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Jack Dupon – Tête de Chien

Jack Dupon (2014) Tete de ChienJACK DUPON

Tête de Chien  (2014)

Musea Records/TMG

Poco meno di due anni fa avevamo lasciato il combo francese Jack Dupon alle prese con la pubblicazione del loro quarto album in studio, il bizzarro “Jésus l’Aventurier“. Appena sedici mesi dopo – precisamente il 5 luglio 2014 – la band transalpina dà alle stampe Tête de Chien, un esplosivo live album che attinge a piene mani proprio da “Jésus l’Aventurier“, riproponendone dal vivo gli episodi più interessanti.

Proprio nella dimensione live gli stravaganti Arnaud M’Doihoma (basso, voce), Philippe Prebet (chitarre, voce), Gregory Pozzoli (chitarre, voce) e Thomas Larsen (batteria, percussioni, voce) esibiscono la loro eccentricità in un teatro fatto di grida terapeutiche, poesie automatiche e follie calcolate.

Le registrazioni live di Tête de Chien risalgono al concerto tenuto all’Onze Bis di Vichy il 6 dicembre 2013. Ad aprire le danze è una trasfigurata Margaretha. Il brano, dedicato alla figura di Margaretha Geertruida Zelle (vero nome di Mata Hari, danzatrice e agente segreto), perde in realtà gran parte del suo originario carattere danzereccio e avvinazzato per favorire una più lisergica dilatazione psichedelica, fatta di riverberi, asperità chitarristiche e vivaci scampanellii. Resiste tuttavia la voce filtrata che come in un mantra ripete fino allo sfinimento “Mar-ga-re-tha”.

Ulysse, traccia dedicata all’eroe della mitologia greca, resta in qualche modo più vincolata alla versione in studio. L’incedere marziale, la chitarra scandita e i riff matematici condizionano pesantemente la struttura del brano, mentre gli oscuri cori zeuhl assumono qui toni assai più evanescenti, ectoplasmatici.

L’omaggio all’anarchico Callemin, Raymond, fedele per struttura e minutaggio all’originale, fa della frammentazione ritmica un dogma irrinunciabile. A dar vivacità al lungo brano è senza dubbio il lavoro complementare delle chitarre di Pozzoli e Prebet, distinto in tremolii acquatici e robusti riff. Il basso metallico e i singolari interventi vocali di M’Doihoma, uniti agli oscuri cori dei compagni, seguono un trend ipnotico e sfacciato, divenuto negli anni il trademark di Jack Dupon.

Miaou, invece, è una brevissima scheggia impazzita: onomatopeica, ansimante, per certi versi orgasmica, sembra venuta fuori dalla bombetta magica dello Zappa di “Freak Out!”. Inquietante ed esilarante al tempo stesso, il breve intermezzo è solo un divertissement che prelude la più irriverente Butch.

Chissà come avrebbe reagito il criminale statunitense Robert LeRoy Parker (meglio noto con lo pseudonimo Butch Cassidy) all’ascolto di questo assurdo omaggio? Chi può dirlo?! Certo è che dalle sue note biografiche emerge anche una sensibilità e una profonda gentilezza d’animo che in qualche modo lascerebbero ben sperare. D’altro canto l’impegno profuso dai quattro musici in questo brano esalta la loro lucida e folle filosofia musicale: ritmica schizoide, sonorità spigolose, bizzarrie vocali e un’irriverente anarchia stilistica. La vena teatrale, l’approccio ludico e la funzione “musicale” delle voci – peculiarità che caratterizzano il brano – non possono non essere sublimate nella riproposizione dal vivo.

Discorso simile vale per la conclusiva Modestine che, ancor più di Butch, si interessa del dato musicale, il quale si aggroviglia nelle convulse e ossessive spire elettriche generate da chitarre e basso. Nella definizione del pezzo, la band colleziona bizzarrie sonore (Gong, Zappa, Primus, ecc.) che poi sciorina in un caleidoscopio musicale dal vago sapore circense.

Jack Dupon (2014) Les ronfleurs dorment - le filmLes ronfleurs dorment – le film  (2014)

Musea Records

Alla pubblicazione dell’album si aggiunge anche l’uscita di Les ronfleurs dorment – le film, DVD contenente filmati, cartoni animati, animazioni in plastilina e l’intero live “Tête de Chien”. Quest’ultimo capitalizza gran parte dell’ora di durata del DVD, proponendo la stessa scaletta del live album. Le riprese video, insolite e ravvicinate, svelano il coloratissimo e bizzarro immaginario di Jack Dupon, fatto di: bombette, piume, giacche damascate, tuniche sgargianti, tute da lavoro, felpe a righe, neon fluorescenti, capigliature stravaganti, piante, pelouche, crostacei, abat jour e molto altro ancora.

Di tanto in tanto video surreali e clay animation rubano la scena alle riprese live. Gli episodi più esilaranti si verificano proprio quando i pupazzi in plastilina di Thomas, Arnaud, Gregory e Philippe, uno per volta, subiscono l’assalto di creature informi che li mutano in colorati mostri alieni.

Per maggiori info: www.facebook.com/pages/Jack-Dupon | http://jack-dupon-rock-progressif.net/

Per ascoltare e/o acquistare il live album: http://jackdupon.bandcamp.com/album/t-te-de-chien

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