Home / Recensioni / ZOO di Berlino, Lo – Resistenze Elettriche

ZOO di Berlino, Lo – Resistenze Elettriche

LO ZOO DI BERLINO feat. PATRIZIO FARISELLI

Resistenze Elettriche (2019)

Consorzio ZdB / New Model Label / Goodfellas

 

Reduce da un periodo ricco di impegni, dall’ultimo album di canzoni con Ivana Gatti e Gianni Maroccolo alla produzione di diversi progetti, tra cui la ristampa rimasterizzata di “Area 1978. Gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano” ed il nuovo album di Patrizio Fariselli, “100 Ghosts”, Lo ZOO di Berlino torna con un nuovo lavoro, Resistenze Elettriche.

L’album, pubblicato il 25 aprile 2019 in collaborazione con New Model Label e distribuito da Goodfellas, è un concept, pensato per il vinile, strutturato su due lati: il Lato A, Lo ZOO di Berlino feat. Patrizio Fariselli play Area, contiene le registrazioni dal vivo del mini tour in Emilia Romagna presso i luoghi della Resistenza, in occasione del progetto “Materiale Resistente 2.0”, in cui il gruppo insieme al loro mentore Patrizio Fariselli si lancia in improvvisazioni radicali partendo dai temi di alcuni classici del repertorio degli Area; il Lato B, Resistenze Elettriche, è caratterizzato da quattro inediti della band, rigorosamente strumentali, in trio, senza chitarra e voce, dal suono sempre ricercato.

Ad aprire il lato A è Internationale Impro omaggio all’irriverente rilettura de “L’Internazionale” – inno dei lavoratori composto nel 1871 da Pierre De Geyter su un testo di Eugène Pottier – che nel 1974 costò non poche critiche agli Area. L’intro pianistica di Fariselli, fuori dagli schemi, frammenta il tema in segmenti free che preludono lo straziante rumorismo dei tre titolari. Shelving trasfigura l’inno in chiave industrial torturando il suo synth mentre Echo e Max tentano un approccio ritmico ibrido tale da ricondurre il pezzo nei “consueti” territori sperimentali che ai tempi urtarono la “sensibilità” di Ceaușescu.

La spinta a cambiare le regole nella ricerca di un mondo migliore, mossa dagli Area al proletariato giovanile, assume in Éléphant Blanc Impro i tratti di una rilettura strumentale fedele e rispettosa. La rinuncia al testo, diretto ed incisivo, è una scelta molto coraggiosa che valorizza l’energico tema descritto da Patrizio prima al piano e poi al synth, doppiato da Andrea. Il basso ostinato di Diego e il drumming zoppo di Max garantiscono l’originaria cadenza orientale su cui si rincorrono le numerose divagazioni di piano e synth.

Arbeit Impro proietta l’inganno storico del motto “Arbeit Macht Frei” di Auschwitz e l’istinto della sopraffazione dell’uomo sull’uomo in una dimensione sonora moderna, quasi a volerne sottolineare l’estrema attualità. Il freddo timbro dei synth rende l’atmosfera ancor più alienante e usurante delle condizioni lavorative che vogliono l’operaio mero ingranaggio di una macchina che sacrifica la vita umana per il profitto. Il pianoforte di Fariselli compensa l’assenza di voce e fiati con affondi jazz che rimarcano la sillabazione dell’insostituibile Demetrio.

Chiude questo set dal vivo una versione di Aria (In Memory Of The Fallen Partisans), brano tratto dall’ultimo album di Patrizio Fariselli e dedicato ai caduti della Resistenza. Le originali strutture etniche di “Aria” restano inalterate e vengono ulteriormente nobilitate dal malinconico pianoforte.

Il lato B si apre con De Waiting War (from Pratella’s War), brano ispirato alla prima parte della suite “La Guerra: L’aspettazione” di Francesco Pratella, compositore del movimento futurista italiano. Un devastante pezzo di musica futurista dove la sezione ritmica di basso e batteria è accompagnata dal Theremin e dagli “intonarumori” dell’artista futurista Luigi Russolo, suonati da Andrea.

Il futurismo lascia il posto all’epoca contemporanea di Control Freak, un j’accuse alle guerre asimmetriche fatte su internet mediante troll militari e controllo dei social network. Una ritmica serrata scandisce la fluida escursione psichedelica nello sconfinato spazio virtuale. Il tema principale si snoda tra ipnotiche reiterazioni kraute per poi perdersi in un confuso vociare sovrastato da suonerie e toni di notifica.

Ganz Egal Marcela Lagarde è invece un brano dedicato all’attivista politica messicana ideatrice del neologismo “femminicidio” in cui partecipa Christiane Vera Felscherinow (meglio nota come Christiane F, l’autrice del libro “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”) con delle outtake di sue vecchie registrazioni. Il brano si affida ad una ritmica marcata e abrasiva che unita alle strazianti registrazioni pongono l’accento sul tema della violenza sulle donne. Dalle incursioni di synth e Rhodes emerge l’essenza filmica del sound della band, che qui assume i contorni di vera musica per immagini.

Chiude il lato B e l’intero disco una rielaborazione funk rock molto personale di Bella Ciao!. Ciò che ne viene fuori è una reinterpretazione vintage in stile Calibro 35 del noto canto partigiano, impostata su continui fraseggi di basso e synth.

In Resistenze Elettriche si ritrovano gli equilibri sonori tra l’avanguardia anni ’70 ed il post-rock contemporaneo, in cui l’ingresso del nuovo batterista Massimiliano “Max” Bergo, supportato dal basso granitico di Diego “Echo” Pettinelli e dal piano Rhodes e dal synth di Andrea “Shelving” Pettinelli, consolidano definitivamente il sound già ben rodato degli esordi.

Da un punto di vista sonoro e compositivo, Resistenze Elettriche anticipa i due futuri lavori, il secondo capitolo della trilogia del “Rizoma” e l’annunciato “POPS!”, l’album tributo al rock italiano anni ’70 in cui Lo ZOO di Berlino riprende alcuni classici ospitando sia gli interpreti e musicisti originali sia special guest della scena italiana e non di oggi.

Per maggiori info: Lo ZOO di Berlino | Facebook

Per ascoltare e/o acquistare copia dell’album: Bandcamp








Fotogallery

  • ZOO di Berlino, Lo – Resistenze Elettriche
  • ZOO di Berlino, Lo – Resistenze Elettriche
  • ZOO di Berlino, Lo – Resistenze Elettriche
  • ZOO di Berlino, Lo – Resistenze Elettriche
  • ZOO di Berlino, Lo – Resistenze Elettriche
  • ZOO di Berlino, Lo – Resistenze Elettriche
  • ZOO di Berlino, Lo – Resistenze Elettriche

About Antonio Menichella

Antonio Menichella
Ideatore, membro fondatore e redattore di HamelinProg.com, è docente di disegno e storia dell'arte, artista visivo e grafico. Appassionato di rock psichedelico, acid rock, stoner, desert rock, neopsichedelia, progressive rock, rock progressivo italiano, space rock, krautrock, zeuhl, scuola di Canterbury, avant-prog, rock sinfonico, jazz rock, prog folk, prog metal, neoprogressive, hard rock, post-rock, musica sperimentale e molto altro.

Check Also

Il Babau e i maledetti cretini – La maschera della Morte Rossa

IL BABAU E I MALEDETTI CRETINI La maschera della Morte Rossa (2013) AMS / Vololibero …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *