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The Sleep Produces Monsters – La genesi del nuovo lavoro degli Oberon

The Sleep Produces Monsters – La genesi del nuovo lavoro degli OberonThe Sleep Produces Monsters è il secondo album del progetto musicale Oberon, uscito il 29 aprile e segue il disco di esordio ‘’The Mountain of Fate’’ del 2016.

L’idea era quella di creare un album strumentale, completamente diverso dal lavoro precedente, della durata di circa 25 minuti, ispirandosi a gruppi heavy prog underground degli anni settanta e prendendo qualche spunto dallo stoner rock e dal rock psichedelico.

Il concept verte sull’instabilità mentale dell’essere umano, governato dalle sue paure, in conflitto con sé stesso, travagliato dalle ansie e dalle visioni scaturite dalla sua mente.

All’interno del disco è presente una piccola chiave di lettura, che ha lo scopo di immedesimare l’ascoltatore nel protagonista (fittizio) dell’album, rendendo quindi universali le ansie, l’oppressione sociale, le paure e lo stress, cercando di creare un legame tra musica, emozioni, pensieri, immagini e parole.

Ecco qui lo scritto tradotto dall’inglese:

Il tempo del sonno è giunto

Incubi di fronte agli occhi

Ma sono ancora sveglio

Visioni spingono la mia mente all’ossessione

Li sento ridere di me, nella mia testa, sotto la mia pelle

Strane ombre si muovono sul mio corpo

Brindiamo all’oppressione del nuovo giorno!

È il sonno che mi spinge nell’oblio

Il sonno che produce mostri

All’interno del disco i bellissimi disegni di Filippo Banzato identificano la pazzia dell’uomo e la sua spersonalizzazione, le sue ansie e le sue paure, e donano al lavoro un’efficace completezza. L’immagine copertina, l’uomo che si specchia, viene trasformata in un’analisi di sé stessi, dei propri pensieri, della propria interiorità perseguitata e martoriata, strattonata e derisa dalle preoccupazioni e dallo stress nel quale ogni essere umano può immedesimarsi.

Il disco, autoprodotto, è stato registrato nella seconda parte del 2017 dall’amico Filippo Lazzarin nel suo studio di registrazione Shaman’s rec a Padova. Abbiamo inizialmente registrato la chitarra e la batteria in presa diretta, per poi incidere delle altre tracce di chitarra, gli assoli e registrare il basso. Fondamentale è stato l’apporto di Gilberto Ongaro (Saffir Garland) che ha suonato gli assoli di organo e piano elettrico, arricchendo e impreziosendo le canzoni.

In futuro ci sarà un altro disco, che sarà collegato per concetti a quest’ultimo. Il tema sarà l’uomo ossessionato dal tempo e dai suoi pensieri, nevrotico, schizoide e solitario. Influenzato dal progressive rock anni ‘70, non sarà strumentale, ma anche questo diverso dai precedenti, con un approccio differente e in alcuni punti molto più introspettivo.

Ringraziamo tutte le persone che fin qui ci hanno seguito, che ci sostengono e continueranno a farlo!

Oberon, maggio 2018

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