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Nicolini Enio – Cyberstorm

ENIO NICOLINI AND THE OTRON

Cyberstorm (2019)

Buil2Kill Records

 

A quattro anni dalla pubblicazione di “Heavy Sharing“, il bassista pescarese Enio Nicolini rinnova la sua formula Only Bass, Drums & Vocals chiamando a raccolta, sotto il moniker The Otron, Ben Spinazzola (voce), Sergio Ciccoli (batteria) e Former Lee Warner (elettronica). Il 5 aprile 2019 viene dato alle stampe Cyberstorm, un concept album dal taglio futuristico la cui idea di fondo è sempre quella di rielaborare le tenebrose e vibranti sonorità heavy metal facendo a meno della chitarra elettrica.

Fin dal micidiale attacco della title track, infatti, si avverte una certa continuità stilistica che fa di Cyberstorm il seguito naturale di “Heavy Sharing“. Il granitico basso di Nicolini domina la scena dettando temi, variazioni e stacchi ai compagni d’avventura. Ciccoli si fa garante di un drumming tumultuoso e spedito, Warner penetra le strette maglie sonore con un denso rumorismo industrial, e Spinazzola ringhia con fare lindemanniano.

Clangori metallici guidano i primi istanti di vita di Ramses W45 fino alla squassante deflagrazione heavy decisa dal titolare. L’andatura fratturata genera passaggi contrastanti, tenuti insieme dal convulso basso, che negli sviluppi assumono i toni solenni di un “rituale spaziale”.

In Planet X si riaffacciano le oscure soluzioni sabbathiane del precedente album. L’incedere serrato della batteria contrasta con il basso butleriano che conduce a più grevi affondi doom, con un ispirato Spinazzola a spaziare tra heavy e death (con tanto di growl).

5th Dimension apre scenari sonori che ibridano l’heavy italiano e l’industrial metal di scuola Rammstein. Da segnalare l’espressiva performance di Spinazzola e l’oscuro apporto elettronico di Warner.

La rabbiosa Warp Machine e la tortuosa Iss Armada, pur rinvigorendo le classiche radici metal di Nicolini, creano curiosi paralleli sonori con i Misty Morning di “GA.GA.R.IN.“: la frenesia metal, i riff motoristici, le marcature ritmiche, le svisate elettroniche e il canto brutale.

Anthios definisce gli stilemi di un ruvido space metal articolato in lente reiterazioni sabbathiane, ritmiche pirotecniche con doppia cassa e cimbali aerei, e gelide escursioni elettroniche che, quasi senza soluzione di continuità, preludono la successiva Nanoids in my Head. Il brano cattura fin dal primo ascolto per via di una struttura asciutta a diretta che rispolvera i Sabbath di “Electric Funeral”.

Night of the Hunt è una sorta di compendio sonoro di Enio Nicolini and The Otron: doom, metal, industrial, space, elettronica e rumorismo alieno si amalgamano in un flusso organico in continua trasformazione.

Chiude l’album Timeless Love il brano che resta più legato alle esperienze sonore passate di Nicolini, dagli Sloe Gin di “A Matter Of Time” al più recente “Heavy Sharing“. Nel finale, un curioso accenno al riff di “Are You Ready” omaggia i mitici Grand Funk Railroad  giusto in tempo per consegnare l’ascoltatore alla conclusiva scia cosmica di Warner.










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About Antonio Menichella

Antonio Menichella
Ideatore, membro fondatore e redattore di HamelinProg.com, è docente di disegno e storia dell'arte, artista visivo e grafico. Appassionato di rock psichedelico, acid rock, stoner, desert rock, neopsichedelia, progressive rock, rock progressivo italiano, space rock, krautrock, zeuhl, scuola di Canterbury, avant-prog, rock sinfonico, jazz rock, prog folk, prog metal, neoprogressive, hard rock, post-rock, musica sperimentale e molto altro.

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