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40 anni di “Brain Salad Surgery”

ELP - Brain Salad Surgery

Il 19 novembre del 1973 Emerson, Lake & Palmer pubblicano il loro quinto album, Brain Salad Surgery. L’album ha un’importanza particolare per la discografia della band in quanto è il primo ad essere pubblicato dalla Manticore, etichetta discografica aperta dai tre musicisti dopo essersi dissociati dalla Atlantic Records.

L’immagine di copertina – che presenta il viso sensuale di una donna, celato in parte da una sovracopertina raffigurante un teschio – è opera di Hans Ruedi Giger, creatore degli esseri xenomorfi di “Alien” di Ridley Scott.

L’andamento generale dell’album mostra la tecnica e la professionalità dei musicisti che, nel bene e nel male, lasciano trasparire una certa freddezza che tuttavia non impedisce al disco di raggiungere il 2° posto nelle classifiche inglesi. Per i fan e per la critica è il disco della maturità del gruppo.

L’album si apre con “Jerusalem”, solenne trasposizione di un noto canto liturgico inglese su testo del poeta/artista romantico William Blake. “Toccata”, tratto dal 1° concerto per pianoforte di Alberto Ginastera, è un vivace strumentale dominato dal moog di Emerson, il quale riceve un riconoscimento personale da parte del compositore argentino, riportato anche sulla busta interna del disco. Segue “Still… You Turn Me On”, una ballata nella quale si evidenziano i delicati arpeggi di chitarra acustica e la voce di Lake, con Emerson impegnato alla fisarmonica. Nell’allegra “Benny The Bouncer” si apprezza la grintosa voce di Lake e il piano honky tonk di Emerson. “Karn Evil 9” è una suite che occupa gran parte del disco, suddivisa in tre movimenti (o meglio “impressioni”). Il titolo è un gioco di parole tra “carnival” e “evil”. Al testo collabora anche Pete Sinfield, paroliere particolarmente attivo in ambito progressive (già a lavoro con i King Crimson e in seguito ancora con ELP). La suite viene ricordata soprattutto per l’incipit della “Part 2” della prima impressione, in cui Lake pronuncia quella che diverrà da allora in poi la “frase immagine” del trio, soprattutto dal vivo: “Welcome back my friends to the show that never ends…”. Le due parti di “1st Impression” sono contrassegnate dalla massiccia presenza di inserti elettronici e dell’Hammond di Emerson, dalla chitarra elettrica di Lake e dal precisissimo drumming di Palmer. “2nd Impression” fonde elementi classici a soluzioni jazz rock, mentre “3rd Impression” mostra l’eccessiva pomposità musicale di cui è capace Emerson.
http://youtu.be/_jy54wxT2vc

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