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Franti MM – Franti MM

FRANTI MM

Franti MM (2019)

Lizard Records / Mexicat Records

 

L’avventura artistica di Franti prende il via nei primi anni ’80 su iniziativa Stefano Giaccone, componente e fondatore del gruppo. Nei primi anni ’00 arriva la collaborazione con Gianluca Della Torca, compositore e musicista del gruppo Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo, e con la cantante e insegnante di canto Giovanna Mais. Nel giugno 2016 i tre decidono di unirsi in una formazione stabile e di lavorare a un repertorio nelle intenzioni rigenerante, in un’epoca di enormi trasformazioni dell’attività creativa e della sua fruizione. Il successivo ingresso di Jacopo Della Torca (batteria) completa la line-up che mantiene l’eclettismo dei singoli componenti: Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo, la band di origine di Gianluca Della Torca (basso, arrangiamenti), è da vent’anni molto apprezzata nel campo rock strumentale e della soundtrack music; Giovanna Mais (voce) ha cantato in lavori teatrali, progetti legati al mondo del cinema, la canzone d’autore e popolare; Stefano Giaccone (chitarra elettrica, voce, sax), oltre a una vita errabonda tra Galles, Bristol, Torino e Sardegna, ha fatto dell’essere onnivoro musicalmente e come performer la sua caratteristica più esplicita.

Il rapporto ideale con il collettivo Franti e la sua città, Torino, è evidente fin dal nome del gruppo che si è mosso in fretta e senza soggezione verso una nuova forma della medesima passione, integrità e attitudine punk, di allora. Indipendenza politica e artistica quindi, in un viaggio di libertà, collettivamente “sonora”.

Il debutto discografico del gruppo si consuma il 15 novembre 2019 con l’uscita dell’album omonimo,  pubblicato via Mexicat Records in formato digitale e Lizard Records su supporto fisico.

La sferragliante chitarra in Mi manchi rivela le reali intenzioni della band facendosi scudo di eteree e reiterate stratificazioni vocali. Pochi istanti e sull’ignaro ascoltatore si scaglia la furia punk, elettrica ed iconoclasta, di Non cercarmi. Il noise rock degli Uzeda risulterebbe fin troppo quadrato, matematico, se paragonato alla sfrenata corsa di Franti MM, abrasa da riff motoristici, martellata da ritmiche sfiancanti e solo in parte stemperata dall’acuta voce della Mais e dal rabbioso canto monocorde dei compagni.

Tra le interferenze radio di Intermezzo n.1 risuonano da un altoparlante le parole “Quante volte ti ho detto “Ti amo” sui sedili dell’auto / Quante volte ho visto il tuo profilo nella cabina per le fototessere” , tratte da Some Sinatra dei Secret Stars.

Il testo di Nel giorno secolo, brano del repertorio Franti pubblicato nell’album “Il giardino delle quindici pietre” (1986), è ispirato a un’opera del poeta Mario Boi. Il mood malinconico descritto da chitarra e piano elettrico si fa ancor più sofferto con l’ingresso di un dolente sax e di sonorità dure, spigolose, mentre la Mais declama i poetici versi “Nel giorno secolo a cui siamo diretti / vacillando su queste gambe / ci sarà un posto d’erba e di terra su cui non peserà / l’ombra che ci spaventa / su cui non cadrà / la maledizione dei fabbricanti / sui giorni non passerà / il rimprovero religioso / avremo finestre in faccia alla luce / non prigioni”.

La natura cinematografica dello strumentale Napoli Centrale – Torino P.N. genera una sequenza di immagini crepuscolari, ricordi di una vita passata che non tornerà più. Memorie che rivivono, forse per l’ultima volta, nei versi di Intermezzo n.2 “Quante volte siamo scesi al supermercato, di notte, sulle nostre bici giù dalla collina dove tu vivevi. Guardavamo la luna insieme”, nuovo rimando a Some Sinatra.

La stessa chiave di lettura vale per Transmission, fedele cover del singolo dei Joy Division. Gli anni ’80 hanno lasciato un segno profondo nell’anima di Franti (MM), ma la rilettura del brano non è affatto un’operazione nostalgica quanto più una lucida presa di coscienza del superficiale consumo di musica nell’epoca contemporanea. La conferma arriva nel finale con il nervoso, drammatico e reiterato grido della Mais, “Radio, Live Transmission”.

L’onda oscura degli eighties travolge anche Come un fiore, traccia che continua a “danzare” (“Dance, dance, dance, dance, dance, to the radio”) su ritmiche sintetiche, taglienti stilettate elettriche e liriche amare (“e così ho ucciso la mia donna / con un coltello di sarcasmo / e ho vegliato il suo corpo”).

Jazz per Stranieri viaggia sui binari di Napoli Centrale – Torino P.N. nei ricordi di una dolorosa emigrazione racchiusa nei versi “Ho lasciato la mia terra che non avevo quattordici anni / e un sacco di amici. / Ho lasciato la mia terra maledetta / perché le mie sorelle più piccole si morivano di fame / sperando che la mia razione fosse loro sufficiente. / Sbagliavo. / Ho lasciato la mia terra maledetta / per venire al nord da un parente che non conoscevo neanche. / … / Ho lasciato casa mia per farmi chiamare terrone. / … / Ho lasciato la mia terra maledetta, / che è maledetta perché l’ho dovuta lasciare.”.

Deserto è un brano liberamente ispirato a un testo di Guido Rossetti, cofondatore dei Delinkuere formazione punk rock molto attiva nella Pinerolo underground degli anni ’90. Nella ripresa dei versi “Ieri avrei gettato il cuore nel fuoco” e “Stanca indifferenza,  cede la speranza” si evidenzia il doloroso nichilismo di Franti MM. Il rimando al brano di Rossetti assume i contorni di una feroce critica mossa da Giaccone alla società contemporanea. Come se non bastasse, i fraseggi di Stefano e Giovanna rievocano i CCCP di “Morire” dai quali Giaccone prende in prestito il motto “Produci, consuma, crepa”.

Nell’Intermezzo n. 3 si conclude, tra stanchi rimandi, promesse non mantenute e una cassetta di The Voice, la breve storia d’amore raccontata dai Secret Stars in Some Sinatra, resa ancor più struggente nell’originale rilettura di Franti MM.

Il canto d’amore de Il tempo dei baci come rosse ciliegie profumate anticipa la conclusiva Io nella notte. La traccia, tratta dal repertorio Franti pubblicata nello split “Contrazione/Franti” (1984), perde (in parte) la sua nervosa vena punk per dilatarsi in disturbanti riverberi post-rock.

Per maggiori info: Bandcamp | Lizard Records

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About Antonio Menichella

Antonio Menichella
Ideatore, membro fondatore e redattore di HamelinProg.com, è docente di disegno e storia dell'arte, artista visivo e grafico. Appassionato di rock psichedelico, acid rock, stoner, desert rock, neopsichedelia, progressive rock, rock progressivo italiano, space rock, krautrock, zeuhl, scuola di Canterbury, avant-prog, rock sinfonico, jazz rock, prog folk, prog metal, neoprogressive, hard rock, post-rock, musica sperimentale e molto altro.

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