Cura delle ferite e gestione della pelle e delle lesioni vascolari a casa. Uno studio esclusivo. – AssoCareNews.it

Vene varicose su una gamba nelle donne anziane

Oggi vi presentiamo uno studio esclusivo condotto dai colleghi Marrone e Scandurra sulla gestione delle lesioni cutanee e vascolari a casa.

Le lesioni cutanee croniche più comuni osservate e trattate inAiuto a casa suoi Lesioni vascolari (LV) sugli arti inferiori e Piaghe da decubito (LDP).

Oltre alle alterazioni puramente vascolari, che danno luogo a lesioni cutanee definite sulla base di eziologia venosa, arteriosa e mista, si hanno anche lesioni secondarie a zucchero per diabetici.

A causa della sua patologia, il paziente diabetico sviluppa complicanze di neuropatia periferica e / o vasculopatia.

La presenza di neuropatia (disfunzione dei nervi periferici) può mascherare i sintomi clinici della malattia vascolare periferica, poiché il paziente non ha la percezione dello stimolo doloroso e può sviluppare lesioni che danno origine a quello che viene chiamato il “piede diabetico”. (note bibliografiche 1 e 2)

Lesioni da pressione, chiamate ancora oggi “piaghe da decubito», Si presentano a tutti quei pazienti che, per problematiche varie, devono trascorrere molto tempo in posizioni obbligatorie. Si sviluppano a causa della pressione prolungata degli strati ossei sulla pelle e sui tessuti sottocutanei.

Nelle persone anziane, la comparsa di tali lesioni è spesso una conseguenza della “sindrome da immobilizzazione”. Un classico esempio è l’intrappolamento a seguito di una frattura (frattura del femore o del bacino). Spesso la casa non è dotata di ausili e / o ausili adeguati e l’iter burocratico per la richiesta di un letto articolato e / o di un piano antidecubito multimodulare è molto ingombrante ei tempi di consegna sono talvolta piuttosto lunghi.

Nel mio ambiente di lavoro, è l’assistenza domiciliare, soprattutto in questo drammatico periodo storico caratterizzato da Pandemia di Sars-Cov 2, la figura dell’infermiere domiciliare assume un ruolo cruciale e ha come obiettivo essenziale il coordinamento delle attività di assistenza tecnica, la gestione del flusso di comunicazione tra i diversi attori, la comunicazione periodica con il medico di base sulle condizioni cliniche del paziente, la prevenzione e riconoscimento di qualsiasi complicazione che richieda l’intervento del medico o specialista. Come un “regista occulto” cerca di far avanzare il paziente su un percorso di guarigione e dove questo non è possibile cerca di fargli ottenere il massimo livello di qualità della vita. (nota bibliografica 3)

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Questo rapporto mostra la mia esperienza nel trattamento di lesioni con necrosi e / o fibrina implementando il debridement autolitico con idrogel contenente Rigenase® (estratto di grano). La pelle perilesionale è stata trattata con la formulazione Spray a base di Rigenase®.

I casi trattati sono i seguenti:

I pazientiPiaghe da decubitoLesioni vascolari
Maschi23
Femminedieci11
Età media (anni)8478
Patologie concomitantiAlta pressione sanguigna e fibrillazione atrialeDiabete mellito di tipo II, ipertensione

Le lesioni trattate mostravano aree di necrosi e / o fibrina.

La medicazione, ai fini del debridement, è stata effettuata principalmente con pulizia allo 0,09% NaCl (soluzione fisiologica), applicazione dell’idrogel contenente Rigenase®, nebulizzazione sulla cute perilesionale della formulazione spray con Rigenase® base, posizionata sulla base di estratto acquoso di Tricticum Vulgare, supportato da una garza piatta sterile, poi sigillato con un cerotto in TNT.

Nelle lesioni vascolari, è stata utilizzata una benda di cotone ortopedica o una benda coesiva autoadesiva per contenere la medicazione.

La frequenza delle ricariche dei farmaci è avvenuta ogni 48/72 secondo il piano assistenziale ADS.

Con questo trattamento è stato possibile notare la significativa riduzione della presenza di tessuto devitalizzato e in 10 casi i pazienti hanno mostrato un completo recupero entro la quarta settimana di trattamento. Entrambi i tipi di lesioni trattate hanno mostrato una significativa riduzione dell’area (area media 27 cm2) e della profondità dalla terza medicazione.

I bordi e la pelle perilesionale erano ben gestiti, adeguatamente idratati, senza eritema.

Figura 1. Modifica della zona LDP e LV dalla visita 1 alla visita 5.
Figura 1. Modifica della zona LDP e LV dalla visita 1 alla visita 5.
Figura 2. Modifica della profondità LDP e LV dalla visita 1 alla visita 5.
Figura 2. Modifica della profondità LDP e LV dalla visita 1 alla visita 5.
Figura 3. Valutazione del PDL in presenza e quantità di tessuto necrotico dalla visita 1 alla visita 5.
Figura 3. Valutazione del PDL in presenza e quantità di tessuto necrotico dalla visita 1 alla visita 5.
Figura 4. Valutazione dei LV in presenza e quantità di tessuto necrotico dalla visita 1 alla visita 5.
Figura 4. Valutazione dei LV in presenza e quantità di tessuto necrotico dalla visita 1 alla visita 5.

