Sull’accertamento fiscale c’è anche la prescrizione dell’Agenzia delle Entrate

Sull’accertamento fiscale c’è anche la prescrizione dell’Agenzia delle Entrate.

Quando riceviamo un avviso di revisione, non ci lasciamo prendere dal panico. Ricorda che sull’accertamento fiscale c’è anche la prescrizione dell’Agenzia delle Entrate. Se riceviamo l’atto dopo la scadenza Imposta deve informarci che l’atto è nullo perché l’Agenzia delle Entrate ha perso i suoi diritti di verifica.

L’Agenzia delle Entrate ha un certo tempo per verificare ciascuno degli obblighi fiscali a cui siamo vincolati. Ad esempio per la dichiarazione annuale IVA, o per la presentazione della dichiarazione dei redditi, o per controllare le fatture di spesa con lo spesometro. Tieni sempre presente questo elenco delle nostre condizioni che l’amministrazione fiscale deve rispettare per i vari obblighi.

Sull’accertamento fiscale c’è anche la prescrizione dell’Agenzia delle Entrate

Le comunicazioni fiscali devono essere notificate entro il quinto anno successivo a quello in cui viene presentata la dichiarazione dei redditi se irregolare. Se sei esonerato dalla presentazione della dichiarazione o se l’avviso di accertamento è stato ritenuto nullo, devi essere avvisato entro il settimo anno successivo. Se ricevi un avviso di accertamento, utilizza immediatamente il nostro calendario per calcolare eventuali limitazioni in cui è incorso l’Agenzia delle Entrate.

Facciamo un esempio. Riceverai un avviso di accertamento nel 2020. Se l’accertamento riguarda la dichiarazione dei redditi 2014, ritenuta irregolare, le autorità fiscali hanno 5 anni per comunicarti l’avviso di accertamento. Doveva notificarlo entro la fine del 2019. Oggi, questo avviso di accertamento è nullo.

Se invece nell’accertamento è indicato che la tua dichiarazione dei redditi è stata ritenuta nulla, l’avviso è valido se riguarda la dichiarazione 2012.

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Come difendersi dall’avviso di accertamento prescritto

Devi essere tempestivo. L’avviso di zero accertamento deve essere impugnato con ricorso all’Agenzia delle Entrate entro 60 giorni dal ricevimento. Se l’importo contestato è inferiore a € 50.000,00 è obbligatorio un tentativo di mediazione fiscale.

Nuovo mediazione fiscale è stato introdotto nel 2018. Praticamente oggi, quando il contribuente presenta un ricorso fiscale, si apre automaticamente una fase amministrativa in diretta contraddizione con l’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo è che l’Agenzia annulli l’atto che lo riconosce difettoso, senza ritardi e costi di procedimenti giudiziari. È anche possibile che questa fase si concluda con una mediazione tra le posizioni del contribuente e dell’amministrazione fiscale.

L’importo concordato tra contribuente e amministrazione fiscale può essere corrisposto dal contribuente anche con risarcimento per pretese non prescritte dell’amministrazione fiscale. Devono essere crediti maturati allo Stato al 31 dicembre 2012 e devono avere come fonte forniture, forniture o contratti.

Il risarcimento opera quindi a favore delle società che hanno conti insoluti presso l’Agenzia delle Entrate.

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