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Enrico Rocci – Il culto dell’albero porcospino. Storia, sproloqui e ricordi dei Porcupine Tree

Chiedi chi erano i Porcupine Tree… Ecco una prima risposta alla domanda. Un’introduzione alla band leggendaria che ha saputo creare, in barba a qualche detrattore, un sound unico che ha influenzato il rock psichedelico degli ultimi venticinque anni. Un’avventura iniziata fra le mura di uno studio a Hemel Hempstead… sino alle platee sold out del Radio City Music Hall a New York e della Royal Albert Hall a Londra. Una piccola guida all’ascolto dei loro dischi. E il racconto genuino di chi c’era, li ha visti, vissuti e conosciuti, il ricordo di notti favolose in locali che magari non esistono più. Insomma, è il culto dell’albero porcospino… Ma chi erano veramente i Porcupine Tree?

A raccontarcelo è Enrico Rocci, un medico con la fissa per la band di Wilson, che il 23 maggio 2018 ha dato alle stampe per la Chinaski Edizioni il suo quinto libro, Il culto dell’albero porcospino. Storia, sproloqui e ricordi dei Porcupine Tree.

Con questa nuova pubblicazione, Rocci prova a rendere giustizia alla band inglese e al suo prolifico leader Steven Wilson, artista/artigiano della musica rock cui va riconosciuto il merito di aver influenzato la scena psichedelica e progressiva degli ultimi venticinque anni.

Nelle “istruzioni per l’uso”, non senza ironia, Rocci gioca sul nozionismo, sulla morbosa ricerca del dettaglio, che geneticamente contraddistingue i fan del progressive. L’autore ironizza sulla natura del suo testo arrivando a definirlo “libro da cesso” (di quelli da tenere su un ripiano accanto al water… vicino a un termosifone, che quando li afferri sono tiepidi, con la carta un po’ ondulata) per evidenziare la struttura snella e breve dei capitoli. Un libro da consultare per tempi brevi e che evita come la peste la maniacale precisione, la ricca iconografia, le interviste rigorose ai protagonisti e le recensioni dei dischi, che notoriamente scandiscono le pubblicazioni sul progressive rock.

Non mancano, tuttavia, le tappe fondamentali della vita di Wilson: dalla nascita, il 3 novembre 1967, sotto la buona stella che ha seguito l’evoluzione di preziose gemme del rock (dall’omonimo debutto dei The Doors a “Strage Days”, da “Surrealistic Pillow” a “Are You Experienced?”, da “Sgt. Pepper…” a “The Piper at the Gates of Dawn”, ecc.), agli acerbi progetti adolescenziali (Altmont e Karma), alle collaborazioni che pongono le basi per le future nascite di No-Man, Incredible Expanding Mindfuck e Porcupine Tree.

Eccoci dunque arrivati ai Porcupine Tree, nome la cui origine resta avvolta nel mistero come pure gli strampalati personaggi immaginari partoriti dalla fervida creatività di Steven. Dopo un breve cenno alle misteriose cassette spacciate da Wilson, Rocci si sofferma su una canzone (anzi, LA canzone!), “Radioactive Toy”. Il ricordo si fa tangibile nell’amato botta e risposta tra Wilson – “Give me the freedom to destroy… You…” – e il pubblico – “Give me Radioactive Toy!”. Enrico grida “Presente!”.

Le limitatissime cassette sperimentali di Steven giungono nelle mani di Richard Allen, nume tutelare di una rivista underground e in odore di fondare un’etichetta discografica. EP dalla grafica minimale propongono le prime stesure dei brani in seguito inclusi nelle prime pubblicazioni a nome Porcupine Tree. Contrariamente a quanto affermato nelle prime pagine, l’autore si lascia andare ad un’appassionata analisi dei brani che non risparmia dettagli e curiosità. La “pericolosa” deriva viene tempestivamente arrestata da una pausa ristoratrice. È finalmente Domenica!

“On the Sunday of Life…” è come dichiara il titolo del primo brano: “Music for the Head”. L’analisi punta a far emergere la natura sperimentale dell’album. Qualche indiscrezione circa le dediche presenti nei primi lavori, un po’ di sano gossip sulle fidanzatine esotiche di Steven, e via… si parte per il viaggio numero 34! Dagli spunti floydiani amalgamati ad elementi dance e proto-trip hop di “Voyage 34” all’approdo a “Up the Downstair” si consuma la definitiva metamorfosi del progetto solista in band. È l’attività in studio con i No-Man a suggerire a Steven i nomi giusti: Richard Barbieri, Colin Edwin e Chris Maitland.

Il 4 dicembre 1993, giorno della scomparsa di Frank Zappa, i Porcupine Tree tengono la loro prima data live. Seguono la lunga e onirica jam “Moonloop” e “The Sky Moves Sideways”, l’album più nostalgicamente legato alla psichedelia e al prog anni Settanta.

I continui rimandi, dal sidereo ciclo lunare alle marcature sonore “significative”, dal “coma” romano e alle improvvisazioni mesmeriche, dalle “stupide” canzonette ai tour mondiali, “confondono” e allo stesso tempo affascinano il lettore/fan. Rocci ne approfitta per scandire con ritmo serrato le tappe di un percorso artistico senza pari. Lo stile narrativo, apparentemente snello e scanzonato, tradisce conoscenza profonda e passione smisurata che sono proprie di chi ha osservato (e continua ad osservare) con trasporto il culto dell’albero porcospino.

 

Enrico Rocci, neurologo presso l’Ospedale San Giacomo con la passione per la scrittura, ha pubblicato per Chinaski Edizioni quattro noir, uno dei quali aveva per protagonisti anche i Porcupine Tree. Dopo averli più volte stalkerati, questo è il suo atto di amore (estremo) per la band.

 

Titolo: Il culto dell’albero porcospino. Storia, sproloqui e ricordi dei Porcupine Tree

Autore: Enrico Rocci
Editore: Chinaski Edizioni
Data di uscita: 23/05/2018

Formato: brossura

Pagine: 185

Dimensioni: cm 21 x 15 x 2
Collana: Voices
ISBN: 88-99759-42-1 – EAN: 9788899759421

Prezzo: €18,00

Per maggiori info: Chinaski Edizioni

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About Antonio Menichella

Antonio Menichella
Ideatore, membro fondatore e redattore di HamelinProg.com, è docente di disegno e storia dell'arte, artista visivo e grafico. Appassionato di rock psichedelico, acid rock, stoner, desert rock, neopsichedelia, progressive rock, rock progressivo italiano, space rock, krautrock, zeuhl, scuola di Canterbury, avant-prog, rock sinfonico, jazz rock, prog folk, prog metal, neoprogressive, hard rock, post-rock, musica sperimentale e molto altro.

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