Home / Recensioni / OH. – Metallia

OH. – Metallia

OH.

Metallia (2018)

Autoproduzione

 

Dietro il moniker OH. si cela il progetto musicale della cantautrice, compositrice, artista visiva e polistrumentista greca Olivia Hadjiioannou (chitarra elettrica, chitarra acustica, basso, batteria, tastiere, violino, voce). Il curioso nome d’arte nasce dall’accostamento delle iniziali del suo vero nome, di difficile pronuncia fuori dai confini ellenici. Ciò che spinge l’artista a suonare una mezza dozzina di strumenti o a insistere a voler mixare e padroneggiare la propria musica non scaturisce da cause esterne ma dalla viscerale passione di rivelare musicalmente una “storia interiore”.

Il suo prog metal evoca immagini intense e induce l’ascoltatore a viaggiare in paesaggi sonori epici. La sua voce è stata più volte messa in relazione con quelle di Sharon Den Adel, Anneke Van Giersbergen, Happy Rhodes, o anche definita come un incrocio tra Kate Bush, Tori Amos, Melissa Auf der Maur ed Eivør.

Il 27 luglio 2018, a tre anni dal primo album, “Synemotion”, e dopo una manciata di singoli, OH. pubblica l’EP Metallia, un’epica suite prog metal strutturata in sei movimenti strumentali il cui filo conduttore è un viaggio iniziatico tra corpo e mente, materia e spirito, rinascita e consapevolezza.

Nell’immagine di copertina, l’esile Olivia è ritratta nelle vesti di una combattiva dea, una moderna Atena/Minerva, pronta a brandire l’unica arma a sua disposizione: una chitarra elettrica. Lo sguardo fiero, la severa posa frontale, le cangianti ali spiegate e i voluminosi drappeggi tradiscono rimandi classici e delineano una figura fortemente radicata nella cultura e nella mitologia dell’antica Grecia. Alle sue spalle, intenta a spiccare il volo, una civetta – emblema della saggezza, della conoscenza e della filosofia – è lì a simboleggiare la culla del pensiero filosofico e scientifico occidentale.

Il ricco corredo iconografico include richiami alla pittura romantica tedesca di inizio Ottocento (“Monaco in riva al mare” di Caspar David Friedrich) ma anche illustrazioni ispirate agli antichi manoscritti alchemici. Ed è proprio l’alchimia il concept sul quale si articola l’intera suite.

I. Red Lion[Prima Materia] – Il leone rosso ha la potenza del fuoco interiore. Consuma la materia quando gliene viene data libertà e compie l’opera della Natura. Ispira intelligenza, immaginazione e vita ma non può evadere dalla prigione terrestre né liberarsi col proprio potere. Per liberarsi dalle catene terrestri necessita di una parola chiave.

In alchimia la Grande Opera è il percorso iniziatico che l’alchimista deve compiere per realizzare la Pietra filosofale, il Lapis philosophorum. L’itinerario è scandito da tre operazioni fondamentali note anche come trasmutazioni alchemiche: Nigredo, Albedo e Rubedo. Ognuna di queste fasi rappresenta uno stadio di metamorfosi della materia.

Olivia dà inizio alla Grande Opera riversando la devastante furia delle Erinni in disumani vocalizzi che investono in pieno l’ascoltatore, annichilendolo definitivamente con riff sabbathiani e un groove assassino. Il sound viene ripetutamente fratturato da acide sferzate metal e da un tribalismo percussivo che il tradizionale toumperleki domina rimarcandone i tratti orientali.

II. Bee[Nigredo] – L’ape raccoglie l’oro dalla rosa rossa dello Spirito. Le diverse circostanze della vita creano esperienze che vengono raccolte e trasformate in oro spirituale, ma solo se la mente non viene abbandonata a vuote riflessioni.

La prima fase della Grande Opera è la Nigredo, o Opera al nero, nella quale avviene la putrefazione e la disintegrazione della materia. Dal punto di vista iniziatico, questa fase indica il processo di morte simbolica dell’adepto. Il suo vecchio Io si dissolve per lasciare spazio a una personalità rinnovata e spiritualmente completa.

La mediterranea intro acustica cede presto il passo ad un tragico rumorismo industrial. Il virtuosismo chitarristico di Olivia produce velocissimi suoni di natura onomatopeica che, nella stessa misura de “Il volo del calabrone” di Rimskij-Korsakov, tentano di ricostruire in chiave musicale il ronzio di un’operosa ape intenta a raccogliere la materia disintegrata e a trasformarla in oro spirituale.

III. Androgyny[Albedo] – Sei diviso in due principi opposti che raggiungeranno l’equilibrio nell’unità e trionferanno sulla frammentaria illusione del mondo. Hai visto le proiezioni nell’ombra e rimosso i concetti mettendo in discussione le tue riflessioni.

