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45 anni di “The Beatles (The White Album)”

The Beatles - The Beatles (White Album)

Il 22 novembre del 1968 i Beatles pubblicano per la Apple Records il loro nono album, intitolato semplicemente The Beatles. Il disco è noto anche (o soprattutto) come The White Album, a causa della copertina interamente bianca sulla quale campeggia il nome della band stampato in rilievo.

La lavorazione all’album ha inizio alla fine del mese di maggio del 1968, quando i quattro musicisti si ritrovano nella casa di George Harrison a Esher, nel Surrey, e con un registratore Ampex a quattro piste incisero i nastri di prova delle loro recenti composizioni, materiale denominato “The Kinfauns Demos” o “The Esher Session”.

I Beatles avrebbero voluto intitolare l’album “A Doll’s House”, con un evidente richiamo all’omonima opera teatrale di Ibsen, ma vennero preceduti dai Family che nell’agosto dello stesso anno avevano esordito con “Music in a Doll’s House”. Reduci dal successo di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” e dal meno riuscito “Magical Mystery Tour”, si interrogavano su quale copertina del disco avrebbe maggiormente attratto e soddisfatto i fan in attesa. Con la mediazione di Robert Fraser, al proposito fu interpellato l’artista Richard Hamilton che suggerì un titolo essenziale, The Beatles, e una copertina interamente bianca e soltanto con il titolo in rilievo, una scelta agli antipodi del fantasioso collage di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”. Sempre di Hamilton fu la proposta di inserire all’interno di ogni copia del 33 giri un poster che ritraeva alcune immagini dei Beatles ripresi in svariate situazioni informali, più quattro ritratti fotografici dei membri del gruppo.

Il disco viene realizzato in un periodo contrassegnato da forti tensioni interne che, come primo risultato, determinano una netta discontinuità con “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”. L’album, infatti, perde quella coralità che aveva caratterizzato le opere precedenti, risultando un lavoro di solisti. In diversi pezzi, Paul McCartney, John Lennon e George Harrison lavorarono separatamente come compositori e interpreti, usando gli altri solo come band di spalla o talvolta incidendo in solitudine tutte le parti vocali e strumentali. La delicata situazione portò all’abbandono prima di Geoff Emerick, il fidato ed esperto tecnico di studio che aveva seguito i Beatles nei loro due album migliori (“Revolver” e “Sgt. Pepper”), e poi di George Martin, che lasciò gli studi e andò in ferie, seguiti a ruota da Ringo Starr.

Nonostante ciò, il nuovo album fu accolto molto positivamente dalla critica, giudicato artisticamente molto intenso, con una qualità di suono non comune. Lo straordinario successo del White Album smentì le preoccupazioni di Martin, con un trionfo che non fu solo momentaneo, ma che si prolungò nel tempo. Per dieci anni, infatti, il White Album risultò essere il doppio più venduto di sempre. A tutt’oggi rimane l’album dei Beatles più venduto negli USA, con 19 dischi di platino.

L’album, oltre alla presenza dei Fab Four, vede la partecipazione di: Eric Clapton, Nicky Hopkins, Jackie Lomax, Dave Mason e delle compagne Yoko Ono, Pattie Harrison, Maureen Starkey.

Entrambi i dischi sono aperti da due pezzi decisamente rock’n’roll: “Back In the U.S.S.R.” e “Birthday”, entrambe di McCartney. Sono sue anche “Obladi Oblada”, “Honey Pie”, “Blackbird”, “Martha My Dear”, “Mother Nature’s Son”, la country “Rocky Raccoon”, la ballata acustica “I Will” e il rock duro di “Helter Skelter” e “Why Don’t We Do It in the Road”. “Dear Prudence”, “Glass Onion” e l’ironica “The Continuing Story of Bungalow Bill” sono invece di Lennon, così pure “Happiness Is a Warm Gun”, “I’m So Tired”, “Julia” (dedicata alla madre), “Yer Blues”, “Everybody’s Got Something to Hide Except Me and My Monkey”, “Sexy Sadie”, “Revolution 1”, “Revolution 9” e “Cry Baby Cry”. “While My Guitar Gently Weeps”, “Piggies”, “Long Long Long” e “Savoy Truffle” sono di Harrison, mentre “Don’t Pass Me By” è la prima canzone interamente composta da Ringo Starr.

The White Album è uno dei maggiori compendi alla musica rock, maturato tra suoni distorti, rock’n’roll, hard rock, ballate classiche, psichedelia, sconfinamenti avanguardistici e molto altro.

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