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A Perfect Cut in the Vacuum – Il nuovo album di Paolo Tarsi

«The only legal trip you can take. A hypnotic sound experience. A perfect cut in the vacuum»

A Perfect Cut in the Vacuum” è il titolo del nuovo album del musicista e produttore Paolo Tarsi uscito il 26 novembre 2018 per la sua label 無常 Anitya Records, in collaborazione con Acanto e Rebirth. Il disco vede la luce a poche settimane di distanza dal successo ottenuto con il singolo “Seven Nights Awake” (Switch Music Recordings, 2018), realizzato insieme al producer Francesco Novara, con cui ha scalato le classifiche iTunes svedesi fino a toccare la settima posizione (Top Songs Electronic).

Le 21 tracce di questa nuova release – che si compone di 2 CD – pulsano in un climax dove si susseguono, come in un immenso dance mix celeste, sonorità sempre più intense. Echi ambient si fondono con la Kosmische Musik e il progressive, passando attraverso l’elettronica techno con tinte kraut, fino a specchiarsi nell’irresistibile universo del synth pop.

Nel primo CD, intitolato “Unique Forms of Continuity in Sound”, si rincorrono in filigrana citazioni tratte da “Furniture Music for New Primitives”, l’album del debutto solista pubblicato per la Cramps, accolto unanimemente come uno dei dischi più belli del 2015, di cui questo nuovo capitolo costituisce un ampliamento delle sonorità, in modo particolare dell’elemento ritmico. Un’indagine sonora che esplora quel senso di ansia del vuoto innato nella natura umana, un Horror Vacui che i primitivi della Terra cercavano di colmare riproducendo immagini di scene quotidiane sulle pareti spoglie delle caverne. Condizione esattamente opposta a ciò che si trova ad affrontare l’uomo di oggi, completamente saturo di input mediatici a cui corrispondono un eccesso di segnali, auditivi e visivi, che generano una sorta di Horror Pleni – un orrore del troppo pienoin contrasto con l’antico Horror Vacui dell’uomo preistorico.

Ed è proprio nella direzione di una digitalizzazione sempre più accentuata che si affaccia il panorama di suoni sintetici dal sapore mitteleuropeo del secondo CD “Artificially Intelligent”, affrontando il tema quanto mai attuale dell’intelligenza artificiale, in perfetto equilibrio tra sperimentazione e attitudine pop.

Paolo Tarsi (Senigallia, 1984) è autore di musica elettronica e cameristica, scrive per il teatro e la video-arte lavorando regolarmente con artisti visivi, dj, film-maker, gallerie e musei d’arte contemporanea. Specializzatosi nella composizione con il premio Oscar Luis Bacalov, collabora con musicisti provenienti dall’avanguardia colta, così come figure di primo piano della scena elettronica, jazz e rock (Esecutori di Metallo su Carta, Calibro 35, Litfiba, CCCP, CSI, Diaframma, Area Open Project). Sue composizioni sono state eseguite in luoghi di culto della musica contemporanea come lo Spectrum di New York e ha realizzato musiche per video-opere e installazioni presentate alla Herbert Art Gallery & Museum di Coventry (UK) e all’ultima edizione dell’Athens Digital Arts Festival. Nel 2018 pubblica il suo primo libro dal titolo “L’algebra delle lampade” edito da Ventura.

A Perfect Cut in the Vacuum: collaborazioni & special guests

A Perfect Cut in the Vacuum” coinvolge musicisti che hanno contribuito a rimodellare i canoni estetici di una rivoluzione artistica destinata a influire in modo permanente sul suono e sull’immaginario tecnologico. A partire da miti assoluti dell’elettronica, e in particolare da formazioni iconiche come quella degli Elektric Music o dei Tangerine Dream, con la violinista Hoshiko Yamane e lo storico tastierista Steve Schroyder, fino a coinvolgere tre ex componenti dei Kraftwerk: Emil Schult, Eberhard Kranemann e Fernando Abrantes. Una presenza particolarmente significativa, quest’ultima, se si pensa che nel corso della propria carriera il geniale gruppo di Düsseldorf ha rinunciato a collaborazioni con nomi del calibro di David Bowie, il primo sostenitore della band presso i media, e anche con Michael Jackson (la più grande star del pianeta avrebbe voluto affidare proprio ai Kraftwerk la produzione di “Thriller”, passato poi nelle mani di Quincy Jones). Altri ancora provengono da esperienze altrettanto importanti e significative quali King Crimson, Tuxedomoon, Henry Cow, National Health, Area, Afterhours, Ulan Bator, Rheingold, passando per session men che hanno inciso al fianco di Brian Eno (“Here Come the Warm Jets”), Radiohead (“Amnesiac”), Soft Machine (“Third”, “Fourth”), Bryan Ferry, Neu!, faUSt, Caravan, Hatfield and the North, fino a coinvolgere alcuni tra i principali  protagonisti del clubbing e della scena elettronica più recente come Scanner, DJ Ralf, Andrea Tich, Valerio Cosi, Alek Hidell, Violres e Fauve! Gegen A Rhino.

Bad Consumers: la mostra

Bad Consumers” è il titolo dell’esposizione che ha anticipato l’uscita dell’album “A Perfect Cut in the Vacuum” presentando in anteprima l’artwork e i video realizzati da Luca Domeneghetti, Roberto Rossini ed Emil Schult, artista e musicista co-autore di brani come “Talk” dei Coldplay e designer di alcuni dei maggiori successi dei Kraftwerk (tra cui “Autobahn”, “Radio-Activity”, “Trans-Europe Express” e “Computer World”), fino a coinvolgere Ahmed Emad Eldin, autore della cover dell’album “The Endless River” dei Pink Floyd.

