Luca Attanasio, arrestati gli assassini dell’ambasciatore in Congo: “Volevano rapirlo” – Corriere.it

a partire dal Francesco Battistini

Il diplomatico è stato ucciso un anno fa con un fuciliere e l’autista

Ecco i colpevoli dell’omicidio dell’ambasciatore italiano. Volevano rapirlo. E chiedere un riscatto di un milione di dollari. Quasi un anno dopo l’imboscata mortale in cui morirono Luca Attanasio, il suo fuciliere di scorta Vittorio Iacovacci e l’autista Mustafa Milambo, la polizia congolese cattura e mostra al mondo i sospetti assassini.

Sono sei giovani, seduti sul prato della caserma di Goma, la capitale della regione del Nord Kivu al confine con il Ruanda. Tutti ammanettati, quattro sono scalzi, dietro di lui nove ufficiali con mitragliatrici in spalla. I sei tacciono. Davanti a loro un gruppo di giornalisti e fotografi, invitati alla conferenza stampa: Mr. Governatore – proclama con voce solenne il comandante della polizia del Nord Kivu, il generale Aba Van Ang -, Ti do tre gruppi di criminali che portò lutto nella città di Goma. Tra loro c’è anche il gruppo che ha attaccato il convoglio dell’ambasciatore.

A dire il vero, l’uomo che ha sparato non c’è: il capo dellaun gruppo noto come Aspirantedicono gli investigatori, e ancora in libertà, ma lo stiamo seguendo. Certamente, spiega un altro soldato, il colonnello Constant Ndima Kongba, i suoi complici sono ammanettati su questo prato: gli uomini di altre due cosche criminali, i Bahati e i Balume. Sappiamo dove si trova il capo di ‘Aspirant’. Speriamo di trovarlo.

La banda era ricercata da diversi mesi. Dopo l’attacco di Attanasio del 22 febbraio, sulla strada tra Goma e Rutshuru, ai margini del Parco Nazionale Virunga, ci sono stati diversi assalti ai convogli in tutta la regione: in uno, a novembre, è stato ucciso anche un uomo d’affari della regione, Simba Ngezayo. E sarebbero gli indizi raccolti durante le indagini su quest’ultimo omicidio, secondo i giornalisti di Goma, che avrebbero messo sulle tracce di queste tre cosche la polizia del Nord Kivu.

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Il generale Van Ang non dice come sia avvenuta la cattura. Non cita le indagini italiane culminate nel giugno 2021 in un’indagine su un funzionario congolese del Programma alimentare mondiale, sospettato di aver trascurato le misure di sicurezza previste per il trasporto dei diplomatici. Né fornisce elementi particolari che spieghino il legame con l’omicidio di Atanasio.

Ma i toni sono decisi. Guardiamarina e i suoi uomini, disse l’ufficiale, hanno teso un’imboscata alle auto dell’Ambasciatore d’Italia e del Programma Alimentare Mondiale con uno scopo ben preciso: volevano rapire il diplomatico e chiedere un riscatto milionario. Secondo gli inquirenti, infatti, quando “Aspirante” ha sparato sui loro bersagli, uccidendo quasi sul colpo Attanasio e Iacovacci, si sono morsi le mani perché la loro intenzione era quella di prendere gli ostaggi bianchi e negoziare con l’Italia per liberarli. la stessa tattica usata in altri casi, si spiega, e che anche lui dovette lavorare per rapire Ngezayo. Ora faccio appello alla giustizia – ha detto il generale del Nord Kivu -: che questi criminali siano puniti tenendo conto di tutto ciò che hanno fatto sopportare alla nostra popolazione. Nei mesi scorsi la polizia congolese aveva già annunciato possibili arresti negati, quindi in poche ore: se questa è la svolta giusta, è ancora presto per dirlo.

(Articolo in aggiornamento)

18 gennaio 2022 (modifica 19 gennaio 2022 | 01:05)

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