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Lattemiele 2.0 – Intervista a Massimo Gori

Come è nato il progetto “Lattemiele 2.0”?

Sono passati quasi due anni da quando Massimo Gasperini, della Black Widow Records, mi parlò dell’idea di fare un disco su Paganini. In effetti l’idea mi piacque da subito e cominciai ad elaborare alcune idee per il progetto. Avevo appena contattato Luciano Poltini, che aveva fatto parte con me dei Latte e Miele dal 1974 al 1980, e con me aveva firmato tutta la produzione discografica fino allo scioglimento della band, nel 1980. Al momento della reunion, nel 2011, non fu possibile inserire Luciano nel line-up ufficiale della band in quanto impegnato nella sua attività concertistica classica, anche se fu in tour con noi in Giappone ed in Corea.  Dopo la pubblicazione di “Passio Secundum Mattheum, the complete work”, la band attraversò un momento di blackout, dovuto anche ai troppi impegni individuali di ciascuno. Non fu possibile dare concerti e si pensò di chiudere “in bellezza” con la positiva prova di Passio. Fu allora che decisi di dare nuova vita ad un gruppo che aveva raccolto così tanti consensi, nel solco della continuità (cioè della forte contaminazione con le grandi pagine della musica classica) ma con alcune novità che erano necessarie per non ricadere nell’errore di ispirarsi sempre al passato, rischiando l’effetto “fotocopia” imputato a molte band nate negli anni ‘70.

Quali sono gli altri elementi della band?

Con Luciano iniziammo quindi un lavoro di ricerca e composizione, e contattammo Elena Aiello, una virtuosa del violino che, nonostante la giovane età, ha all’attivo esperienze sinfoniche di livello mondiale con i più famosi direttori d’orchestra. Alla batteria Marco Biggi (Garybaldi), uno strumentista di grande esperienza col quale avevo già suonato in passato. Una formazione agile e potente allo stesso momento.

Avete già tenuto dei concerti dal vivo?

Un concerto per pochi intimi in una piccola località dell’entroterra ligure, per fare un piccolo test della tenuta del gruppo. Mi resi conto di avere a che fare con musicisti straordinari, l’impatto dal vivo fu strepitoso e galvanizzante. Cominciò allora un lungo lavoro di scrittura e di realizzazione dei demo. Componemmo moltissime pagine, ma, grazie anche alla ferrea presenza di Gasperini dietro le quinte, scartammo anche molti brani che non sembravano coerenti col progetto. Da allora sono trascorsi quasi due anni, anche perché ognuno di noi è coinvolto in altri progetti artistici, ma ora siamo alla fase conclusiva. Stiamo iniziando le sessioni di registrazione e siamo tutti galvanizzati. L’album si chiamerà semplicemente “Paganini experience” e conterrà materiale inedito assieme alle indispensabili citazioni dell’opera del compositore e virtuoso genovese.
Se il nome vi sembra troppo lungo, chiamateci “2.0”.

Massimo Gori – Lattemiele 2.0

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