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Wilson Steven – 4 ½

Steven Wilson (2016) 4 ½STEVEN WILSON

4 ½ (2016)

Kscope

Il 22 gennaio 2016 la Kscope pubblica 4 ½, il nuovo EP di Steven Wilson così intitolato perché collocato tra il quarto album in studio, “Hand. Cannot. Erase.“, e il futuro quinto lavoro. L’EP contiene in tutto sei tracce, di cui ben quattro derivate dalle sessioni di scrittura di “Hand. Cannot. Erase.“, una da “The Raven That Refused To Sing (And Other Stories)” più una nuova versione di Don’t Hate Me dei Porcupine Tree.

Wilson (voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, basso, autoharp, Mellotron, Moog, tastiere, piano, piano elettrico, percussioni) adotta per questo EP una formula “ibrida” che prende le mosse da registrazioni live successivamente rifinite in studio. Ad affiancare Steven in questa nuova prova discografica sono musicisti di prim’ordine divenuti ormai suoi fidati collaboratori: Adam Holzman (Wurlitzer, Hammond, Minimoog, Fender Rhodes, piano),  Nick Beggs (basso, stick), Guthrie Govan (chitarre), Dave Kilminster (chitarre), Craig Blundell (batteria acustica, batteria elettronica), Marco Minnemann (batteria), Chad Wackerman (batteria), Theo Travis (sax, flauto) e la vocalist israeliana Ninet Tayeb.

Ad aprire l’EP è My Book of Regrets, brano concepito alla fine del 2013 per “Hand. Cannot. Erase.” ma portato a compimento solo nel giugno 2015, quando Wilson è in tour con la sua band nel Nord America. La traccia viene registrata dal vivo il 28 giugno 2015 a Montreal, e successivamente rifinita da Steven in studio ai No Man’s Land. Il brano segue il classico copione wilsoniano sviluppandosi su altalenanti cambi di scena puntualmente enfatizzati dall’ottimo lavoro ritmico di Beggs al basso e Blundell alla batteria. Reminiscenze del PT sound (di marca Kscope) riaffiorano qua e là soprattutto nei contributi del titolare e di Holzman, mentre Kilminster con la sua tagliente chitarra si lancia in un tiratissimo assolo che vivacizza l’intero brano.

Scritta tra il 2012 e il 2013 durante le registrazioni di “The Raven That Refused To Sing (And Other Stories)“, Year of the Plague è un’ammaliante ninnananna che rievoca le melodie delicate e al tempo stesso spettrali del terzo lavoro solista di Wilson. La presenza di strumenti acustici (tra i quali uno struggente violino) e il largo impiego di tastiere fa sì che le atmosfere gotiche di “The Raven That Refused To Sing (And Other Stories)” si fondano alle sonorità cupe e malinconiche di “Storm Corrosion” e alle aperture eteree di “Routine”.

La genesi di Happiness III risale al 2003, anche se la registrazione viene effettuata nel settembre 2014 , negli Air Studios di Londra, durante le sessioni di “Hand. Cannot. Erase.“. La wilsoniana intro acustica, la repentina impennata elettrica di Govan e le soluzioni british del piano di Holzman, unite al sostenuto drumming di Minnemann e all’abrasivo basso (à la Squire) di Beggs, definiscono i contorni di un’attenuata e più accessibile “Luminol”. Wilson confeziona una ballad di chiara matrice beatlesiana che naturalmente sconfina nell’estetica musicale dei Blackfield.

Dalle sessioni di “Hand. Cannot. Erase.” deriva anche Sunday Rain Sets In, registrato nel 2014 tra gli East West di Los Angeles e gli Spin Studios di New York. Oscuro ed inquietante, il breve intermezzo strumentale si snoda tra i tremolanti e dolenti accordi di Steven, il cristallino piano di Holzman e i fiati misurati di Travis, guidato dalla morbida ritmica di Beggs e Wackerman. L’aura di mistero che pervade il brano prelude un’inaspettata deflagrazione sonora che si avviluppa su sé stessa per poi volgere placidamente alla conclusione.

Vermillioncore ha lo stesso destino dell’opener: composto alla fine del 2013, terminato nel giugno 2015 e registrato nel mese di ottobre dello stesso anno. Lo strumentale mostra un carattere ruvido ed aggressivo che porta Wilson a rimarcare le orme dei Porcupine Tree di “In Absentia” (“Strip the soul”, “Wedding Nails”) e “Deadwing” (“Halo”).

Chiude l’EP Don’t Hate Me, brano composto dai Porcupine Tree nel 1998 per il loro quinto album in studio, “Stupid Dream” (1999). La traccia è presa da un concerto dal vivo tenuto in Europa nel settembre 2015, ultimata ai No Man’s Land con registrazioni aggiunte. Assai fedele all’originale, questa versione è ulteriormente arricchita da sfumature dark, psych space e dal fantastico duetto tra Steven e Ninet Tayeb.

4 ½ è disponibile nei seguenti formati: CD, Vinile e Blu-Ray. Il Blu-Ray presenta come traccia bonus la nuova versione di Lazarus tratta dalla raccolta “Transience”, mentre la versione in Vinile include anche il codice per il download digitale in Flac o Mp3.

Per maggiori info: stevenwilsonhq.com | facebook

Per acquistare l’EP clicca qui.

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