La mostra, ospitata dal 12 al 29 luglio 2018 all’interno di una prestigiosa cornice quale Palazzo Ducale di Genova e documentata nel catalogo “Bad Consumers” (Ventura Ed.), racchiudeva anche partiture grafiche, video-opere, così come artwork e videoclip realizzati per accompagnare lavori precedenti. Un invito a non lasciare che le nuove produzioni musicali diventino solo qualcosa di inconsistente, frutto di superficiali ascolti liquidi.

Feedback

“Dear Paolo I wish you all the best with your project”, Alan Wilder (ex Depeche Mode)

“Very interesting project”, John Illsley (Dire Straits)

“Dear Paolo, your music sounds interesting and you have clearly done some great musical projects”, Theo Travis (David Gilmour, Soft Machine Legacy, Robert Fripp, David Sylvian, Steven Wilson, Harold Budd, Gong, Porcupine Tree, Dave & Richard Sinclair)

“Dear Paolo, I find what you are doing really interesting and full of resonances, both musical and otherwise”, Bob Klose (Pink Floyd)

“I like your music very much”, Klaus Röder (ex Kraftwerk)

“Your work is intelligent and contemporary”, Emil Schult (ex Kraftwerk)

“Ho ascoltato le tue produzioni, belle, complimenti!”, Martux_M

“Dear Paolo, I wish you lots of luck with your project and the exhibition”, Steve Hackett (Genesis)

“Hi Paolo, the music sounds very interesting!”, Percy Jones (Brand X, Soft Machine, David Sylvian, Brian Eno, Steve Hackett, Suzanne Vega, Richard Barbieri)

“Dear Paolo I found your music very interesting, I enjoy it a lot! Your music is very good”, John Scofield (Miles Davis, Joe Henderson, Charles Mingus, Joey DeFrancesco, Herbie Hancock, Pat Metheny, Bill Frisell, Joe Lovano, Pat Martino, Phil Lesh, Billy Cobham, Medeski Martin & Wood, Jaco Pastorius)

“Con Paolo ci siamo conosciuti, abbiamo capito di avere delle cose in comune, e visti i nostri comuni riferimenti verso Cage, è stato facile incontrarsi. Tra l’altro io apprezzo lavorare con giovani musicisti e condividere le esperienze. Sono molto contento che ci sia la possibilità di fare queste reunion con gli Area, ma sono ancora più contento quando riesco a fare cose come questa che faremo con Paolo, perché lì c’è l’essenza di quel che sono ora, invece di andare indietro e ripercorrere tematiche musicali che per me sono ormai piuttosto obsolete”

Paolo Tofani (Area International POPular Group)

Furniture Music for New Primitives di Paolo Tarsi è tra i cinque migliori nuovi dischi italiani del 2015” Miro Sassolini (Diaframma)

“Paolo Tarsi, un nome che sarà bene annotarsi” Battiti – Rai Radio 3

 Tracklists:

Disc One: Unique Forms of Continuity in Sound

  • Horror Pleni (Side 1)
  1. Texture of Clouds (Mono no Aware) (4:18)
  2. The Rumble (4:24)
  3. In the Supreme Hashish of Our Dream, Part 1 (5:14)
  • Horror Vacui (Side 2)
  1. In the Supreme Hashish of Our Dream, Part 2 (7:32)
  2. Time Crystals Soup (6:20)
  3. Sakuhin électronique 2# (6:08)
  • Bonus tracks
  1. Pushpanjali in the Cathodic Garden (Scanner Mix) (6:04)
  2. Star Cluster Deconstruction (Alek Hidell Mix) (5:56)
  3. Sakuhin électronique 2# (Live Mix) (7:19)

 

Disc Two: Artificially Intelligent

  1. Artificial Intelligence (3:56)
  2. Jinkōchinō (3:56)
  3. AI (Vortice Sintetico) (3:56)
  4. Künstliche Intelligenz (3:56)
  5. Künstliche Intelligenz (Tich Ummodeln) (3:56)
  6. AI (Instrumental) (3:56)
  7. Artificial Intelligence (Fernando Abrantes Mix) (3:54)
  8. Artificial Intelligence (Lothar Manteuffel Mix) (4:17)
  9. Artificial Intelligence (Andrea Tich Mix) (4:16)
  10. AI-CUTUP (Emil Schult Mix) (4:19)
  11. Artificial Intelligence (DJ Ralf Mix 1# ) (6:21)
  12. Artificial Intelligence (DJ Ralf Mix 2# ) (6:09)

Per maggiori info: https://www.facebook.com/Alisnontarsis/ | anityarecords@gmail.com

About Donato Ruggiero

Donato Ruggiero
Membro fondatore e redattore di HamelinProg.com, è archeologo e autore del romanzo noir "Tutto tranne il cane" (0111 Edizioni, 2017) e di diversi racconti pubblicati in varie antologie, nonché chitarrista della band alternative rock Malamente con all'attivo l'album "Stato vegetativo permanente". Appassionato di progressive rock, rock progressivo italiano anni '70, in particolare dei gruppi "minori", e contemporaneo, krautrock, space rock, scuola di Canterbury, avant-prog, rock sinfonico, jazz rock, musica sperimentale e molto altro.

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One comment

  1. Avatar
    Antonio Talesco

    Complimenti Paolo. Ho potuto ascoltare i brani nell’orario, secondo me, piu’ consono. Il tuo progetto e’ realmente degno di nota. I suoni puliti e le atmosfere oniriche regalano un momento di pura catarsi. Non aggiungo altro e faccio parlare nuovamente la musica per un secondo ascolto.

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