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Vicolo Margana – Morpheus Five Hours

VICOLO MARGANA

Morpheus Five Hours (2010)

Autoproduzione

 

Avevamo lasciato i Vicolo Margana alle liquide elucubrazioni del loro primo album, “A Perfect Life”. Ora li ritroviamo, a distanza di ben quattro anni (con due anni di imperdonabile ritardo!), per parlare della loro seconda fatica, Morpheus Five Hours.

La coppia titolare del marchio, Francesco Antonelli (tastiere, pianoforte) e Fabio Bizzarri (chitarra, arrangiatore, manipolatore di suoni e voci), ha messo su una vera e propria band con l’intento di migliorare la propria proposta musicale, affidando ad una schiera di musicisti/collaboratori il compito che in passato veniva svolto dalla sola elettronica, impiegata in massicce dosi. I Vicolo Margana di questo album, oltre ad Antonelli e Bizzarri, sono: Marco Tosi (batteria), Giulio Visibelli (sax, flauto), Franco Caroni (basso fretless), Giulio Bizzarri (basso Rickenbacker), Jacopo “Jappo” Pettini  (basso), Emilio “Millo” Sapia (tastiere), Giuditta Levi Tomarchio (voce, violino) e Silvia Serrotti, Nadia Bredice, Francesco Guasconi (voci).

Il titolo dell’album, Morpheus Five Hours (“Le cinque ore di Morfeo”), racchiude in sé l’idea di un concept dedicato alle cinque ore che dedichiamo al sonno, quando le energie sono divise tra il concreto e la scrittura del sogno.

Ad aprire Morpheus è Ouverture, brano che parte sommessamente col sax soprano di Visibelli sui consueti tappeti sonori tessuti dalle tastiere di Antonelli, per poi aprirsi man mano a soluzioni più ariose e corali.

Con Samadhi Lullaby i toni si inaspriscono, le atmosfere si fanno brumose e l’incedere risulta assai più instabile. La drammatica performance vocale di Silvia Serrotti, a tratti avvicinabile alla raffinata Beth Gibbons, acuisce il clima alienato creato dai samples di Bizzarri e dalle tastiere di Antonelli.

Silvia addolcisce i toni in Floating Candles, e dalla Gibbons si passa alla Netterlmam. Noto con piacere che le cose migliori espresse nel precedente “A Perfect Life”, vengono qui riproposte con la stessa intensità emotiva. Si avverte una certa continuità espressiva nei contributi della Serrotti, che si muove nella stessa direzione di Alice Bardini, sua precedente collega. Mentre, però, la Bardini era costretta a muoversi in ambiti musicali più freddi e sintetici, la Serrotti, complici il delicato arpeggio di Bizzarri, le dolci melodie del flauto di Visibelli e una ritmica vagamente jazzata, ha la possibilità di esprimersi con maggiore sensualità.

Magical è forse il brano più legato al background artistico dei Vicolo Margana: tastiere atmosferiche, basso morbido, ritmica marcata, chitarra gilmouriana e iperbolici vocalizzi, qui affidati a Giuditta Levi Tomarchio. Proprio quest’ultima si rende protagonista di un ottimo intervento al violino nella successiva Between Angels and Devils, brano in cui ben figura anche l’eccellente lavoro al basso fretless di Caroni.

Blue, interamente composto dal solo Antonelli, è senza dubbio brano diretto e più vicino alla forma canzone, nel quale si lascia apprezzare la bella voce della Levi Tomarchio. Con Nothing to Declare, invece, si ritorna alle stesse soluzioni di Ouverture, con sax soprano e landscapes sonori in evidenza, scanditi da una buona ritmica.

00447 è uno strumentale che vede all’opera i soli Bizzarri e Antonelli, rispettivamente impegnati con chitarre e tastiere, in un netto ritorno alle sonorità di “A Perfect Life”.

Per Fascist Baby in Tokyo vale un po’ lo stesso discorso fatto per Blue, con la differenza che, in questo caso, il connubio tra i suoni di Bizzarri e Antonelli e la presenza di una voce maschile, quella di Francesco Guasconi, avvicina il brano ad alcune cose dei primissimi Blackfield.

Ancora una volta ottimo il lavoro al basso fretless di Caroni, che, in Narcotic Rain, segue un po’ lo stile del grande Colin Edwin. La splendida voce di Nadia Bredice completa il ricco campionario vocale messo in campo in questo variegato lavoro. Da segnalare anche il buon drumming di Tosi, mai così in risalto.

Pangea vede il ritorno della Serrotti alla voce e di Visibelli al sax, e sfoggia un groove assai coinvolgente. Pangea “reprise” – Scottish Dusk intro, oltre a recupera le parti vocali di Pangea e a sovrapporle ad una base elettronica, propone un inedito Antonelli alla cornamusa, per una chiusura davvero insolita.

Per maggiori info:

www.myspace.com/vicolomargana

Il video include i brani: Ouverture / Samadhi Lullaby / Floating Candles

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