Home / L'artista racconta / Disco Dooro – La genesi del nuovo album dei feat. Esserelà

Disco Dooro – La genesi del nuovo album dei feat. Esserelà

La genesi di Disco Dooro: nulla si crea e molto si distrugge

Certamente ogni uscita discografica ha delle peculiarità e Disco Dooro non è da meno, eppure non crediamo che la sua genesi sia particolarmente diversa da quella di altri dischi.

Sicuramente per noi è speciale più di ogni altra cosa, ma per tutti i gruppi è così, o almeno ci auguriamo che lo sia.

Tuttavia Disco Dooro è anche il nostro secondo disco e, come vuole la tradizione sui secondi dischi, è stata doorissima partorirlo. Che ne penserà il nostro foltissimo pubblico? Coglierà una nostra maturazione artistica o criticherà il nostro rimanere nel seminato? Avremmo potuto scioglierci cercando la risposta a queste domande, ma alla fine abbiamo deciso di fare quello che ci riesce meglio: procedere a caso.

Abbiamo quindi caricato la macchina e siamo andati a registrare in Veneto, in Emilia, in Romagna, nelle Marche e nel bagno di Lolli. Ci siamo sbronzati e abbiamo inciso in salotto un pezzo vocale che è una bomba e lo abbiamo messo come capofila di un disco interamente strumentale. Abbiamo scritto una partitura per fiati senza saperlo fare e abbiamo obbligato dei fiati a suonarla, promettendo loro un successo planetario per evitare troppi insulti.
Abbiamo scritto decine di mail per cercare artisti disposti a realizzare delle grafiche per noi, per poi trovare il perfetto connubio con l’artista di strada sotto casa.

E, cosa ancor più importante, abbiamo cercato di divertirci il più possibile. Il prog è matematica, è composizione, è delicatissimo bilanciamento di suoni. Tutte cose noiosissime.

Il conteggio della batteria in 7/8, della chitarra in 3/4 e del pianoforte in 11/16 è per i feticisti delle frazioni. Noi lo facciamo perché ad un certo punto, magicamente, una nota la facciamo tutti e tre assieme ed è una storia davvero buffa, se ci pensate: si passa una vita a cercare di andare a tempo con gli altri e finisci a comporre dei brani dove il gioco é ritrovarsi tutti assieme solo una volta ogni tanto.

Detto questo è necessario elencare e ringraziare alcune entità che hanno ispirato e guidato il lungo cammino che ha portato alla realizzazione di questo disco:

  • Il telefonino che va su internet: fa schifo e ha ucciso quel briciolo di umanità che ci restava, ma “ha fatto anche cose buone” tipo ispirarci per la nostra svolta elettropop in Kajitemeco, titolo deciso insidacabilmente dal telefonino stesso;
  • Klepa: tortellino bosniaco. In Bosnia ritengono di essere stati i primi ad inventare questo piatto, noi ovviamente da bolognesi non possiamo fare altro che compatirli. Però le klepe sono molto buone, proprio tanto, creano dipendenza, quasi schiavitù… come poi altre cose;
  • Lodovico: personaggio vittima della società, castigato ingiustamente a causa della sua eccessiva giulività. Vive in un mondo non all’altezza della sua meravigliosa persona;
  • Svarchi: frazione del marchigiano con un circolo anziani che trasuda amore, ove regna l’amicizia, che ci ha cresciuti tra una Peroni e una giuocata al tennistavolo. Batte tranquillamente qualunque rave party come orari di chiusura. Ma ora non andateci, come tutte le cose belle sono destinate a finire e la delusione potrebbe fare male;
  • Antonello Venditti: qui in versione desertica, perchè no;
  • Popoloto: una parola dal suono bellissimo e molto simpatico. Un omaggio a come la sorella del chitarrista da piccola chiamava gli ippopotami. In un certo senso, è un omaggio a tutte le sorelle;
  • Intronyo: personaggio a cui è stato sempre accreditato (la prima volta per sbaglio) in ogni borderò della Siae il pezzo intitolato Intro. Speriamo che ora sia ricco;
  • Le parole che finisco con “aio”: e vi assicuriamo che sono tante e ognuna di esse ha un certo appeal;
  • Le grigliate: se laute meglio;
  • Quei posti in autostrada dove ci si ferma per mangiare i panini e/o varie schifezze e/o ripigliarsi dal sonno: Ligabue sarebbe orgoglioso di noi.

Tutto ciò per dare alcune suggestioni ma senza spiegare troppo, perchè se poi diciamo tutto allora la fantasia che spazio trova? E poi il saggio disse che la meraviglia svanisce laddove subentra la comprensione.

Poi chiaramente tutte le persone che direttamente e indirettamente abbiamo incontrato durante la composizione, la registrazione, i concerti, le prove e i baccanali sono altrettanto importanti e cruciali per la realizzazione di Disco Dooro, quindi le ringraziamo infinitamente e, se possibile, le baciamo. Alcune di queste si trovano nei credits del disco, altre no. Concludiamo con la tronfia consapevolezza di aver avuto il coraggio di fare un pezzo prog con l’i-Phone, cosa che non cambierà il mondo della musica, ma ha cambiato il nostro modo di pensarla quindi è già un bel colpo.

feat. Esserelà, luglio 2019

About amministrazione

Avatar

Check Also

Friends of Spirit – Il making of del quarto album in studio dei Phoenix Again

“Friends of Spirit” è un disco che affonda le proprie radici molto indietro nel tempo. …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *