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Epitaffio – L’esordio discografico dell’Antico Lunario

Epitaffio – La pietra funeraria su cui poggia un Antico Lunario tutt’ora aperto, e la cui storia è al suo prologo

Immaginate di ritrovare un vecchio giornale nella soffitta dei nonni, iniziate a sfogliarlo, ma vi rendete presto conto che non è un giornale qualsiasi. Al suo interno si dipanano notizie astronomiche, previsioni del tempo, nascite, morti e matrimoni di importanti famiglie a voi sconosciute, notizie sui prezzi dei raccolti e del bestiame, notizie del mondo, date e luoghi di vetuste fiere, nonché, non meno importanti, novelle e passatempi… Si tratta di un almanacco, in passato detto anche lunario. Ed ecco da cui prende luogo l’idea di un gruppo folk: l’Antico Lunario, nato dalla passione riguardante il folklore dei popoli, delle culture perdute e dimenticate, dei miti, dei mondi fantastici e delle leggende che si tramandano nei secoli.

Inizialmente più centrati sul puro folk tradizionale, lo scorrere del tempo ha determinato una naturale evoluzione del gruppo secondo le inclinazioni personali dei suoi componenti, approdando infine ad una ricetta romantica a base di folk acustico, progressive, musica neoclassica e talvolta dalle influenze medievali, il tutto cosparso da polvere di arrangiamenti dal gusto rock. Questa peculiare proposta musicale del gruppo ha portato alcuni recensori a fare interessanti accostamenti con band molto caratteristiche e diverse tra loro, come Genesis, Opeth, No Strange, Fiaba, e Death in June.

I testi ruotano attorno a diversi argomenti, proprio come farebbe un Antico Lunario: antiche storie da raccontare attorno a un fuoco; notizie di popoli lontani e misteriosi, forse non reali; favole di uomini stregati dalla bellezza di una donna; illustrazioni di mondi lontani; cronache di inseguimenti e iscrizioni funerarie da intonare. Sono queste le fondamenta sulle quali vengono costruite le melodie che formano il primo mini album dell’Antico Lunario, intitolato “Epitaffio”: circa trenta minuti di musica cesellata, smussata, raffinata, o più semplicemente raccontata, come sanno fare solo i migliori cantastorie.

In questo primo tassello della sua storia personale, l’Antico Lunario si compone di:

Francesco Ronchi alla voce principale, cori, chitarre acustiche, tin whistle (sul terzo brano), tamburo a cornice (sul terzo, quinto e sesto brano), percussioni idiofone (sul terzo, quinto e sesto brano) e basso programmato (sul secondo, terzo, quarto, quinto e sesto brano);

Iven Cagnolati alla chitarra classica, cori, voce principale (sul terzo e sesto brano), arpa, lira (sul sesto brano), euro (strumento di sua invenzione, sul sesto brano), stompbox (sul secondo e quarto brano) e percussioni idiofone (sul secondo e quarto brano);

Giancarlo Teot a.k.a. Jack Einarr Greywolf al basso elettrico, cori, tamburo a cornice, percussioni idiofone (tutto esclusivamente sul primo brano) e autore di testi (secondo brano scritto in inglese, successivamente tradotto e riadattato da Francesco Ronchi; terzo brano scritto in italiano).

La grande passione per gli affascinanti e curati artwork di certi gruppi visionari, ha portato Francesco Ronchi a progettare e creare lui stesso il packaging e l’artwork dell’album, il quale è basato su una foto scattata dal fotografo Rares Gheorghiu.

Epitaffio è disponibile sia in un elegante digipack goffrato nero (limitato a 50 copie numerate e fatte a mano) con libretto dei testi incluso, sia in forma liquida su tutte le piattaforme di streaming principali (comunicato stampa).

Tracklist:

  • We Will Go Home (04:27)
  • Silvestre Lambire (04:06)
  • Del Tramonto Bramante (04:13)
  • Sulla Trepidazione (03:33)
  • Della Risacca che Culla (05:35)
  • Epitaffio (05:42)

Per maggiori info e per acquistare l’album: Bandcamp | Facebook

About Donato Ruggiero

Donato Ruggiero
Membro fondatore e redattore di HamelinProg.com, è archeologo e autore del romanzo noir "Tutto tranne il cane" (0111 Edizioni, 2017) e di diversi racconti pubblicati in varie antologie, nonché chitarrista della band alternative rock Malamente con all'attivo l'album "Stato vegetativo permanente". Appassionato di progressive rock, rock progressivo italiano anni '70, in particolare dei gruppi "minori", e contemporaneo, krautrock, space rock, scuola di Canterbury, avant-prog, rock sinfonico, jazz rock, musica sperimentale e molto altro.

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One comment

  1. Avatar
    Daniele Barbieri

    Breve album (EP) che ho particolarmente apprezzato. Il gruppo ha mescolato tanti generi diversi in questo disco e sicuramente dovranno tracciare un sentiero maggiormente definito, ma gli ingredienti che ho potuto ritrovare durante l’ascolto sono molto interessanti e nel loro genere, freschi. Serviva in Italia un gruppo che unisse progressive e folk con varie influenze dalla musica antica. Vediamo cosa ci riserveranno in futuro!

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