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Onetti, Luciano – Sonno profondo / Francesca

LUCIANO ONETTI

Sonno profondo / Francesca (2018)

Black Widow Records

 

Il 5 ottobre 2018 la Black Widow Records pubblica in un unico album le due colonne sonore originali dei film Sonno profondo (2013) e Francesca (2015) di Luciano Onetti. Le pellicole del regista argentino sono i primi due capitoli di un’oscura trilogia incentrata sul tema della Divina Commedia, completata da Abrakadabra (2018).

Il cinema di Onetti è un coraggioso e sentito omaggio ai grandi maestri del cinema giallo italiano degli anni ’70, in particolare Mario Bava e Dario Argento. A confermarlo è Lorenzo Lombardi, che nelle note di copertina dell’album afferma “nei film di Onetti ritroviamo tutti gli elementi di una cinematografia ormai scomparsa, bamboline di plastica, guanti di cuoio, soggettive inquietanti, sangue e segreti nascosti”. Un immaginario, quello di Onetti, che attinge a piene mani dall’universo argentiano e che ha inevitabili ripercussioni anche nelle sonorità. Il riferimento ai Goblin è fin troppo scontato, ma non mancano citazioni a temi thriller e spunti jazz rock che ben si sposano con i crudeli delitti del serial killer di turno.

La natura filmica delle musiche di Onetti passa attraverso una strumentazione variegata (acustica / elettrica / elettronica) che prevede: chitarra elettrica, chitarra acustica, basso, batteria, batteria elettronica, tastiere, sax e clarinetto.

 

Sonno profondo (2013)

Anni ’70, Locri, Italia. Un misterioso e feroce assassino uccide una fotomodella brasiliana, Monica Mele. Ma qualcuno ha visto e, peggio, fotografato e ricatta il killer inviando foto compromettenti. Sullo sfondo di ricordi di infanzia, evocati da disegni e pupazzi, si consuma un altro delitto, mentre l’autore si avvicina -opportunamente guidato da indizi – all’incontro con la verità: chiusa, custodita, occultata in una stanza di ospedale.

Il brano di apertura, Mamma, è un cut-up di atmosfere ansiogene, suoni retrò, gracchianti ed ovattati, e citazioni colte tra cui spicca il piano fariselliano di “Scum”, brano degli Area tratto dall’album “Maledetti (Maudits)”. Alla pari dei numerosi artisti scandinavi appassionati di “vintage italian progressive horror music” (Anima Morte, Nicklas Barker, Morte Macabre, ecc.), Onetti si lascia sedurre da trame nervose e scomposte che intrecciano cupe sonorità elettroacustiche a gelide incursioni elettroniche. A tenere unito il tutto sono le profonde linee del basso e le malvagie melodie delle tastiere che scavano tra le paure nascoste dell’ignaro osservatore/ascoltatore.

Nel profondo è un breve passaggio attraverso un corridoio buio nel quale sono disseminati suoni sinistri, rumori ostili ed atmosfere spettrali.

Sonno profondo è il primo affondo gobliniano dell’album. Se il richiamo all’album rosso di Simonetti & Co. è manifesto fin dal titolo, lo sono ancor più le soluzioni sonore adottate: dal grondante pianoforte ai fiati, dalle tastiere circolari al synth stridente, dalla ritmica incerta al marcato basso à la Pignatelli. Un mix di dark prog e jazz elettronico che copre l’intero corso dei Goblin da “Profondo Rosso” a “Suspiria”, passando per “Roller”.

La natura ectoplasmatica di Nero rende difficile la “lettura” in assenza di sequenze filmiche. Vocalizzi, fiati, colpi secchi, rumori e riverberi definiscono un passaggio oscuro che non lascia presagire nulla di buono e anticipa gli sviluppi del successivo Assassino. Il brano, in continuo crescendo di suoni e rumori, rimarca il passo lento, ansimante e circospetto del killer, aumentando tensione e pathos.

In Soddisfazione si apprezzano principalmente la componente fiatistica di ascendenza busnelliana (“Arbeit Macht Frei“), il jazz gobliniano di “Death Dies” e lo sperimentalismo krauto di Tangerine Dream e Klaus Schulze, che condiziona interamente anche la successiva Ricordare.

Finale chiude Sonno Profondo con due originali omaggi: uno cinematografico all’inquietante carillon del Maestro Argento, l’altro musicale agli spunti jazz suggeriti dal Maestro Gaslini.

