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Z – Fest 2016 – Il programma ufficiale

Z - Fest 2016Fabio Zuffanti, PROG Italia e AMS Records presentano: Z – Fest 2016.

A marzo dello scorso anno Fabio Zuffanti ha festeggiato a Genova i suoi vent’anni di musica. La serata è stata un successo tale da spingere il musicista a ripeterla anche quest’anno a Milano, ma con qualche piccola variazione.

L’idea di Zuffanti è quella di organizzare annualmente un evento speciale (chiamato Z – Fest) che gli permetta di condividere il palco e le sue canzoni con una serie di ospiti provenienti da esperienze e ambienti musicali differenti e trasversali. In un momento storico nel quale musicalmente tutto è predefinito e incasellato uno dei grandi obiettivi di Fabio è proprio quello dell’apertura e collaborazione tra vari mondi; prog, rock, pop, indie, elettronica, cantautorato, jazz, sperimentazione…

Durante il concerto del primo aprile Zuffanti farà un excursus sulla sua carriera accompagnato dalla sua ZBand e da ospiti come la cantautrice indie Beatrice Antolini, lo sperimentatore vocale Boris Savoldelli, i cantautori Andrea Tich e Fabio Cinti, Alvaro Fella degli storici Jumbo, Piergiorgio Pardo degli Egokid, Roberto Dell’Era degli Afterhours e The Winston, Lino Gitto dei The Winstons e Alessandro Corvaglia de la Maschera Di Cera. Con Lo ZOO di BerlinO saliranno sul palco Ivana Gatti (già nel duo IG con Gianni Maroccolo) e Patrizio Fariselli. Ulteriori ospiti sono in via di conferma.

Ma la festa non è solo il concerto di Zuffanti ma bensì l’occasione per presentare nuovi artisti, riviste e libri. Sono infatti previste le esibizioni delle giovani band Lo Zoo Di Berlino e il Paradiso Degli Orchi, le presentazioni del volume di Zuffanti e Riccardo Storti “Prog Rock! 101 Dischi dal 1967al 1980”, di quello di Roberto Masotti e Silvia Lelli “Stratos e Area” (entrambi pubblicati da Arcana Edizioni) e della rivista “Prog”, organo di stampa presente nelle edicole che garantisce a tutti gli appassionati di questo glorioso genere una completa informazione su passato, presente e futuro dello stesso.

Attenzione inoltre ai banchetti del merchandising, saranno infatti messi in vendita i libri, la rivista e in anteprima i nuovi dischi de Il Paradiso degli Orchi, de Lo Zoo di Berlino e il nuovo album del progetto di Fabio Zuffanti Höstsonaten, quest’ultimo in un box a edizione limitatissima solo per la Z – Fest!

Presentano e conducono la serata Luca De Gennaro (Radio Capital, MTV Italia) e Marco Zatterin (La Stampa).

Media partners: Radio Popolare e Zerodieci Studio

La festa si terrà l’1 aprile 2016, alle ore 20.30, presso il Legend Club, viale Enrico Fermi 98 a Milano.

Ingresso: 10 euro con consumazione

Per maggiori info: Z – Fest | Intervista a Fabio Zuffanti

Z – Fest 2016: Programma della serata

– h. 20.30: Presentazione del volume di Riccardo Storti e Fabio Zuffanti “PROG ROCK! 101 Dischi dal 1967 al 1980” (Arcana Edizioni)

– h. 21.00: Concerto unplugged de Il Paradiso degli Orchi e presentazione del nuovo album “Il Corponauta” (AMS Records)

– h. 21.30: Presentazione della rivista “PROG”, con la presenza del direttore Guido Bellachioma

– h. 22.00: Concerto de Lo Zoo di Berlino e presentazione del nuovo album “Rizoma – Elements / The Internationale” (Consorzio ZdB/Goodfellas)

– h. 22.45: Presentazione del volume di Roberto Masotti e Silvia Lelli “Stratos e Area” (Arcana Edizioni)

– h. 23.15: Concerto di Fabio Zuffanti & Zband + Special Guest

Z – Fest 2016: una scheda degli artisti e dei volumi che saranno presentati

Fabio Zuffanti

Fabio Zuffanti ha iniziato la sua carriera musicale nel 1994. Da quel momento, è stato coinvolto nella realizzazione di oltre quaranta dischi come solista o leader di numerosi gruppi e progetti quali Finisterre, Maschera Di Cera, Höstsonaten, Rohmer, laZona, La Curva Di Lesmo, Aries, Quadraphonic, R.u.g.h.e. e altri.

