cui ritornano le asperità chitarristiche di Soord, scandite da una rigorosa sezione ritmica e accompagnate ancora una volta dall’orchestra d’archi. Il brano scorre piacevolmente senza mai cadere di tono, evidenziando come unica pecca la breve durata.

Give It Back ha invece il pregio di mostrare il lato più dinamico dei Pineapple Thief. Brano assai articolato in cui ritornano le strutture cicliche e le stratificazioni sonore e vocali di molto prog moderno, più gli immancabili interventi orchestrali. Il finale in crescendo riporta  nuovamente ai più recenti Porcupine Tree, tra potenti riff, ritmiche impossibili  e voci filtrate.

Con Someone Pull Me Out si ritorna a melodie più delicate. Chitarre arpeggiate e tastiere atmosferiche accompagnano Soord in una dimensione intima ma articolata. L’esemplare fusione tra elementi strumentali e vocali, unita ai tipici cori, rievoca fortemente gli Anathema (amici di scuderia Kscope).

One More Step Away non si discosta molto dalla precedente Someone Pull Me Out. Emerge qui un romanticismo di fondo, enfatizzato dal sottilissimo canto di Soord e dai delicati interventi degli archi.

Chiude l’album Reaching Out, che è, con i suoi dieci minuti scarsi di durata, il brano più lungo di All The Wars. Introdotto delicatamente dalla voce di Soord, supportato da chitarra, piano e orchestra, il brano aumenta lentamente di intensità. Il flusso sonoro, in un continuo crescendo, crea a tratti dei “vuoti” in cui paradossalmente la tensione sale fino ad ipotizzare una deflagrazione che sistematicamente viene scongiurata. Ad accrescere il pathos ancora la “nervosa” orchestra diretta da Andrew Skeet, unita alla chitarra e alla voce di Soord (seducente mix di Corgan e Bellamy). L’apice dell’album insieme alla title track.

L’edizione limitata digibook 2 CD contiene un bonus disc con esclusive versioni acustiche dei brani dall’album e una nuova versione di Light Up Your Eyes.

Per maggiori info: www.pineapplethief.com/tpt/

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