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41 anni di “Living in the Past”

Jethro Tull - Living in the Past

Il 23 giugno del 1972 i Jethro Tull pubblicano il loro sesto album, Living in the Past. Pubblicato lo stesso anno di “Thick As A Brick” questo doppio album (nella versione originaria in vinile) è una sorta di raccolta antologica che include sia brani ripresi dagli album precedenti o da esibizioni dal vivo, che brani inediti.

I primi cinque anni di carriera del gruppo e gli ottimi riscontri di “Aqualung” (1971) e “Thick As A Brick” (1972) spingono l’etichetta discografica Chrysalis Records a capitalizzare il successo del gruppo.

Ad aprire l’album è “Song for Jeffrey”, tratta da “This Was”, una canzone dedicata ad un amico di Blackpool, Jeffrey Hammond il quale, insieme a John Evan, Ian Anderson e Barriemore Barlow, aveva suonato come bassista in due band giovanili di Blackpool, The Blades e The John Evan Band, dal 1963 al 1967, e sarebbe in seguito divenuto membro dei Jethro Tull dopo l’abbandono di Glenn Cornick, facendo la sua prima apparizione nell’album “Aqualung”. Segue “Love Story”, traccia vivace e accattivante, e poi la malinconica “Christmas Song”. Viene poi il turno della title track, “Living in the Past”, dominata dalla voce e dal flauto di Anderson. Passando per “Driving Song” si arriva alla famosa “Bourée”, un riarrangiamento di Ian Anderson della “Suite per liuto n° 1 BWV 996” di Johann Sebastian Bach, proposta già nell’album “Stand Up”. “Sweet Dream” è un brano più altisonante, con inclusi archi ed ottoni. “Singing All Day” si rifà alle soluzioni più classiche e raffinate di “Benefit”, mentre “Teacher” presenta già un incedere più serrato e deciso. La terna conclusiva “Witch’s Promise”, “Inside” e “Just Trying to Be” ha approccio più acustico in cui è nuovamente protagonista il flauto di Anderson.

Di particolare effetto anche la cover, sorta di copertina in pelle con impressi decori in oro, che mostra anche la sagoma stilizzata di Anderson, con tanto di palandrana, mentre suona il flauto traverso in equilibrio su una sola gamba (divenuta ormai una celebre icona del progressive rock).
http://youtu.be/DbiHf3fpkXo

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2 comments

  1. Siete proprio speciali voidi Hamelin prog…non ci lasciate mai soli e non…vi sfugge niente.
    Grazie.Ciao
    Maurizio

  2. Beh… cerchiamo di fare del nostro meglio. Ci piace segnalare eventi, ricorrenze e anniversari vari perché ci aiutano ad alimentare la passione e l’interesse per il progressive rock e per tutta la buona musica!
    Ricevere apprezzamenti come il tuo ci spinge a fare ancora meglio!
    Grazie mille Maurizio!

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