Negli anni si è misurato con una moltitudine di generi; dal rock al folk, dal pop all’elettronica, psichedelia, avanguardia e molto altro. Il genere per il quale Zuffanti è conosciuto a livello internazionale è però il progressive rock (detto altresì prog) di cui Fabio è al momento, grazie a un crescente successo di critica e vendite, è uno dei più importanti rappresentanti.

I dischi di Zuffanti sono stati pubblicati da un gran numero di etichette italiane ed estere. Con i suoi vari progetti si è esibito dal vivo in Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Belgio, Olanda, Portogallo, Stati Uniti, Canada e Messico. Dal 2013 Fabio ha scelto di concentrare le sue attenzioni sulla carriera solista, pur non tralasciando del tutto progetti e collaborazioni varie. L’ultimo album realizzato a nome Zuffanti, “La quarta vittima” (2014) è stato definito da più parti come uno dei più rappresentativi lavori del prog italiano di “nuova generazione”. Per portare dal vivo il disco e altri pezzi del suo repertorio Fabio ha creato la ZBand, ensemble formato da quattro valenti musicisti provenienti da diverse esperienze (Delirium, Il Tempio Delle Clessidre, Gleemen..,).

Fabio Zuffanti è anche direttore artistico per AMS e Mirror Records, ha composto musiche per sonorizzazioni, due opere rock, collaborato a reading letterari, condotto trasmissioni radio e TV e scritto tre libri.

I lavori di Fabio Zuffanti sono pubblicati in esclusiva da AMS Records.

Zuffanti+ ZBand è:

Fabio Zuffanti: basso, bass pedals, voce

Simone Amodeo: chitarra

Giovanni Pastorino: tastiere

Martin Grice: flauto, sax

Paolo “Paolo” Tixi: batteria

Info: www.fabiozuffanti.com | www.zuffantiprojects.com | https://www.facebook.com/fabiozuffanti/ | www.ams-records.it

Lo Zoo di Berlino

Lo Zoo di Berlino è un trio rock, basso – batteria – piano elettrico preparato, senza voce e chitarra, che mescola momenti esplosivi ad una raffinata ricerca compositiva e dei timbri sonori.

Inizia la sua attività di ricerca e studio in concomitanza ad attività professionali in ambito musicale, che li hanno visti all’opera fin da giovanissimi (non ancora maggiorenni), con maestri illustri (Nocenzi e Maltese del Banco, Jacopo Fo e La Libera Università di Alcatraz) coniugando apprendimento e lavoro.

Oggi, trentenni, sono un collettivo di musicisti e produttori.

La produzione:

La Label romana Goodfellas, tra le indie più attive con un primato internazionale per la diffusione di vinili, licenzia il prodotto de Lo Zoo di Berlino, quest’ultimo realizzato all’interno del Consorzio ZdB, un consorzio e laboratorio d’artisti e tecnici.

La cifra del Consorzio ZdB sta nel dedicarsi ad operazioni collettive che vedono fianco a fianco giovani talenti e professionisti, con un attenzione ad opere sia di ricerca che d’estrazione pop, ma mai banali.

Il nuovo album:

“Rizoma – Elements” è l’anteprima di una trilogia che tratterà “l’essere in relazione”, cioè la realtà come relazione, muovendosi tra teorie di Deleuze-Guattari e Meccanica Quantistica. L’eclettismo del gruppo l’ha portato a vivere in modo appassionato e sinestetico molte forme d’arte e cultura, intrecciando generi e stili musicali.

