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B-Rain – Echoes from the Undertow

B-RAIN

Echoes from the Undertow (2018)

Lizard Records / Zeit Interference

 

B-Rain è il nuovo progetto solista di Davide Guidoni, batterista/percussionista dei Daal e di numerosi gruppi prog italiani come Gallant Farm, The Far Side, Nuova Era, Aries, Pensiero Nomade, Taproban. In questo progetto, da lui interamente composto, si occupa di tastiere e percussioni, e cerca di esplorare i terreni sperimentali e avanzati del progressive rock, come ambient, new age ed elettronica, creando scenari strumentali dal forte impatto visivo.

L’8 ottobre 2018, in contemporanea con i due album dei DaalNavels Falling into a Living Origami” e “Decalogue of Darkness“, viene pubblicato Echoes from the Undertow, il suo primo album da solista. Per la sua realizzazione, Guidoni ha riunito un folto gruppo di musicisti che comprende: Roberto Vitelli degli Ellesmere (chitarra elettrica, chitarra acustica, Taurus Pedals), Steve Unruh dei The Samurai of Prog (violino, flauto), Luca Pietropaoli de La Fonderia (tromba), Vincenzo Zitello (viola, violoncello), Salvatore Lazzara dei Pensiero Nomade (chitarra elettrica, chitarra acustica, erhu) e il fidato Alfio Costa (tastiere).

La natura ambientale di Echoes from the Undertow viene svelata dall’oscuro paesaggio lacustre ritratto nell’immagine di copertina. L’acqua è l’elemento legato alla vita, alla purificazione, all’iniziazione, all’adattabilità, al cambiamento, al mistero, alla riflessione e al silenzio. È quest’ultimo, tuttavia, a destare attenzione con la dichiarazione di Franz Kafka riportata sulle facciate interne del digipack – “Non c’è bisogno che lasci la tua stanza. Resta seduto al tavolo e ascolta. Non ascoltare nemmeno, limitati ad aspettare. Non aspettare nemmeno, stattene immobile e in solitudine. Il mondo ti si offrirà spontaneamente per essere smascherato. Non ha scelta. Si rotolerà in estasi ai tuoi piedi.”

Le parole dello scrittore praghese si abbandonano al lento ed eterno moto delle onde che muove l’iniziale Far from the madding crowd. È il mondo che si rotola ai nostri piedi consegnandoci paesaggi sonori malinconici, velati da una nebbia elettronica e pervasi da una diffusa e vibrante inquietudine.

Con Lakeshore si approda sulle magiche rive di laghi orientali. Il flauto di bambù di Unruh ricrea le brumose atmosfere del medioevo giapponese, l’era dei silenziosi e solitari rōnin (uomini onda). La pioggia di note di Davide scende sottile tra i bagliori improvvisi del violino elettrico di Steve, mentre il cielo si rabbuia alla minaccia di scure nubi elettroniche.

Scrosci improvvisi e tremori riverberati definiscono il mood tenebroso di Overwhelming. Sussurri spettrali e sonorità ectoplasmatiche acuiscono lo stato di angoscia, solitudine e alienazione, stemperato solo nel finale dalle ritmiche spazzole di un tergicristallo.

Nella schiarita di Echoes from the Undertow si registra un parziale riavvicinamento ad atmosfere metropolitane, architettato dall’inossidabile coppia Guidoni/Costa, mentre la crepuscolare tromba di Pietropaoli sconfina volutamente in nordici territori ECM.

La struggente The cold time of solitude si affida ai lirici archi di Zitello per scaldare un freddo e deserto rifugio interiore. La ritmica marziale non fa che enfatizzare il senso di vuoto e solitudine che la commovente chitarra di Vitelli tenta di colmare con un solo languido e dilatato.

L’articolata Descending mist mostra analogie stilistiche con i più oscuri segmenti di “Navels Falling into a Living Origami“. Il lento serpeggiare di sonorità cupe ed angoscianti avvolge l’ascoltatore tra le sue nebulose spire. Pulsioni elettroniche, clangori metallici e vibrazioni profonde creano decadenti atmosfere dark ambient. L’erhu di Lazzara, il Mellotron di Costa, le percussioni e i samplers di Guidoni danno corpo ad un flusso sonoro, anamorfico ed organico, che si ingrossa, si sfalda e si ricompone in un processo irregolare ma del tutto naturale.

Nella commovente Homeward bound sono le malinconiche melodie di archi e chitarra a compiere la conclusiva traversata che riporta tutti a casa. Un congedo sereno che riconcilia l’uomo con la natura attraverso schiarite sonore di classica bellezza.

Per maggiori info: Lizard Records

Per acquistare copia dell’album: Bandcamp


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About Antonio Menichella

Antonio Menichella
Ideatore, membro fondatore e redattore di HamelinProg.com, è docente di disegno e storia dell'arte, artista visivo e grafico. Appassionato di rock psichedelico, acid rock, stoner, desert rock, neopsichedelia, progressive rock, rock progressivo italiano, space rock, krautrock, zeuhl, scuola di Canterbury, avant-prog, rock sinfonico, jazz rock, prog folk, prog metal, neoprogressive, hard rock, post-rock, musica sperimentale e molto altro.

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