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Vanden Plas – The Ghost Xperiment: Awakening

VANDEN PLAS

The Ghost Xperiment: Awakening (2019)

Frontiers Music

 

L’uscita del nuovo album dei Vanden Plas era prevista per il 2017 come annunciato dalla stessa band sulla loro pagina Facebook ufficiale circa tre anni fa. Dopo questo ritardo, l’attesa dei fan è stata finalmente ripagata concretamente a febbraio, quando “The Ghost Xperiment” è stato annunciato nelle vesti di doppio album. Il primo, intitolato “Awakening” che uscirà l’11 ottobre, mentre la seconda parte “Illumination” vedrà la “luce” appunto, l’anno prossimo. Questo è un anno decisamente producente dal punto di vista discografico per i Vanden Plas dato che a maggio è stata annunciata l’uscita di un cofanetto, un’edizione rigorosamente limitata di sole 1500 copie, contenente tutti gli album in studio della band, un EP e una registrazione dal vivo, intitolata “The Epic Works 1991-2015”. La collezione include anche brani inediti, tracce bonus, e rari demo che riassumono l’intera carriera della band teutonica.

In maniera decisamente magistrale “The Ghost Xperiment: Awakening” è la sintesi di un mondo onirico e strettamente psicologico di un personaggio che contrappone la sua pura identità ad un misterioso senso di vuoto interiore, che lo perseguita e lo sottrae dalla libertà di una vita serena, ma allo stesso tempo gli offre l’opportunità di sviluppare una conoscenza assolutamente intima della sue capacità, nonché della sua esistenza.

Dal punto di vista musicale, i Vanden Plas offrono ancora una volta una formula perfetta di stile, conseguenza di una amalgama degli arrangiamenti orchestrali egregiamente combinati al carattere duro e cangiante del progressive metal, il quale rappresenta un’intensa urgenza di narrazione che affiora naturalmente attraverso la continuità tematica dei brani, più vicini alle radici originali della band, in quanto traspaiono evidenti elementi progressivi già ascoltati in brani come The God Thing o Far Off Grace.

Il protagonista della storia è Gideon, che per la tradizione ebraica era figlio di Joash della tribù di Manasse, e il suo nome significava “guerriero”. Gideon Grace, il nome completo del giovane senza timore, caricato da un pesante dolore dopo la morte della sua amata deve lottare costantemente per la propria vita contro le inarrestabili ombre della “Casa della Pioggia” mentre vagabonda per tutto il territorio francese. Senza una vera e propria introduzione strumentale che avrebbe spezzato l’incantesimo elusivo, il riff deciso di chitarra ci porta nel pieno dell’azione.

Cold December Night ha inizio nei pressi della spiaggia nordica di St. Malo a confine con il Canale della Manica, in un viaggio attraverso le gesta di un giovane di soli undici anni che, così come il “Viandante davanti al mare di nebbia” di Caspar David Friedrich, considerato il manifesto della pittura romantica tedesca, è alla ricerca della sua vera identità, condizione della quale l’uomo romantico ha piena consapevolezza. Gideon inizia il suo cammino in una fredda notte di inizio dicembre, piena di riff sublimi che avanzano con grande vigore, quasi ad annunciare la cupa sera precedente alla morte di Ivy, la sua dolce amata. Ad un tratto, un cambio ritmico e tematico offre il destro al giovane impavido per scappare dal famigerato posto grottesco “dove i bambini muoiono su libellule mostruose”, e sul bridge l’orchestrazione finora molto densa viene soppressa sulle strofe che delicatamente fanno spazio al fiorire di sezioni strumentali che occupano sempre di più un posto di prim’ordine, fino a prendere una posizione dominante su un brano decisamente più sinfonico come The Phantoms Of Prends-Toi-Gardes. Qui la band teutonica si destreggia su melodie che mutano caledoscopicamente e si trasformano nell’arco di tutto il brano insieme alla vocalità di Andy Kuntz, autore della storia qui narrata, che interpreta un lavoro magistrale, carico di passione e sincerità.

Three Ghosts si apre con sonorità accattivanti e squisite sezioni di pianoforte su un basso palpitante, il tutto su cambi di ritmo frequenti e poco prevedibili.

Devil’s Poetry offre un momento decisamente più disteso, grazie al suono attraente delle tastiere, che a più livelli raggiungono man mano la rabbia della chitarra virtuosa di Sephan Lill, che passa da un tono spigoloso al “delicato vagare” di una melodia progressivamente toccante; il brano cambia ritmo a metà percorso con riff quasi thrash-metal in dicotomia con le note melliflue di archi e ottoni, protagonisti di una narrazione sonora incantevole, che si trasforma in un’imponente azione drammaturgica.

A questo punto l’album si trova nei pressi del punto focale dalla vicenda interiore del protagonista,  che con una crescente malinconia e un’angoscia esistenziale, riflette la sua completa afflizione. Scavando nella profondità del suo Io, evoca la sua amata sulle note di Fall From The Skies costruita su tonalità complesse ed aggressive, naturalmente affidate alla chitarra e ad un basso che con i suoi geniali riff riesce a coronare la grandiosità tematica di tutta la traccia.

Mettendo un punto esclamativo all’intero album, la band offre infine un’opera magnificente di breve durata con la title track. The Ghost Xperiment dà modo di concentrarsi sugli ingredienti chiave della band che sa dare spazio alle emozioni, “inciampando” ai limiti della perfezione nel mondo groviglioso del prog con una grandine di riff e audaci fill di batteria. Nel finale la pace fa ritorno e scarica la tensione accumulata finora in meravigliose armonie unite alla voce di Andy Kuntz che sprigiona tutta la sua energia prima che il brano si estingua attraverso un potere travolgente.

Per maggiori info: Vanden Plas | Facebook

About Giuseppe L'Erario

Giuseppe L'Erario
Collaboratore di HamelinProg.com, è laureato in Lettere e laureando in Musicologia, nonché batterista della rock band The Furriers. Appassionato di rock psichedelico, hard rock, southern rock, rock’n’roll, alternative rock, rock progressivo italiano, progressive rock, scuola di Canterbury, rock sinfonico, krautrock, progressive metal, early jazz, cool jazz, hard bop, bebop, jazz-funk, fusion, funky, neo-soul, musica sperimentale e molto altro.

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