Milan, arriva Ronaldo: ma Pioli non sbaglia un match diretto | Nuovo

Ecco il file tu e vuoi dire che è una partita come le altre, che non è una sfida decisiva e che non è necessario effettuare alcun trasferimento. La Juve arriva e cambia un mondo, perché la strada sarà lunga, ma per portarne un’altra a casa confronto diretto ciò significherebbe dare un segnale preciso e importante agli avversari. il Il Milan riparte da Ronaldo, sempre in una lunga emergenza, ma sempre animato da un desiderio che nessuno ha e da una giovane follia che, a volte, fa bene ad allargare la serie dei record e l’orizzonte dei sogni. Ma partiamo dagli scontri diretti: Inter, 3 punti, Napoli, 3 punti, Sassuolo, 3 punti, Lazio, 3 punti, Roma, 1 punto teso: un percorso quasi netto per dimostrare che la squadra sa essere all’altezza e al di sopra dei suoi rivali in campionato e in gara Campioni. E capire che più è complicato superare l’ostacolo, maggiore è la volontà di superarlo. Risultati alla mano, i punti persi arrivano da metà classifica in basso (Roma esclusa). Insomma, la Juve sta arrivando e bisogna tenere alta la tensione, ma anche non avere paura. Mai.

E fondamentalmente Ronaldo e tutta la sua compagnia era il punto di rottura tra il Milan del passato e quello di oggi. Non è stata la partita che ha vinto 4-2 in rimonta lo scorso luglio, ma quelle che hanno pareggiato Coppa Italia. L’ha detto qualche mese fa Pioli: la sconfitta nel derby e questi due pareggi hanno sollevato la consapevolezza della squadra, la consapevolezza di poter essere all’altezza e di poter giocare con tutti. Non è un caso che queste partite Il Milan non ha perso un incontro diretto. Per giocare contro i migliori devi sapere che puoi batterli. E il Milan lo sa oggi.

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Poi, ovviamente, mercoledì sera sarà molto difficile. Ibra, tranne i miracoli, non sarà ancora disponibile. Per Bennacer l’impossibile verrà tentato, ma nessuno vuole rischiare una ricaduta sull’orlo della ripresa. È lo stesso per Saelemaekers e per Tonali c’è una squalifica in arrivo. Insomma, le scelte attuali e le alternative per Stefano Pioli rimarranno pochi di numero se non obbligati. Da abbinare Kessie ci sarà di nuovo Krunic, Theo Hernandez tornerà al suo posto sinistro, il ruolo di centravanti sarà una questione di Leao (chi inizierà nel ruolo) e Rebic (che potrebbe dargli il cambio in determinati momenti della partita). Il resto è come sempre, da Donnarumma, Calabria, Kjaer e Romagnoli a Calhanoglu e la scelta di fare per l’ultimo uomo tra i due Brahim Diaz, Castillejo e Hauge.

Alcuni dati: restituiti Kjaer, Il Milan ha nuovamente registrato a foglio pulito. Non succede da molto tempo ed è il primo passo su cui costruire vittorie. La banda imbattibile in campionato è venuto 27 stazione (solo in questa stagione 11 vittorie e 4 pareggi), quella di almeno due gol a partita ha 17. E ancora: nessuno, nei grandi campionati europei, ha 4 giocatori con almeno 4 gol (Ibra, Theo, Kessie e Leao), segno che Zlatan rimane un Superman, ma che la kryptonite è in squadra per sopportare la sua assenza. E mai nell’era dei tre punti i rossoneri avevano collezionato così tanti punti, nemmeno negli anni dello scudetto. Il tutto si è concluso con quel pizzico di fortuna: la penalità di lettura è fallita Caprari – sostenere alcune squadre nelle migliori stagioni. Insomma, il Milan che aspetta la Juve è una squadra pronta e senza paura. Affrontarlo come detentore del record dopo 15 giorni è un miracolo che ci siamo rassegnati a chiamare semplicemente realtà. Superare anche questo ostacolo, continuare a tenere tutti indietro, sarebbe un altro colpo per gli inseguitori. Tutti loro, l’Inter prima.

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