Hamilton, perché il ritiro dalla F1 non è impossibile. E la FIA è pronta a punirlo per aver disertato i premi – Corriere.it

La Mercedes si sente irrimediabilmente offesa e il tono sta salendo, ma il team manager austriaco, parlando così, ha anche messo le mani sul caso Lewis decidesse di andarsene. Il team lo ha già sperimentato nel 2016 con Nico Rosberg: il tedesco cadde con la tazza in mano, consumato dallo stress.

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Primi in pista e nelle vittorie

I commenti di Wolff hanno già scatenato reazioni a catena: Valtteri Bottas si sarebbe presentato subito con la sua ormai ex squadra (ha firmato con l’Alfa) per dire: se dovessi, sono qui. Ieri il finlandese era con Lewis e Wolff negli stabilimenti di Brackley e Brixworth per prendere parte ai festeggiamenti per l’ottavo titolo costruttori consecutivo. Per lui è stata organizzata anche una festa di addio. Hamilton ha esteso questa estate il contratto fino al 2023 per circa 40 milioni a stagione; l’altro posto andrà a George Russell, 23 anni, è di Williams e un prodotto del vivaio Mercedes, con un certo talento. Ma manca l’esperienza in un’auto ad alta tecnologia, in una situazione resa ancora più difficile dal cambio di regolamento.

Il nuovo presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha già il primo grosso problema: deve decidere se sanzionare Hamilton (rischio di multa) per la sua assenza alla cerimonia di premiazione della FIA. Per regolamento devono partecipare i primi tre del campionato. Ieri lo sceicco di Dubai, ed ex pilota di rally, ha sconfitto l’altro candidato alle elezioni, il britannico Graham Stoker (61,6% dei voti contro il 36,6%), che aveva l’appoggio del numero uno uscente, Jean Todt. Ben Sulayem noto per essere un decisore: come pilota capisco lo stato d’animo di Lewis e dobbiamo metterlo a suo agio. Però bisogna vedere se c’è stata un’infrazione, le regole sono regole, non sono sacre e si possono sempre migliorare. Ma se c’è stata una violazione, non può essere perdonata.

18 dicembre 2021 (modificato il 18 dicembre 2021 | 07:13)

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