L’esperienza dei medici volontari in pensione: “Così scegliamo le dosi giuste per tutti”

UDINE. Ancora esitazioni a vaccinarsi, incertezze, paure? Purtroppo il fatto che ci siano ancora operatori sanitari non vaccinati non aiuta a fare chiarezza e la tragica morte di una ragazzina vaccinata aumenta il disagio e l’ansia ed è una spina nel cuore anche per noi medici. .

Così, dopo mesi di attività come medici vaccinatori volontari, insieme a tanti altri colleghi, vi spiegheremo come va la seduta vaccinale e il motivo di tante domande su malattie e farmaci nel modulo di consenso. . Lo facciamo nell’assoluta convinzione che il vaccino anti-Covid sia l’unica e indispensabile arma per sconfiggere questo virus che ha portato e continua a prendere tante vite umane di tutte le età e da tutto il mondo. Quando si inserisce la vaccinazione, ogni persona viene valutata per età, stato di salute attuale, allergie, anamnesi, farmaci attuali, precedente esposizione a Covid-19. L’obiettivo è quello di evidenziare eventuali controindicazioni o precauzioni molto rare da adottare per la vaccinazione. Il medico assegna il tipo di vaccino e la necessità del richiamo, sulla base dei criteri previsti dalla normativa nazionale e regionale, ed è a disposizione per domande e chiarimenti prima di confermare l’esistenza di un consenso motivato alla vaccinazione.

Sulla base dei dati acquisiti in più di un anno di pandemia, si è capito che determinate condizioni rendono molto alto il rischio di ricovero, la necessità di ventilazione, intubazione e un’elevata probabilità di mortalità da Covid-19. La principale di queste condizioni è l’età: avere 80 anni o più. Altri soggetti sono definiti “estremamente vulnerabili” a qualsiasi età, ad esempio obesi o diabetici, il che non è intuitivo. Rientrano nella categoria anche i portatori di tumori non cicatrizzati, quelli con grave insufficienza respiratoria e/o cardiaca, quelli sottoposti a terapia immunosoppressiva o con farmaci biologici. Per tutte queste persone è particolarmente importante essere vaccinati e non entrare in contatto con persone non vaccinate che potrebbero portare il virus.

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I quattro vaccini anti-Covid attualmente disponibili non contengono virus vivo attenuato e non funzionano trasmettendo una malattia lieve, quindi non rappresentano un pericolo nemmeno per le persone con grave immunodeficienza o per chi si sottopone a chemioterapia, immunosoppressori cortisonici ad alte dosi e farmaci biologici droghe. Al contrario, qui la protezione con la vaccinazione è fortemente indicata e soprattutto non espone a rischi aggiuntivi. Tuttavia, potrebbe esserci una risposta protettiva meno efficace, a causa della terapia in corso. In questi casi, quindi, possono essere messe in atto strategie specifiche, concordate con il caregiver, come vaccinare prima di iniziare il trattamento, sospendere il farmaco per una o due settimane, attendere qualche giorno che i globuli bianchi ritornino dopo la chemioterapia .

Questo viene fatto allo scopo di rendere più efficace il vaccino, non perché la vaccinazione possa essere particolarmente pericolosa. I vaccini mRNA (Pfizer e Moderna) sono scelti per queste categorie di persone perché offrono un’elevata protezione contro qualsiasi malattia Covid, anche lieve e in tempi più brevi. Durante una malattia acuta, ad esempio, esacerbazione di bronchite cronica, peggioramento dell’asma, febbre per qualsiasi motivo, fuoco di Sant’Antonio attivo, la vaccinazione viene posticipata di alcuni giorni. L’obiettivo è che l’intero organismo sia orientato verso la risposta al vaccino e non si impegni nella risoluzione di altre malattie. I gruppi di età dai 60 ai 79 anni e i malati cronici di tutte le età sono un altro gruppo a rischio che merita di essere vaccinato prima delle altre categorie. Purtroppo, sembra che proprio all’interno di questi gruppi ci sia più esitazione a causa della marcata percezione del persistente alto rischio di mortalità.

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I soggetti con anamnesi di allergie gravi e/o shock anafilattico vengono introdotti ad un corso di sicurezza consistente in una valutazione specialistica delle allergie e vaccinazione in un ambiente più protetto quale un ospedale. In conclusione, le controindicazioni e le precauzioni per la vaccinazione sono sostanzialmente inerenti a gravi problemi allergici.

La scelta del vaccino è determinata dallo stato di “vulnerabilità” al Covid e dalla fascia di età. I vaccini con vettori virali (AstraZeneca/Vaxzevria e Janssen) sono preferenzialmente ed ormai obbligatoriamente consigliati sopra i 60 anni perché l’evento molto raro di trombocitopenia e trombosi di sedi atipiche, legato alla vaccinazione, è descritto principalmente nelle giovani donne. Il rischio di trombosi classica, invece, non è diverso da quello della popolazione della stessa fascia di età. La valutazione di tutto ciò viene fatta dal medico per ogni singolo soggetto all’inizio del percorso vaccinale affinché la vaccinazione possa essere effettuata in sicurezza.

Ci sono quindi tutte le condizioni per avvicinarsi con fiducia alla vaccinazione. D’altronde, gli stessi dati relativi alla mortalità da Covid degli ultimi mesi confermano che il vaccino è l’arma più potente ed efficace per uscire dalla pandemia. Sapendo che molte persone sono ancora indecise, si preoccupa per la loro sicurezza e per il bene presente e futuro di tutta la comunità.

Federico Armani, Enrico Barboni, Rosa Boz, Roberto Celotto, Valeria Chiandotto, Marina Chiarandini, Silvana Cremaschi, Rosalba Donati De Conti, Flavio D’Osualdo, Paola Galassi, Luigi Marcuzzo, Antonio Minucci, Renata Mirolo, Marilisa Moretuzzo, Antonio Fulvio Peratoner, Stefano Petri, Clara Pinna, Paolo Rossi, Maria Pia Sidran, Carlo Tonazzi, Daniela Trovò, Carla Volpe, Giorgio Zaccagna, Paolo Zampa

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