Rilasciato Giovanni Calì, l’ingegnere rapito ad Haiti il ​​1 giugno – Corriere.it

Dopo ventitré giorni di reclusione nell’isola caraibica di Haiti Liberato l’ingegnere catanese Giovanni Cal. Il 1 giugno era nelle mani dei 400 Mawozo, una banda di criminali comuni che da tempo diffondono il terrore tra residenti, funzionari stranieri e volontari. Non guardano in faccia nessuno perché l’obiettivo è cercare di battere i soldi con riscatti, o anche fulmini. Poche ore dopo l’azione paramilitare, i rapitori hanno chiesto un riscatto di 500.000 dollari. Un dato ben al di sopra della media delle richieste in uno dei Paesi più poveri del mondo, poi devastato dal terremoto del 2010, dove negli ultimi anni è aumentata notevolmente la piaga dei sequestri a scopo estorsivo. Ce n’erano 243 solo l’anno scorso.

L’uscita è stata resa possibile grazie al lavoro quotidiano della nostra intelligenza eUnità di crisi della Farnesina, che ha mantenuto giorno dopo giorno i contatti con la sua famiglia in Sicilia, ha scritto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha salutato in un tweet la conclusione dell’operazione, il cui esito positivo era tutt’altro che scontato. controal, 74, dipendente di un’impresa edile con sede a Roma, ad Haiti, era impegnato nella costruzione di una strada che collegasse i dipartimenti centrali e settentrionali dell’isola. Un collegamento ritenuto fondamentale e strategico anche per il futuro dell’isola. In particolare, in qualità di responsabile della posa dell’asfalto, si è occupato della realizzazione dell’asse stradale per conto della ditta Bonifica Spa. Il sequestro è avvenuto mentre l’ingegnere stava ispezionando un cantiere stradale nella capitale Port-au-Prince.


Era circondato da uomini armati, bendato e caricato in un’auto. Con lui c’era un tecnico haitiano, finito anche lui nelle mani della banda criminale, e questo dettaglio probabilmente era previsto. I rapitori, infatti, hanno contattato la famiglia dell’operaio per dettare le condizioni per il rilascio degli ostaggi. Quello che preoccupava era che il rapimento fosse avvenuto nella stessa zona dove sette missionari francesi erano stati rapiti l’11 aprile e poi rilasciati 19 giorni dopo. Il rapimento ha fatto molto rumore: ad Haiti i religiosi sono rispettati e amati dalla popolazione, e il rapimento è stato un segnale importante del generale degrado del Paese.

I 400 Mawozo sono una delle gang che controlla diversi quartieri popolati della capitale, i più poveri: Cité soleil, Martissant, La Saline Bel Air. E le cosche sono numerose e talvolta anche schierate in alleanze opposte, vivono di criminalità e si finanziano con racket e rapimenti. Non fanno distinzioni: ricchi e poveri, locali e stranieri, ma gli stranieri sono la merce di scambio più richiesta, poiché possono essere richiesti riscatti come nel caso di Cal.

23 giugno 2021 (modificato il 24 giugno 2021 | 01:23)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

READ  Nessun blitz Tav, razzi e pietre contro la polizia - Cronaca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *