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45 anni di “A Saucerful Of Secrets”

Pink Floyd - A Saucerful Of Secrets

Il 29 giugno 1968 è la data della pubblicazione inglese di A Saucerful Of Secrets, il secondo album in studio dei Pink Floyd. Dopo il successo del precedente “The Piper At The Gates Of Dawn”, la band affronta una profonda crisi, aggravata dalle precarie condizioni di Barrett.

Le registrazioni iniziano il 7 agosto 1967 a Abbey Road. Il primo brano a prendere forma è “Set The Controls For The Heart Of The Sun”. La settimana successiva il gruppo si reca ai Sound Techniques Studios per registrare “Jugband Blues” e per rielaborare “Remember A Day”, un brano scritto da Wright e scartato da “The Piper At The Gates Of Dawn”. Ad inizio ottobre la band ritorna in studio per rifinire i tre brani, che vengono registrati il 20 e 21 dello stesso mese. Le rimanenti parti dell’album vengono registrate ad Abbey Road, tra gennaio e maggio 1968. A quel punto però non c’è più Syd Barrett, che comincia ad accusare gli effetti collaterali dell’LSD sommati ai già gravi problemi di schizofrenia. Agli inizi di marzo il chitarrista viene sostituito dall’amico David Gilmour. Le uniche apparizioni di Barrett nell’album sono le parti di chitarra in “Remember A Day”, “Set The Controls For The Heart Of The Sun” e l’ultima traccia dell’album, “Jugband Blues”, unico brano da lui scritto e cantato. Ad aggravare la situazione i problemi con Norman Smith, cui è stata affidata la produzione, che provocano una gestazione lunga e difficoltosa.

Ciò che ne viene fuori è un lavoro interlocutorio che, con tutti i limiti, propone una formula nuova e originale che prenderà corpo nei lavori successivi. È proprio “A Saucerful Of Secrets”, la prima composizione firmata collettivamente da Waters, Gilmour, Wright e Mason, a gettare le basi per i futuri progetti della band. “Set The Controls For The Heart Of The Sun”, scritta da Waters, è una ballad elettroacustica misticheggiante ed enigmatica. Altre composizioni di Waters sono “Let There Be More Light”, che propone molti spunti nuovi, e “Corporal Clegg”, che però si rifà a canoni barrettiani. Il contributo di Wright arriva con “Remember A Day” e “See-Saw”. Chiude l’album “Jugband Blues”, l’ultima gemma floydiana di Barrett che, nei versi iniziali, sembra evidenziare i suoi problemi di schizofrenia, anticipando di ben otto anni “Wish You Were Here”: “È molto gentile da parte vostra pensarmi qui e vi sono molto obbligato per aver chiarito che non sono qui”.
http://youtu.be/fgvAslTetOU

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