La cover art dell’album è stata realizzata dal Nobel Dario Fo che ha voluto sostenere la progettualità di un gruppo che si è sempre speso sulla valorizzazione dell’arte e cultura fra i giovani della propria generazione e sui temi sociali (una risposta al disimpegno di oggi).

All’interno c’è una versione “zappiana” dell’Internazionale, l’inno dei lavoratori (in passato già rielaborato dagli Area e Rober Wyatt) scritto insieme a Patrizio Fariselli degli Area, a cui si è prestato in un simpatico cameo anche Elio (di Elio e le Storie Tese) al flauto traverso cantato.

Lo Zoo di Berlino è:

Mauro Mastracci alias Volpe: batteria

Andrea Pettinelli alias Shelving: hammond, piano rhodes e synth

Diego Pettinelli alias Echo: basso

Info: http://www.lozoodiberlino.com/ | https://www.facebook.com/lozoodiberlino/

Il Paradiso degli Orchi

Il Paradiso degli Orchi è una giovane band di Brescia attiva dal 2010. Il loro genere è un crossover di diverse influenze; prog rock, psichedelia, pop, indie, atmosfere cantautorali, profumi etnici, elettronica…. Hanno esordito nel 2011 con un album che porta il nome del gruppo e nel 2014 hanno cominciato a lavorare su un progetto particolare e coraggioso. Nel periodo citato la band è entrata in contatto con il musicista e produttore Fabio Zuffanti (nume tutelare del nuovo prog italiano) che, affascinato dal progetto, ha lavorato a stretto contatto con i musicisti per aiutarli a sgrossare le moltissime idee, definire le canzoni, scegliere i giusti suoni, fermare il tutto su nastro al meglio. Il risultato di tutto ciò è “Il Corponauta”.

Il nuovo album:

L’album è un concept ispirato dal libro omonimo di Flavio Emer. Flavio (purtroppo mancato nel 2015) era nato con la distrofia muscolare ma grazie a un computer era riuscito a trasformare la sua disabilità in comunicazione. La sua capacità di vivere la fantasia, in un’infermità fisica ma non mentale, lo aveva portato non solo a scrivere libri ma anche a collaborare con il Corriere della Sera. “Il Corponauta” racconta (secondo le parole del suo autore) “…la storia di un pensiero che scende da un altro pianeta ed entra in un corpo, come un giornalista, e lì scoprirà che nonostante lo spirito voglia andarsene lontano dai limiti, alla fine ha bisogno di questo sgangherato corpo per poter produrre qualcosa che si possa trasmettere alle altre persone”.

Il Paradiso degli Orchi ha magistralmente trasferito in musica e parole il messaggio di Emer in un qualcosa che non teme barriere. A volte l’amore per gli Yes esce fuori prepotente, altre volte sembra di assistere a una jam tra i King Crimson e i Perturbazione, altre siamo condotti in danze che sfiorano i Jethro Tull, i Flamig Lips, i Muse, gli Ozric Tentacles. Queste però sono solo sensazioni, spesso, infatti, è assai difficile fare un reale confronto tra il PdO e altri artisti perché il gruppo bresciano è realmente unico e originale in questi 79 cangianti minuti di musica e sensibilità.

“Il Corponauta” è pubblicato da AMS Records ed esce l’8 Aprile 2016. Sarà presentato e messo in vendita in anteprima l’1 aprile durante la Z – Fest.

Il Paradiso degli Orchi è:

Sven Jørgensen: voce

Andrea Corti: basso

Michele Sambrici: chitarre, voce

Andrea Calzoni: flauto, sax

Stefano Corti: percussioni

Marco Degiacomi: batteria, voce

Info: www.ilpdo.org | https://www.facebook.com/Il-Paradiso-degli-Orchi-190268194321015/

Silvia Lelli e Roberto Masotti: Stratos e Area

A raccontare il percorso artistico degli Area (International POPular Group) e la brevissima esistenza, fulminea e miracolosa, di Demetrio Stratos ci hanno provato in molti. Nessuno, però, prima d’ora, era arrivato così vicino all’essenza di un’arte eventuale, prodigiosa, politicizzata e comunitaria, rivoluzionaria e popolare, sperimentale e altissima come i fotografi Silvia Lelli e Roberto Masotti. Fotografare voci e suoni è il loro mestiere, ma nel caso di Demetrio e Area la vicinanza, la frequentazione, la simmetria poetica li mise in condizione di cogliere – di vedere, appunto – quanto a un occhio poco allenato era e resta inaccessibile.

Questo libro, però, non è soltanto la cronaca e la testimonianza di un incontro; rappresenta, piuttosto, un’ulteriore riflessione sul fare musica, sul dispiegare la voce, sul dare corpo ai suoni, ovvero i gangli concettuali sui quali si fondava l’estetica musicale del gruppo.

Quando poi Stratos decise di staccarsi dagli Area e proseguire i suoi funambolici e scientifici esperimenti vocali, la sfida si spostò su un piano diverso ed eccitante. “È strano, ma fino ad un certo punto, che con Stratos abbiamo cercato di mostrare qualcosa attorno alla sua vocalità prepotente e misteriosa che è per sua natura inafferrabile. Non c’è un modo “naturale” per farlo se non ponendosi dentro il problema stesso e in una posizione di privilegiata, se non forzata, vicinanza, tale da mostrarci impudicamente e provocatoriamente la lingua, la gola”, come scrivono Lelli e Masotti nel testo che accompagna gli scatti.

Immagini edite, molte le inedite, formano il corpo “vocale” di quest’opera unica, capace di restituire, attraverso fotografie di straordinaria bellezza, il senso ultimo di una voce, e di una musica, inimitabili.

Lelli e Masotti:

Sigla creata in occasione della collaborazione con il Teatro alla Scala a partire dal 1979, riunisce due tra i maggiori fotografi d’arte e spettacolo viventi: Silvia Lelli e Roberto Masotti. Nati a Ravenna hanno entrambi terminato gli studi a Firenze. Si sono trasferiti a Milano nel 1974. Da allora operano esplorando le performing arts e le musiche soprattutto, producendo fotografie e organizzandole in esposizioni, installazioni e pubblicazioni. In mostre recenti si sono dedicati ai direttori d’orchestra, a John Cage, al pianoforte, alla natura, al paesaggio e ai teatri in Italia. Il loro vasto archivio è fonte inesauribile per l’editoria e la produzione discografica. Loro opere sono presenti in collezioni private e pubbliche. Per Arcana Roberto Masotti ha già pubblicato “Keith Jarrett”. Un ritratto (2015).

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PROG Italia, a cura del direttore Guido Bellachioma

“Negli anni passati, decadi importanti editorialmente come i ‘70, gli ‘80 e i ‘90, la musica in edicola aveva un peso davvero notevole. Oggi decisamente meno. Nessuno si aspettava che in così pochi numeri Prog Italia si radicasse nel cuore e nelle esigenze delle persone, quelle che ancora pongono la musica al centro della proprio esistenza. Nessun gadget o regali extramusicali. Solo un giornale che parla di musica… e mi sembra già molto.

La nostra “piccola” storia inizia a farsi “seria”… siamo già arrivati al quarto numero ed è, veramente, “il punto di svolta”: The Turning Point, parafrasando l’omonimo e straordinario 33 giri live di John Mayall, uscito nel 1969… citazione doverosa e un po’ progressive, ovviamente in chiave blues. In quella straordinaria formazione dei Bluesbreakers c’erano il sassofonista e flautista Johnny Almond e il chitarrista acustico John Mark, che poi avrebbero dato vita alla Mark-Almond Band; completava la band il bassista Steve Thompson (Stone The Crow, Spooky Tooth).