L’estratto acquoso di Triticum vulgare (TVE) ha un riconosciuto effetto stimolante dei tessuti, dimostrato da vari studi (4,5). Farinella et al. dal 1986 ha dimostrato che l’estratto di TVE induce un aumento della replicazione dei fibroblasti del 72%. Questo risultato è dovuto all’importante attività dell’enzima Ornitina Decarbossilasi (ODC) che migliora l’assorbimento della prolina (un amminoacido che costituisce le catene del collagene) nei tessuti.

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L’autore Sanguigno et al. (nota bibliografica 6) ha studiato ulteriormente l’attività dell’ETV dimostrando che induce un aumento dell’indice dei fibroblasti, della chemiotassi e della maturazione dei fibroblasti, fasi cruciali del processo di riparazione. Considerando che i fibroblasti, sono le cellule più numerose nel tessuto connettivo, producono matrice extracellulare e collagene, favoriscono processi di riepitelizzazione e la successiva formazione di tessuto di granulazione, fungendo da supporto per

L’azione antiossidante rigenerante del TVE, intervenendo anche nella modulazione dell’infiammazione. Questa attività è particolarmente utile nella riparazione di lesioni che richiedono sia un’azione antibatterica che uno stimolo per l’azione granulante.

La tipologia di medicazioni utilizzate ha portato a considerare quattro criteri su cui si basano, abbreviati dall’acronimo SSES, cioè:

  • Facile;
  • Durevole;
  • Efficace;
  • Sicurezza.

La semplicità della confezione permette una rapida esecuzione della medicazione ed è un dettaglio da non sottovalutare perché, dopo un adeguato addestramento, consente al caregiver di eseguire la medicazione in emergenza, soprattutto in questo periodo, quando più pazienti sono in fiduciaria e isolamento non fiduciario può ricevere l’infermiera.

Sono condimenti economicamente sostenibili, cioè possono essere acquistati direttamente dalle parti interessate senza aumentare il budget familiare.

L’efficacia e la sicurezza di queste medicazioni sono dimostrate da innumerevoli studi scientifici.


Investigatore principale Roberto Marrone, Infermiera ADI Milano

Co-investigatore Alessio Scandurra, Infermiera ADI Milano


Recensione di Ivan Santoro e Alessandra Vernacchia, Infermieri specializzati nella cura delle ferite


Bibliografia.

  1. Hunt D, Gerstein H. Piede diabetico. Evidenza clinica Edizione italiana. Roma, 2002: 284-9. 2002: 284-9
  2. https://www.siditalia.it/clinica/linee-guida-altri/category/83-linee-guida-and-documenti-di-other International Diabetic Foot Guidelines. 2015
  3. Art.22 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017 – Assistenza domiciliare.
  4. Gallucci M. et al., Triticum Vulgare Extract Formulation Spray for the Treatment of Vascular Ulcers: A Case Series. J Angiol Vasc Surg 2020, 5: 045 DOI: 10.24966 / AVS-7397/100045
  5. Rafanelli A, Saponati G, Rafanelli S (2008) Efficacia e tollerabilità della garza Fitostimolina nel trattamento epicutaneo delle lesioni cutanee ulcerate distrofiche e cicatrici ritardate. Acta Vulnologica 6: 133-137.
  6. Sanguigno L, Minale M, Vannini E, Arato G, Riccio R, et al. (2015) Le frazioni di oligosaccaridi derivate dall’estratto di Triticum vulgare accelerano i processi di riparazione dei tessuti in modelli in vitro e in vivo di danni alla pelle. J Ethnopharmacol. 159: 198-208.
  7. Mosti G (2014) Medicazione delle ulcere e dati dalla letteratura. Posizionamento documento AIUC (Associazione It. Cutaneous Ulcers) sulla medicazione per ulcere cutanee. Acta Vulnologica. 3: 117-21.
  8. Tito A, Minale M, Riccio S, Grieco F, Colucci MG, et al. (2020) Un estratto di Triticum vulgare mostra attività rigenerativa durante il processo di guarigione della ferita. Clin Cosmet Investig Dermatol 13: 21-30.
  9. D’Agostino A, Pirozzi AVA, Finamore R, Grieco F, Minale M, et al. (2020) Meccanismi molecolari alla base dell’efficacia dell’estratto di Triticum vulgare di grado farmaceutico per promuovere la guarigione dei cheratinociti. Molecole 25: 431.
  10. Funel N, Dini V, Janowska A, Loggini B, Minale M, et al. (2020) L’estratto di Triticum vulgare modula l’espressione proteica della proteina chinasi B e della matrice metalloproteinasi 9 nelle cellule BV-2: bioattività della via infiammatoria associata alla guarigione delle ferite mediante meccanismo molecolare. Mediatori Inflamm.

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