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L’omonimo debutto discografico degli Overture

Overture (2018) Overture

Il 9 marzo 2018 gli Overture danno alle stampe il loro omonimo debutto discografico. Il progetto, nato nel gennaio 2010 dalle ceneri dei Sons of the Rascals, vede attualmente impegnati Samuele Desogus (chitarre), Stefano Sanna (basso), Fiorella Piras (flauto), Simone Meli (tastiere), Simone Desogus (batteria) e Luigi Ventroni (voce).

L’idea di utilizzare “Overture” come titolo del disco nasce da quella che era la funzione dell’overture nell’ambito musicale colto, e cioè di apertura, inizio di un’opera, nell’auspicio di avere in seguito altri lavori firmati a nome Overture.

Le fasi di composizione dei brani iniziano già nel 2010 e, a causa di varie vicissitudini (cambio formazione, impegni musicali collaterali, ecc.) continuano fino a dicembre 2015, data di inizio delle registrazioni.

Anche la fase di registrazione e lavorazione (mixaggio e mastering) richiede parecchi mesi. Questo, però, permette di lavorare meglio sui particolari e sulla qualità generale della parte musicale.

Tutte le fasi che riguardano l’audio (registrazione, mix e mastering) sono curate dal gruppo (Samuele Desogus, in particolare, lavora al mix e al mastering col supporto degli altri componenti). L’artwork è a cura di Mauro Mondiello.

Tracklist:

  1. Intro
  2. Lux et ombra
  3. Il mendicante
  4. A Deer in the River
  5. Crop Circles
  6. Ephesia’s Chime

Nel disco si raccontano cinque storie basate sull’immaginazione e sulla fantasia, che descrivono musicalmente cinque mondi fantastici nei quali trasportare l’ascoltatore. Si va dalle sonorità più acustiche di “Il mendicante” per poi arrivare a quelle più artificiali e futuristiche di “Crop Circles”.

La strumentazione utilizzata è molto varia: oltre a batteria, basso, chitarre elettriche e acustiche, tastiere, voci e flauto, sono presenti anche archi (violino e contrabbasso), percussioni di ogni tipo e fattura e suoni di oggetti e dispositivi vari (registrati ed elaborati).

L’unico ospite del disco è Sara Cuzzupoli, violino ne “Il mendicante” e cantato nei cori di “Lux et ombra”.

L’album si ispira ai capolavori progressive degli anni ’70, ma tradisce anche influenze neo prog e di tanti altri generi, dovute al background vario ed eterogeneo dei musicisti coinvolti.

Per maggiori info: Facebook

Per ascoltare l’album: Spotify

Per acquistare copia dell’album clicca qui.

About Antonio Menichella

Antonio Menichella
Ideatore, membro fondatore e redattore di HamelinProg.com, è docente di disegno e storia dell'arte, artista visivo e grafico. Appassionato di rock psichedelico, acid rock, stoner, desert rock, neopsichedelia, progressive rock, rock progressivo italiano, space rock, krautrock, zeuhl, scuola di Canterbury, avant-prog, rock sinfonico, jazz rock, prog folk, prog metal, neoprogressive, hard rock, post-rock, musica sperimentale e molto altro.

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