Questo è un numero importante perché simboleggia che ancora ci siamo, che ci siamo affacciati al nostro secondo anno di vita, tralasciando lo Speciale sul rock italiano degli anni ’70, uscito a novembre 2014. Prog Italia ha iniziato come rivista a giugno 2015. Sono già trascorsi un sacco di mesi con tante esperienze portate avanti insieme a tutto il “popolo” prog, che ha un fortissimo senso di appartenenza, pur con mille contraddizioni. Abbiamo (ri)scoperto che il prog non è una “parolaccia” o il simbolo musicale degli sfigati. Che ha frontiere piuttosto aperte ai migranti culturali, che non si spaventa se il tempo non è sempre disparo, che ama la contaminazione e che il suo essere “prog” è – in realtà dovrebbe essere così, non sempre succede – un’attitudine mentale: apertura e non chiusura.

In questi mesi ho verificato che si può vivere in sintonia con tante persone, più di quante pensassi, attraverso questa nostra meravigliosa musica senza confini. Il “popolo” prog è davvero capace di gesti affettuosi come pochi altri… il suo amore per la musica in generale è profondo e appassionato… ci ha fatto vincere almeno una battaglia, quella di “fare” una rivista cartacea e non chiudere dopo un paio di numeri ma di programmare già fino alla fine del 2016.

Sarà ancora un cammino difficile ma siamo fiduciosi di riuscire a raccontare ancora un po’ di storie in modo aperto e legato ad esperienze sonore senza confini… ricordando che una delle qualità migliori del tempo in cui la “nostra” musica nacque, e si espanse, fu la capacità di sparigliare le carte, di rendersi meticcia senza aspirazioni di purezza, mettendo insieme il meglio del resto e ampliando la conoscenza verso nuove frontiere, artistiche e culturali…”

Info: www.progressivamente.com | www.sprea.it

Riccardo Storti e Fabio Zuffanti: PROG ROCK! 101 Dischi dal 1967 al 1980” (Arcana Edizioni)

Prendete uno dei saggisti musicali più preparati ed eclettici in circolazione, e un musicista prog tra i più attivi e rappresentativi della scena italiana (e non solo). Metteteli davanti a un microfono, o una telecamera, e otterrete Astrolabio. Dapprima fortunata trasmissione radiofonica, poi televisiva, ora si materializza su carta trasformandosi in “Prog rock!”: un libro nel quale Storti e Zuffanti scelgono, commentano, analizzano, contestualizzano e raccontano i 101 dischi prog che non possono mancare nello scaffale del vero appassionato. Per i due autori, prog, aggettivo che tende a essere usato con una certa disinvoltura, designa tutte quelle musiche che, a partire dai tardi anni Sessanta, hanno cominciato a espandersi e, contaminandosi con stili diversi, hanno allargato il concetto di pop song, sperimentando arditi accostamenti tra diverse influenze senza il timore di ricercare nuove melodie, armonie, suoni e strutture. Quindi, è progressive tanto il rock sinfonico degli Yes quanto la musica cosmica dei Tangerine Dream, l’hard psichedelico degli High Tide, il jazz-rock dei Nucleus, l’art-pop dei Roxy Music, le favole celtiche di Alan Stivell e molto altro. Il prog, insomma, non come definizione di un genere codificato, quanto come filosofia, modo di essere e approccio a ciò che si suona e si ascolta.

Riccardo Storti:

Docente di Storia della Musica presso l’Università della Terza Età di Genova, è il fondatore e coordinatore del Centro Studi per il Progressive Italiano di Genova. Ha mosso i primi passi nel mondo della saggistica musicale con Aereostella, casa editrice che ha pubblicato diversi suoi volumi su Battiato, De André, Mozart, New Trolls, Vecchioni e, naturalmente, sul progressive rock (Codice Zena e Rock Map).

Fabio Zuffanti:

Ha al suo attivo più di quaranta dischi nel’ambito del prog e suoi derivati, da solista e con band quali Finisterre, la Maschera Di Cera e altre. Direttore artistico dell’etichetta Mirror Records, ha inoltre composto due opere rock, collaborato a svariati reading letterari in compagnia di Tommaso Labranca, Wu Ming e Antonio Moresco, condotto trasmissioni radio e tv e scritto due libri (“O casta musica”, Vololibero, 2012, e “Ma che musica suoni?”, Zona Editrice, 2014).

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