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Intervista ai The Pineapple Thief

HP: In vista dell’imminente passaggio in Italia per le tre date a supporto degli O.R.k., la rubrica “L’artista racconta” ha il piacere di ospitare Bruce Soord, Jon Sykes e Steve Kitch, titolari del progetto The Pineapple Thief. Salve ragazzi, la redazione di HamelinProg.com vi ringrazia per aver accettato l’invito!

B. S.: Salve!

J. S.: Ciao, e grazie di ospitarci.

S. K.: Grazie!

HP: Prima di entrare nel vivo della nostra chiacchierata vi va di presentare la vostra ultima fatica discografica? Qual è la vera genesi di “Dissolution”?

B. S.: Quando abbiamo terminato il tour di “Your Wilderness” e Gavin era ormai membro fisso della band, ci siamo focalizzati sulla creazione di un nuovo album insieme. Abbiamo sviluppato un metodo che ha funzionato durante la registrazione di “Your Wilderness” quindi abbiamo continuato così anche per “Dissolution”. I brani iniziavano su scambi di idee tra me e Gavin, in seguito inviate agli altri ragazzi che aggiungevano le loro idee. È stato un gran progetto creativo e collaborativo.

HP: Bruce, nel presentare “Dissolution” hai affermato che “il titolo riflette la disintegrazione delle relazioni e la rovina del nostro tessuto sociale”.  Il concept dell’album racconta le conseguenze spesso oscure del vivere in una società in cui tutto si svolge su un palcoscenico pubblico. Ti va di approfondire con noi queste tematiche?

B. S.: Personalmente credo che il mondo iperconnesso in cui viviamo ha reso le persone più infelici. È facile dimenticare che il primo iPhone è stato messo in commercio solo 12 anni fa. La rivoluzione che abbiamo vissuto ha avuto un effetto profondo sulla società. Io ho semplicemente preso ciò che stavo vivendo e assistendo a livello personale e l’ho riportato nella scrittura delle brani.

HP: Il concept dell’album è ben delineato dall’artwork curato dall’agenzia di design Stylorouge (nota per aver lavorato anche con Pink Floyd, David Bowie, Blur e per il film “Trainspotting”). Come si è giunti alla definizione dell’immagine di copertina?

B. S.: Per quanto riguarda il design, noi abbiamo dato carta bianca. Io ho avuto una lunga conversazione con i tizi dell’agenzia, ho descritto il concept e ho inviato i primi missaggi in modo che potessero immergersi e sviluppare il loro visual concept. Il “glitching” di fotografie originali è stato creato tramite l’invio dell’audio dai missaggi attraverso i file di immagini digitali. Non so di preciso come abbiano fatto, ma sono fantastici.

HP: Partendo dal naturale sviluppo dell’ambizioso  “Your Wilderness”, passando al nuovo processo di scrittura e registrazione di “Dissolution”, è possibile tracciare le future coordinate sonore dei The Pineapple Thief?

B. S.: No, non credo che riusciamo. Mi dispiacerebbe pensare troppo a ciò. Preferisco seguire il percorso naturale delle cose.

J. S.: Mi aspetto che svilupperemo i progetti che abbiamo già avviato e forse riusciremo a provare degli approcci differenti, ma finché giungeremo a ciò, è alquanto difficile prevedere cosa funziona e cosa no e di come si svilupperà il suono.

HP: Gavin Harrison alla batteria è un privilegio che pochissime band possono permettersi. Come siete riusciti a convincere uno tra i più talentuosi batteristi al mondo ad entrare stabilmente nella band?

B. S.: Non ho idea. Credo che il fatto che andiamo d’accordo creativamente (e che non siamo arrivati a fare a pugni durante il tour) abbia certamente aiutato.

S. K.: Molti soldi! 🙂

HP: Come già anticipato, da alcuni mesi siete in tour per promuovere “Dissolution”. A fine febbraio farete tappa in Italia (il 21 a Firenze, il 22 a Roma e il 23 a Milano) in supporto agli O.R.k. di Fornasari, Pipitone, Mastelotto ed Edwin. Cosa proporrete al pubblico italiano?

B. S.: Beh è la prima volta che saremo in tour in Italia quindi personalmente non vedo l’ora di suonare e di divertirmi. Porteremo con anche il nuovo chitarrista, George Marios. Lui è un musicista molto talentuoso.

HP: Com’è il vostro rapporto col pubblico italiano?

B. S.: Vi sapremo raccontare tra 3 giorni!

HP: 1999/2019, venti anni di vita per il progetto The Pineapple Thief. C’è qualche aneddoto curioso che vi va di condividere con noi?

B. S.: Quando ho dato inizio a TPT non potevo immaginare che sarebbe durato 20 anni. Mi è sempre interessato creare musica. Non mi ossessiona “crearla”, ma sono ossessionato dallo scrivere buona musica. In passato l’industria musicale era molto diversa. Amazon vendeva solo libri. Il primo album vendette a malapena 500 copie in un anno, ma ho comunque continuato.

HP: L’anno è cominciato da poco e la domanda d’obbligo è: ci sono nuovi progetti all’orizzonte?

B. S.: Gavin ed io stiamo già condividendo nuove idee per il nuovo material dei TPT. Con Gavin cerchiamo di utilizzare il tempo nel quale lui è nel suo studio e non in giro a lavoro con i King Crimson o durante altri suoi progetti. È positivo perché la mente si concentra.

J. S.: Quando ritorneremo da questo tour impiegheremo più tempo sul nuovo materiale.

HP: Vi ringraziamo per la disponibilità e attendiamo fiduciosi il vostro passaggio in Italia. A presto!

B. S.: Sì, ci vediamo!

J. S.: Ciao!

S. K.: A presto!

 

Intervista: Antonio Menichella | Traduzione: Michela Petruzzelli

About Antonio Menichella

Antonio Menichella
Ideatore, membro fondatore e redattore di HamelinProg.com, è docente di disegno e storia dell'arte, artista visivo e grafico. Appassionato di rock psichedelico, acid rock, stoner, desert rock, neopsichedelia, progressive rock, rock progressivo italiano, space rock, krautrock, zeuhl, scuola di Canterbury, avant-prog, rock sinfonico, jazz rock, prog folk, prog metal, neoprogressive, hard rock, post-rock, musica sperimentale e molto altro.

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