“Volevo fare l’astronauta. Finalmente ho notato i miei rivali” – Corriere.it

di Gaia Piccardi, inviata a Tokyo

L’uomo più veloce del mondo voleva essere un archeologo o un astronauta. Migliorato grazie al rinnovato rapporto con il padre che lo ha lasciato a El Paso per qualche mese per andare in Corea con l’esercito americano: “Merita un buon preparatore mentale”

De-sans-za-no-sul-gar-da. Ora chi si presenta davanti ai microfoni del BBC, dopo aver trasmesso pensieri, parole e sorrisi alla CNN ad Al Jazeera, l’ortografia di Marcel Jacobs è diventato più preciso. “Anche l’accento è migliorato strada facendo”, scherza l’impunito che, quando telefona a Papa Lamont negli Stati Uniti, si fa aiutare per l’inglese dal traduttore di google.

Il Corriere ha creato uno speciale con atleti e atlete, programma, medaglie, storie e risultati in tempo reale: guarda lo speciale giochi Olimpici

È difficile distinguere nel ruolo del campione olimpico su 100, il talentuoso ma fragile fondista, costretto a scegliere tra salti e velocità per non rischiare di infortunarsi troppo spesso. E questo primo schizzo di un velocista è irriconoscibile ha perso il confronto diretto con Filippo Tortu, l’altro italiano in semifinale ieri a Tokyo, ha poi trovato una buona scusa per non prendersi le sue responsabilità.

“Ho incontrato un buon mental coach, Nicoletta Romanazzi, che è entrata nella mia squadra con il mio storico preparatore Paolo Camossi – racconta -. Con lei ho accettato di lavorare a fondo sulle mie paure e sui miei fantasmi. Non è stato facile: c’è una parte intima che non vogliamo nemmeno mostrare a noi stessi. Ma imparo in fretta. Il lavoro psicologico è iniziato a settembre dello scorso anno e in sei mesi ho ottenuto una medaglia d’oro europea indoor, 9″95 a Savona, i tre record italiani ai Giochi e l’oro olimpico in 9″80″.

READ  Pallavolo, Italia regina d'Europa. Mister Mazzanti: "straordinario"

Lo dice, come se avesse timbrato la tessera e infatti Jacobs sui blocchi ha avuto l’espressione più serena tra gli otto finalistiCorse rilassato e gli altri si contrassero, un raggio laser dritto sul bersaglio. “Non doveva essere così nemmeno nei miei sogni più sfrenatiride il blu, seduto sul trono di Usain Bolt -. Sapevo di essere in buona forma, sono rimasto concentrato su me stesso. Non mi sono accorto dei miei avversari fino al traguardo”.

La trasformazione dell’atleta seguì, di riflesso, quella dell’uomo. Lavorando su se stesso con lo psicologo ha sbloccato ricordi repressi e scatenato rabbia repressa, ora Marcell ha una relazione con suo padre che lo ha lasciato a El Paso per alcuni mesi per andare in Corea con l’esercito americano. “A 18 mesi ero in Italia, qui sono nati i miei figli. Mi sento italiana in ogni cellula del mio corpo. Non ricordo mio padre da bambino. Non appena siamo tornati dal Texas con la mamma, è iniziata la nostra personalissima sfida insieme. A scuola ho avuto problemi. Disegna la tua famiglia, mi ha detto l’insegnante: Avevo solo mia madre da disegnare e soffrivo. Chi è il tuo papà, i miei amici mi hanno chiesto: non esiste, ho risposto, so a malapena di avere il suo nome. Per anni ho costruito un muro. E quando mio padre ha provato a contattarmi, non mi importava”.

L’oro nei 100 metri alle Olimpiadi cambia la spedizione italiana, la storia dell’atletica, la sua esistenza. “Questo è il mio anno – ha detto a voce bassa – i record si possono battere anche ma nessuno può togliermi la medaglia ed è destinata alla parete del soggiorno, dove si vede bene”. Da bambino voleva diventare un archeologo (“Amavo i fossili”) o un astronauta, ammira Mennea e Bolt, a cui ora lo confrontano. Ma come hai fatto, Marcell? “Mi sono chiesto: cosa hanno gli altri che io non ho? Niente, ho risposto”.

Se vuoi rimanere aggiornato sulle novità di Tokyo 2020, iscriviti gratuitamente alla newsletter “Tokyo 2020 Olympics”. Arriva nella tua casella di posta ogni giorno per tutta la durata dell’evento. Basta cliccare qui.

2 agosto 2021 (modificato il 2 agosto 2021 | 04:15)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *