Celeste

Celeste - Ciro Perrino

Celeste è un gruppo di rock progressivo nato, come il Museo Rosenbach, a Sanremo nel settembre del 1972 dallo scioglimento del gruppo Il Sistema, su iniziativa di Ciro Perrino (percussioni, flauto, Mellotron, voce solista) e Leonardo Lagorio (flauto, sax e tastiere) decisi a porre mano alla creazione di un nuovo organico in grado di approfondire quegli spazi che il precedente progetto aveva appena esplorato: la parte più classica ed acustica manifestata nella rivisitazione di autori soprattutto della tradizione russa dell’Ottocento (Mussorgskj, Borodin ed altri).

Da qui prendono le mosse i primi approcci alla ricerca di musicisti ed interpreti capaci e padroni di una tecnica e di una preparazione possibilmente accademica.

Il primo contatto è quello con Mariano Schiavolini, all’epoca valente studente al quinto anno di violino e buon suonatore di clarinetto, che si presenta anche come chitarrista acustico con una buona preparazione tecnica, nonché compositore di numerose mini suite dal sapore a tratti sinfonico, a tratti folk.

Il primo incontro avviene un pomeriggio di settembre a casa di Perrino, alla presenza di Lagorio. Schiavolini si presenta con la sua chitarra e fa ascoltare per la prima volta le sue composizioni già molto definite ed in grado di far comprendere atmosfere e possibili sviluppi. È chiaro a tutti che il repertorio del primo album di Celeste sarebbe stato costituito da composizioni di Schiavolini.

Manca, in quella che era l’idea iniziale, un basso elettrico per dare un buon sostegno e corpo al suono che si pensa di ottenere. Dopo lunghe ricerche ed audizioni viene individuato Giorgio Battaglia che si dichiara entusiasta della nuova esperienza e del nuovo percorso.

Si pensa anche di affiancare agli strumenti già esistenti un violoncellista, un violinista ed un altro elemento che curi altri fiati, altre percussioni ed eventualmente altre tastiere. Viene trovato in Marco Tudini, un dinamico e precoce musicista, all’epoca appena quattordicenne, l’elemento che può adoperarsi con seconde e terze voci di flauto, seconde voci di sassofono, piccole percussioni ed aiutare con le parti vocali. Riccardo Novero è il violoncellista che partecipa alle prime sessioni di prove con l’organico completo.

Iniziano così i primi incontri con un ensemble di sei elementi: Mariano Schiavolini (chitarra acustica, violino, clarinetto), Leonardo Lagorio (flauto, sassofoni, pianoforte, Mellotron), Giorgio Battaglia (basso elettrico), Ciro Perrino (percussione, flauto, flauti dolci, Mellotron), Marco Tudini (flauto, sassofoni, percussioni) e Riccardo Novero (violoncello).

A far visita al gruppo – ancora senza un nome – numerosi amici. Il primo è Vittorio De Scalzi che, curioso di ascoltare gli sviluppi delle composizioni, assiste alle prove un’intera serata per poi unirsi in una sorta di improvvisazione con i musicisti al gran completo suonando la chitarra acustica. Il secondo è Luciano Cavanna che affascina i suoi vecchi compagni di viaggio, Ciro e Leonardo, con un brano intitolato “Giona” ispirato al ben noto episodio biblico.

È in questo periodo che un amico, che partecipa alle prove, suggerisce il nome al gruppo. È proprio lui che una sera afferma che la musica che suona la band gli fa venire in mente il colore celeste di un cielo limpido sgombro di nubi. Da questa impressione arriva il nome: Celeste.

A questo punto, però, si presenta il problema di chi debba ricoprire il ruolo di voce solista. Nessuno del gruppo ha le doti di cantante, per cui ci si mette alla ricerca di qualcuno che interpreti le melodie composte da Schiavolini e i testi scritti da Perrino.

Quando Schiavolini propone le sue composizioni al gruppo è solito intonare le parti cantate con un particolare falsetto, usando tra l’altro singolari fonemi che ricordano la lingua inglese, mimando con la voce anche quelli che sarebbero in seguito diventati spunti per le percussioni e gli altri strumenti.

Appare chiaro a tutti che, data l’impostazione che ormai è andata costituendosi, si rende necessario l’utilizzo di una voce femminile sicuramente più adatta ed aderente al progetto. La ricerca di questa voce in Italia risulta infruttuosa fino a quando non viene presa la decisione di “emigrare” nel Regno Unito dove si pensa, dopo molte audizioni e provini, di aver individuato la cantante adatta. Nikki Berenice Burton, questo il nome della probabile futura interprete delle melodie e delle liriche di Celeste.

Iniziano le prove con questo nuovo inserimento nell’organico. Celeste è ora un sestetto più una cantante. I testi vengono adattati per essere cantati in lingua inglese. Nel 1973, tuttavia, la Burton decide di rientrare in patria per seguire la sua carriera solista, già avviata prima dell’incontro con Celeste.

L’incombenza delle parti vocali torna ad essere vacante. Per cui, per il solo fatto che Perrino è l’autore della parte letteraria e perché, comunque, ha una qualche predisposizione al canto, ricade su di lui la scelta da parte del gruppo per poter così dare inizio delle registrazioni del lavoro in studio.

Il gruppo, però, si è ormai ridotto ad un quartetto. La Burton è a Londra. Il violoncellista opta per la sua carriera di concertista. Marco Tudini va a cercar fortuna con le sue composizioni in Gran Bretagna.

