Ulteriori esperimenti con resistenza pura.Dalla mammografia allo screening cervicale, il programma sta crescendo e funziona nonostante le sfide legate alla carenza cronica di personale (soprattutto ostetriche), soprattutto a Torino.Lo testimoniano i dati sulle visite effettuate nel 2025. Su 258.000 screening primari per tumore al seno sono stati 262.800 nel 2024. Di conseguenza, il numero di test diagnostici è passato da 13.800 a 13.900.La Regione sta ora sperimentando modelli di screening personalizzati: basati non solo sull'età, ma anche su fattori di rischio legati alla storia clinica e familiare dell'individuo.
"Nonostante il grande impegno di tutti gli operatori, i dati dimostrano che siamo in grado di raggiungere traguardi importanti", ha commentato a Repubblica Livia Giordano, responsabile della Struttura Epidemiologia e Screening della Città di Torino. Il Consiglio Superiore della Sanità si è pronunciato sulla prevenzione e la diagnosi precoce del cancro al seno, al collo dell'utero e al colon sulla base di solide prove scientifiche. 2025. Nel 2018 sono state inviate complessivamente un milione e 343mila lettere. (L'anno scorso erano un milione e 292) Questi due dati non possono però essere messi esattamente uno accanto all'altro, perché ogni anno cambia l'età degli invitati e l'età dei cittadini.
In termini di test effettuati lo scorso anno, sono stati 138.300 gli screening cervicali di primo livello (in aumento rispetto ai 165.000 del 2024) e 225.800 i test per il sangue occulto (in aumento rispetto ai 173.000 del 2024).Successivamente il numero delle colonscopie è salito a 13.700 (rispetto alle 12 dell'anno prima).900).«Per quanto riguarda lo screening del colon, abbiamo ancora molto lavoro da fare sulla partecipazione», spiega Giordano, e oltre ai test consolidati, la Regione sta lavorando anche allo sviluppo di progetti pilota per la diagnosi precoce di nuovi tumori come quello del polmone e della prostata.Giusto: prevenzione", auspica Grattacielo.
