Olimpiadi, Tokyo 2020, atletica: record mondiale di Warholm in 45’94

Il norvegese è il primo al mondo a scendere sotto i 46”. Argento Usa con Rai Benjamin (46”17), bronzo al brasiliano Dos Santos (46”72). Alla lunga, donne d’oro al Mihambo

Mai visto prima, oltre i limiti umani: Karsten Warholm vince i 400 ostacoli con 45”94. E Rai Benjamin, in una delle sfide più grandi della storia, è solo di poco inferiore a lui, battuto con un altrettanto gigantesco 46”17. Sono tempi al di là di ogni logica, inimmaginabili. Il norvegese migliora di 76/100 – una cifra enorme – il suo record mondiale, stabilito il 1 luglio ad Oslo che, dopo 29 anni, ha estromesso Kevin Young dalla vetta della classifica mondiale di tutti i tempi. La brasiliana Alison Dos Santos, con 46″72, è “solo” bronzo. Alessandro Sibilio può dire di aver preso parte a una delle più grandi gare di tutti i tempi: l’azzurra paga la fatica della semifinale e chiude ottava in 48 ”77. Ma le sue Olimpiadi sono nuove.

La gara

Benjamin è in quinta corsia, Warholm in sesta. Dal primo metro è una corsa verso l’ignoto. Impossibile rischiare di più. Karsten scappa, Rai continua. Il norvegese attacca per primo tutti gli ostacoli, l’americano lo scaccia come un’ombra. Il divario è ancora minimo. Il ritmo è impressionante. Warholm è una furia. E fino alla nona barriera, non ha avuto la minima sbavatura. Ma lì, dopo aver sparato come un pazzo, esita. Benjamin, che è proprio dietro di lui, ne approfitta e quasi appare. Ma Karsten, rientrando dal decimo e ultimo ostacolo, con chissà quale energia residua, riesce a far ripartire l’azione e chiude davanti. Il resto è un cronometro pazzesco: segna figure che non sono né in cielo né in terra. Abbiamo visto una gara storica. Kyron McMaster, originario delle Isole Vergini Bitaniche, è quarto a 47″08, il qatarino Abderrahman Samba quinto a 47″12. Dal primo all’ottavo posto: i migliori tempi di tutti i tempi, tutte le gare messe insieme. Saranno le scarpe, sarà la pista, sarà la testa di Warholm. Non dimenticherà.

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tedesco lungo

Anche il finale del lungometraggio femminile nasconde grandi emozioni. La tedesca Malaika Mihambo ha vinto con un 7.00 (+0.1) centrato sull’ultimo tentativo (dando 19,5 cm alla pedana). Abbastanza per sorpassare, al terzo posto, l’americana Brittney Reese, campionessa olimpica a Londra 2012 e quadrupla campionessa del mondo (6.97/+0.1) e la nigeriana Ese Brume (stesso 6.97/+0,4, ma una seconda taglia più piccola: 6.95 a 6,90). Otto donne volano sopra i 6,80: mai successo.

Turni e qualificazioni

Nel 1500, Tim Cheruiyot e Jakob Ingebrigtsen fecero buoni progressi. Tra i respinti, l’etiope Samue Tefera. Il più veloce è il belga Ismael Debjani (3’36’00). Nella prima manche dei 400 donne la migliore è la dominicana Marileidy Paulino (50”06) davanti alla campionessa uscente, la bahamiana Shaunae Miller (50”50). Tutto facile per Allyson Felix (50”84). Nella qualificazione al giavellotto, la leader è la polacca Maria Andrejczyk con 65.24. Eliminate le ultime due vincitrici: Croatian Polak (2016) e Czech Spotakova (2012).

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