Alle Paralimpiadi l’Italia continua a vincere numerose medaglie di nuoto

La prima giornata dei Giochi Paralimpici, Italia aveva vinto nel nuoto cinque medaglie, di cui due d’oro. Oggi, seconda giornata, ne ha vinti altri sei: due ori, un argento e tre bronzi. Al momento lo è sesto nel medagliere generale e prima in quello relativo al nuoto.

La prima medaglia italiana della seconda giornata è arrivata quando in Italia erano poco dopo le 10: è l’oro vinto da Francesco Bocciardo, 27 anni, nei 100 metri stile libero categoria S5. Mercoledì Bocciardo ha vinto un’altra medaglia d’oro nei 200 stile libero. Bocciardo – che gareggia in una categoria per atleti con disabilità fisica (come tutti quelli il cui numero dopo la “S” è compreso tra 1 e 10) – soffre di diplegia spastica e lavora per un’azienda di meccatronica. Dalla sua gara, vinta in finale su una distanza più breve del solito, Egli ha detto: “Oggi non lo speravo proprio, perché avevo un pool di velocisti puri, è stato molto difficile, se è un sogno per favore non svegliarmi”.

Poco dopo il secondo oro di Bocciardo è arrivato il bronzo di Monica Boggioni nei 100 stile libero, categoria S5: bronzo anche lei ieri nei 200 stile libero. La gara è stata vinta dal britannico Tully Kearney, che, nuotando in poco meno di un minuto e 15 secondi, ha stabilito il nuovo record mondiale di categoria.

Luigi Beggiato, 23 anni, ha vinto l’argento nella categoria 100 stile libero S4 (più basso è il numero, maggiore è il tipo di handicap degli atleti), dietro al giapponese Takayuki Suzuki, che lo ha superato negli ultimi metri. Intervistato poco dopo dalla Rai, Beggiato ha dichiarato: “Sarebbe ipocrita rimanere delusi”.

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La seconda medaglia d’oro italiana della giornata e la quarta dall’inizio dei Giochi Paralimpici è stata vinta da Stefano Raimondi nella categoria 100 rana SB9 (la rana ha una classifica leggermente diversa dagli altri stili). Raimondi ha vinto la sua finale in 1 minuto, 5 secondi e 35 centesimi: è rimasto avanti dall’inizio alla fine e ha concluso con un netto vantaggio sui due atleti russi che hanno vinto argento e bronzo. Ieri nella 50 S10 stile libero era quarto.

Il nuotatore paralimpico Daomin Liu il 26 agosto in Giappone (AP Photo / Emilio Morenatti)

In tarda mattinata è arrivata l’argento torinese Carlotta Gilli nei 100 dorso S13 (una delle categorie riservate agli atleti non vedenti o ipovedenti). Per Gilli, classe 2001, si tratta della seconda medaglia a Tokyo, dopo l’oro di ieri nei 100 farfalle S13. Intervistato qualche giorno fa da Repubblica, Egli ha detto che si è accorto della sua malattia – “una forma di distrofia ereditaria della macula” – alle elementari: “Avevo 10/10 fino a sei anni, poi le maestre hanno notato la mia difficoltà a leggere alla lavagna, a copiare e a far Ero con la testa a pochi millimetri dal lenzuolo. Mille visite di specialisti e poi il premio. Adesso ho 1/10 di vista”. Del nuoto aveva detto: [è] filosofia e disciplina sono un modo di stare al mondo”.

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La seconda giornata di nuoto paralimpico si è conclusa poco dopo le 13 con una medaglia d’argento conquistata dall’Italia nella staffetta mista 4×50 stile libero (in cui il quartetto nel suo insieme doveva rispondere a determinati criteri di categoria), alla finale che è arrivata con i migliori tempo della batteria.

I quattro tedofori italiani sul podio: Giulia Terzi, Arjola Trimi, Luigi Beggiato e Antonio Fantin (Dean Mouhtaropoulos / Getty Images)

Tra le atlete in gara oggi per l’Italia c’era anche Martina Rabbollini, che nei 400 stile libero S11 si è classificata ottava nella finale in cui l’americana Anastasia Pagonis ha stabilito un nuovo record mondiale.

Considerando le 11 medaglie finora vinte (finora tutte nel nuoto), è possibile che a Tokyo l’Italia superi le 39 medaglie conquistate alle Paralimpiadi di Rio nel 2016.

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