L’Albedo, o Opera al bianco, rappresenta il processo di purificazione/distillazione e preparazione per la successiva sublimazione del composto scaturito dalla fase di Nigredo. Questa fase viene associata ai risultati di una profonda consapevolezza e osservanza di sé.

Le eteree ma minacciose folate corali e i freddi e spigolosi riff metallici simboleggiano la conquista della dualità, l’unione degli opposti – femminile e maschile – che si perfezionano per mezzo di differenti linguaggi espressivi nell’edificazione di articolate architetture sonore di chiara natura prog metal.

IV. Resurrection[Rubedo] – Sei diventato ciò che sei sempre stato, ma che non sapevi di essere – risorto al tuo stato primordiale. Hai realizzato la tua essenza divina rimanendo ancora nel tuo corpo fisico. Maestro sia sul mondo fisico che su quello spirituale.

La Rubedo, o Opera al Rosso, è l’ultima fase e culmina nel compimento finale della Grande Opera. La materia, putrefatta e distillata durante le fasi di Nigredo e Albedo, nella Rubedo viene elevata e sublimata. In questa fase si assiste al ricongiungimento finale degli opposti. I suoi simboli sono la Fenice, creatura capace di rinascere dalle proprie ceneri, e l’Androgino, l’essere che sintetizza e racchiude in sé le virtù di maschile e femminile.

Ritmi tribali, violini barocchi, enfatiche aperture sinfoniche e toni trionfali salutano la solenne “Resurrezione”. Olivia continua a muoversi su registri contrastanti ma complementari che qui vedono contrapporsi abrasivi riff metallici a volatili stratificazioni vocali.

V. Dragon’s Kiss[Citrinitas] – Tentato dal drago ma non inghiottito, piuttosto baciato dall’inconscio universale ma non dissolto. Ti vengono fornite ali come il Drago per viaggiare nei regni interiori.

Nel compimento della Grande Opera, la Citrinitas viene considerata una fase a sé, quella dell’ingiallimento o della combustione della materia. Il suo colore è il giallo citrino, simbolo del dinamismo della coscienza e della volontà. In questa fase ciò che prima era vago e confuso diventa chiaro e luminoso. Questa fase viene associata alla maturità e all’affermazione di sé. L’individuo ha ormai accumulato esperienza ed è capace di raggiungere altissimi livelli di consapevolezza.

Il mood della suite si fa ora più torbido e drammatico, gravato da evoluzioni furiose e agitate. L’impianto ritmico, solido e marziale, detta il passo a riff acidi e violini stridenti, mentre la voce di Olivia si fa strumento alimentando venti di guerra e lanciando macabre scorrerie aeree che rievocano bellicosi scenari mitologici.

VI. Triumph[Lapis Philosophorum] – Dalla disintegrazione della materia alla realizzazione della Pietra filosofale, sostanza apparentemente immateriale che pervade tutte le forme e dà origine a tutta la creazione. La sua influenza pervade l’intero cosmo. Inizia il vero viaggio verso l’immortalità.

La Pietra filosofale è una sostanza dotata di tre grandi proprietà: conferisce l’immortalità attraverso l’elisir di lunga vita; permette all’alchimista di acquisire l’onniscienza; consente di trasmutare i metalli vili in oro.

Urla strazianti sovrapposte ad acuti vocalizzi anticipano la celebrazione del “Trionfo”. La solida struttura metallica si avviluppa ai tortuosi riff e alle circolari marcature ritmiche per poi perdersi nell’oscuro ed infinito spazio cosmico. La Grande Opera è compiuta!

Per maggiori info: OH. | Facebook

Per ascoltare e/o acquistare l’EP clicca qui.

Fotogallery

  • OH. – Metallia
  • OH. – Metallia
  • OH. – Metallia
  • OH. – Metallia
  • OH. – Metallia
  • OH. – Metallia
  • OH. – Metallia
  • OH. – Metallia

About Antonio Menichella

Antonio Menichella
Ideatore, membro fondatore e redattore di HamelinProg.com, è docente di disegno e storia dell'arte, artista visivo e grafico. Appassionato di rock psichedelico, acid rock, stoner, desert rock, neopsichedelia, progressive rock, rock progressivo italiano, space rock, krautrock, zeuhl, scuola di Canterbury, avant-prog, rock sinfonico, jazz rock, prog folk, prog metal, neoprogressive, hard rock, post-rock, musica sperimentale e molto altro.

Check Also

Hillmen – The Whiskey Mountain Sessions, Vol​.​II

HILLMEN The Whiskey Mountain Sessions, Vol​.​II (2018) Firepool Records BMI 16 marzo 2018, a sette …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *