di Barella al ritorno dalla Chiesa – SOS Fanta



22 dicembre 2020 alle 10:15

Fare un errore nel fantacalcio è costoso, molto costoso. Può decidere una partita, a volte una stagione. Quindi ecco le nostre indicazioni sette errori specifici che non dovresti fare per il tuo allenamento fantasy, scelte da guardare. Sia positivo che negativo, per evitare passi falsi decisivi.

Ecco le probabili formazioni

L’errore di non fareChiesa e ritorno del vecchio. Riscopri la Fiorentina, incrocio pericoloso che quasi stimola il fantacalcio. Sì, puoi mettere Federico. Sì, non perdere l’occasione di un ex bonus che può essere allettante.

L’errore di non fareBarella in panchina. È vero, devi metterti la stanchezza nel piatto: le suona tutte da mesi, è esausto. Ma basta un attimo per illuminare e colpire, si è visto a Cagliari e non ha bisogno di fare manifestazioni. Fiducia.

L’errore di non farela scelta su Romagnoli. Attenzione, perché senza Kjaer ha perso la certezza al suo fianco e Immobile è un’iniezione di veleno che basta poco per diventare letale. Lasciare il capitano rossonero in panchina questa volta ha senso.

L’errore di non fareescludere Ilicic. Il vero Josip si è ritrovato (finalmente!) Con la Roma, a Bologna qualunque siano i minuti, che sia titolare o meno, deve essere schierato coprendosi. Evita ogni ulteriore rimpianto.

L’errore di non farePellegrini in panchina. Deludente a Bergamo, estinta o inaccessibile. Ma un Cagliari sofferente arriva all’Olimpico e sa emozionarsi in questo tipo di partite, portare anche bonus. Fidati, ancora una volta.

L’errore di non fareProprietario Bakayoko a priori. Perché lo vedi sulla carta a Napoli-Torino e lasciati tentare. Ma Baka paga per lo sforzo, è poco brillante e spesso ha una carta facile. Risultato: puoi trovare di meglio a centrocampo, quindi chiaramente dipende dalla tua squadra.

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L’errore di non fareCoppa Pusset. Non dubitare, ci mette l’anima anche se non è un marcatore continuo. Con il Benevento può avere spazi anche nel recupero che gli serve per segnare, ha più difficoltà nelle partite chiuse. Pensaci, come un terzo aggressore.

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