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Monkey Diet – La genesi di Inner Gobi

Monkey Diet - Inner Gobi - Making of

Il 2014 stava volgendo al termine, Daniele Piccinini aveva da poco lasciato l’Accordo dei Contrari e Gabriele Martelli aveva appena finito una serie di concerti con i PropheXy, quando vengono chiamati da un amico comune per dare vita ad una nuova band.

Il progetto però muta subito forma diventando un power trio dopo l’abbandono da parte del deus ex machina che li ha coinvolti inizialmente e dopo aver reclutato il batterista Roberto Bernardi. L’intento di Daniele e Gabriele è sin dall’inizio quello di creare una musica non banale, ma non pretenziosa, più diretta e psichedelica rispetto a quanto creato e suonato con le rispettive band e Roberto è il terzo elemento perfetto per questo nuovo progetto, grazie al suo approccio squisitamente rock.

Nel medesimo periodo nasce lo stesso moniker Monkey Diet: nutrire la scimmia è metaforicamente l’assecondare il  proprio istinto, quella parte più irrazionale dell’essere musicisti ROCK così spesso tenuta a freno in passato in favore di composizioni più articolate e cerebrali.

Occorre circa un anno alla band per collaudarsi con qualche sporadico concerto e soprattutto comporre e mettere a punto i propri brani, e nel 2016 i tre iniziano il lavoro di registrazione delle nove tracce per il disco di esordio. Potendosi avvalere dello studio dei PropheXy e della supervisione di Stefano “SGA” Vaccari, i tre passano parecchie ore in session, provando arrangiamenti e soluzioni diverse, introducendo anche alcune parti di synth e tastiere per arricchire il sound generale. Nell’autunno il disco è pronto (mixato e masterizzato dallo stesso Vaccari), ma manca ancora di un’idea grafica ed un titolo.

L’amico Lorenzo Sammartino, pittore e artista multiforme, ha uno stile perfetto per tradurre in immagini e colori il mood generale del disco e realizza i due dipinti che diventeranno la cover e l’interno del disco e che sono l’uno il complemento dell’altro. La scena all’esterno (cover) vede una figura umana nel bel mezzo di una fuga in un ambiente onirico, mentre all’interno un gorilla, comodo sul suo divano guarda la TV, che trasmette la stessa scena dell’uomo in fuga. La finestra del soggiorno del gorilla in qualche modo chiude il cerchio e fa capire che ciò che la TV trasmette sta accadendo in tempo reale proprio sotto casa del primate.

Inner Gobi sembra il titolo più naturale per questo lavoro: l’inaridimento interiore (dovuto a convenzioni, usi e costumi che non appartengono naturalmente all’essere umano ma ne informano lo stile di vita) è proprio quanto possa esserci di più contrapposto all’istinto, all’Io più vero che è in ogni persona, alla Scimmia che prende coscienza di quanto il mondo l’abbia resa passiva ed inerte per poi svegliarsi, nutrirsi ed uscire dalla gabbia inarrestabile.

Lieti di aver completato la produzione del disco, i Monkey Diet concordano una partnership con Black Widow Records, label che notoriamente apprezza il rock psichedelico nelle più svariate forme, per poi dedicarsi finalmente alla promozione del loro lavoro trovando anche parecchi spazi live in cui diffondere il proprio verbo acido.

Monkey Diet, maggio 2017

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