I quattro superstiti – Battaglia, Lagorio, Perrino e Schiavolini – completano le registrazioni dell’album in un arco di tempo che va dai primi mesi del 1974 fino a parte del 1975. Inspiegabilmente, l’album viene pubblicato solo nel gennaio del 1976 con il titolo “Principe di un giorno” per l’etichetta Grog.

La tiepida accoglienza e le considerazioni poco incoraggianti portano in quell’ultimo scorcio del 1976 Perrino, Lagorio, Battaglia e Schiavolini ad operare una riflessione sul proprio operato tentando nuove soluzioni e cercando di cambiare direzione.

La seconda formazione di Celeste vive una piccola rivoluzione al suo interno, sia per quanto riguarda i ruoli dei singoli musicisti, sia per l’inserimento di un vero batterista. La serie di provini effettuati nello studio di registrazione di Perrino, diventato anche la sede delle prove del gruppo, sono davvero molti ma alla fine viene trovato in Francesco Di Masi detto “Bat” il batterista adatto. Perrino va a ricoprire il ruolo di cantante passando anche alle tastiere, ai sintetizzatori, alla marimba, nonché al vecchio flauto traverso ed alla cura delle piccole percussioni. Schiavolini oltre alla chitarra cura alcune tastiere, in particolare l’Eminent). Rimane inalterato il compito di Battaglia che con l’esperienza acquisita negli ultimi anni ritrova la sua vena di bassista rock che lo aveva caratterizzato fin dai suoi esordi.

Tra la primavera del 1976 e la prima metà del 1977 il gruppo crea nuove composizioni che hanno un’impostazione più jazz rock rispetto a “Principe di un giorno”.

Nel 1977, però, il gruppo si scioglie per divergenze artistiche e il secondo album viene dato alle stampe solo nel 1991 dalla Mellow Records con il titolo “II” (o “Celeste II”).

Nel 1992 sempre la Mellow Records pubblica un terzo album in studio, “I suoni in una sfera”, prodotto come colonna sonora, che include anche due brani di “Principe di un giorno“.

Dopo lo scioglimento di Celeste, Perrino prende parte ad altri progetti e nel 1980 realizza il suo album solista “Solare”. Nel 1991 fonda con Mauro Moroni l’etichetta discografica Mellow Records, che si distingue nel recupero e ripubblicazione su CD dei principali album del rock progressivo italiano.

Nell’autunno del 2016, Perrino decide di riprendere in mano il progetto Celeste e con una nuova formazione inizia a lavorare al seguito dell’album d’esordio. Il nuovo album, intitolato “Il risveglio del Principe”, viene pubblicato nell’autunno del 2018 sotto etichetta Mellow Records.

Formazioni:

1972-1977 – “Principe di un giorno”

Ciro Perrino: voce solista, batteria, percussioni, flauti a becco, Mellotron

Leonardo Lagorio: pianoforte, Fender Rhodes, Spinetta, Eminent, Mellotron, flauto, sax alto, sax tenore, sintetizzatore, ARP

Mariano Schiavolini: chitarra, violino, clarinetto

Giorgio Battaglia: basso, chitarra, bass pedals, xilofono

1991 – “II”

Ciro Perrino: voce solista, percussioni, flauto, tastiere

Leonardo Lagorio: tastiere, flauto, sax

Mariano Schiavolini: chitarra, tastiere

Giorgio Battaglia: basso

Francesco “Bat” Di Masi: batteria

1992 – “I suoni in una sfera”

Ciro Perrino: percussioni, tastiere, flauto, composizione, arrangiamenti

Mariano Schiavolini: chitarre

Leonardo Lagorio: piano, flauto, armonica, tastiere

Marco Tudini: sax tenore, flauto, percussioni, voce

Giorgio Battaglia: basso

2016-2018 – “Il risveglio del Principe”

Ciro Perrino: tastiere e sintetizzatori, Mellotron, percussioni, voce solista

Enzo Cioffi: batteria

Mauro Vero: chitarre acustiche, chitarra elettrica

Francesco Bertone: basso elettrico

Sergio Caputo: violino

Marco Moro: flauti, flauti a becco, sax tenore

Massimo Dal Prà: pianoforte, clavicembalo

Mariano Dapor: violoncello

Marzio Marossa: percussioni

Andrea De Martini: sax contralto, sax tenore

Ospiti:

Elisa Montaldo: voce

Alfio Costa: Hammond

Discografia:

Album

1976 – Principe di un giorno (Grog, GRL 02)

1991 – II (Mellow Records, MMP154)

1992 – I suoni in una sfera (Mellow Records, MMP113)

2018 – Il risveglio del Principe (Mellow Records)

Raccolte

2010 – 1969-1977 The Complete Recordings (Box 4CD, AMS Records)

2013 – 1969-1977 The Complete Recordings (4CD jewel case, AMS Records)

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About Antonio Menichella

Antonio Menichella
Ideatore, membro fondatore e redattore di HamelinProg.com, è docente di disegno e storia dell'arte, artista visivo e grafico. Appassionato di rock psichedelico, acid rock, stoner, desert rock, neopsichedelia, progressive rock, rock progressivo italiano, space rock, krautrock, zeuhl, scuola di Canterbury, avant-prog, rock sinfonico, jazz rock, prog folk, prog metal, neoprogressive, hard rock, post-rock, musica sperimentale e molto altro.

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