 

Francesca (2015)

Due ispettori indagano su una serie di delitti commessi da un serial killer che uccide le sue vittime in modo cruento e che lascia la sua personale firma, due monete da 100 Lire sugli occhi, come dazio da pagare a Caronte per la traversata del fiume Acheronte. Ed è proprio dalla Divina Commedia che l’assassino trae ispirazione per mandare messaggi minatori alla polizia. Il suo target sono persone moralmente deplorevoli. Le indagini portano a galla un fatto di cronaca avvenuto quindici anni prima: una fanciulla di nome Francesca – figlia di nobile casata il cui padre paralizzato e costretto su una sedia a rotelle è un erudito ed esperto di letteratura – misteriosamente scomparsa e mai più ritrovata. Intanto il killer allarga il suo campo di azione: nel mirino entra anche una testimone oculare.

La title track apre il secondo segmento tra solari melodie e cori leggeri nei quali rivivono le spensierate atmosfere degli anni ’60/’70.

La bambola di Francesca è un funky dal groove “assassino” che sa tanto di fuga rocambolesca da un imminente pericolo. Onetti si destreggia molto bene tra basso, batteria, percussioni, synth ed elettronica.

Caronte senza tregua presenta un taglio impressionistico interamente giocato sulla sovrapposizione di voci, suoni e rumori. Solo nella seconda parte riesce a partire una forsennata corsa accompagnata da oscuri fiati. Sullo stesso solco insiste anche Inferno 8 che può contare però su sviluppi più costanti e graduali.

Motus Tenebrae pone l’attenzione sulla parentesi più cosmica dei Goblin di “Suspiria” arrivando ad amalgamare sonorità sintetiche ad angoscianti filastrocche infantili e pianti disperati che, si sa, rientrano nei più classici stereotipi dell’horror music.

Demonio guardiano è una breve ma intensa parentesi dark prog fondata sui toni solenni dell’organo e su una ritmica scostante e nervosa. Il risultato mostra numerosi punti di contatto con alcuni degli esperimenti psichedelici di Wilson in “On the Sunday of Life”.

In Una moneta sugli occhi ritorna il carillon e con esso tutta una serie di spunti filmici, rumoristici e jazz. La caotica drammaticità sonora della seconda frazione tiene fede al titolo e sottolinea il modus operandi del killer.

Dopo aver pagato dazio a Caronte, Canto III conduce nell’Oltretomba, alle porte dell’Inferno, dove i dannati attendono sulla riva dell’Acheronte di essere traghettati dall’infernale nocchiero nell’Ade. I versi danteschi “Per me si va ne la città dolente, / per me si va ne l’etterno dolore, / per me si va tra la perduta gente. / Giustizia mosse il mio alto fattore; / fecemi la divina podestate, / la somma sapïenza e ‘l primo amore. / Dinanzi a me non fuor cose create / se non etterne, e io etterna duro. / Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate. / Queste parole di colore oscuro / vid’ïo scritte al sommo d’una porta; / per ch’io: “Maestro, il senso lor m’è duro”. / Ed elli a me, come persona accorta: / “Qui si convien lasciare ogne sospetto; / ogne viltà convien che qui sia morta. / Noi siam venuti al loco ov’i’ t’ho detto / che tu vedrai le genti dolorose / c’hanno perduto il ben de l’intelletto” riecheggiano tra modulazioni cosmiche, pianti e filastrocche, nel bel mezzo di un’oscura danza macabra.

Guanti rossi è il brevissimo movimento sonoro che segue le inquietanti riprese in soggettiva del regista. Di qui in avanti è un continuo rincorrersi di dinamici passaggi sonori che accompagnano le sequenze più crude della pellicola. Canto dell’Inferno è una ripresa dai toni esasperati dei versi del Canto III su base elettronica. Jazz psicopatico tiene fede al titolo con ritmi sghembi e aperture free. Paolo e Francesca resta aerea ed evanescente, mentre Canto V procede lenta ma spietata nella ricerca di persone moralmente deplorevoli (i lussuriosi morti di morte violenta). Chiude l’album Città dolente, lirica e dolorosa, tra archi stridenti e cupe sonorità sintetiche.

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  • Onetti, Luciano – Sonno profondo / Francesca
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About Antonio Menichella

Antonio Menichella
Ideatore, membro fondatore e redattore di HamelinProg.com, è docente di disegno e storia dell'arte, artista visivo e grafico. Appassionato di rock psichedelico, acid rock, stoner, desert rock, neopsichedelia, progressive rock, rock progressivo italiano, space rock, krautrock, zeuhl, scuola di Canterbury, avant-prog, rock sinfonico, jazz rock, prog folk, prog metal, neoprogressive, hard rock, post-rock, musica sperimentale e molto altro.

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