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Acqua Libera – Acqua Libera

Acqua Libera (2016) Acqua LiberaACQUA LIBERA

Acqua Libera (2016)

Autoproduzione

Nell’aprile del 2013, il chitarrista Fabio Bizzarri (Vicolo Margana), il tastierista Jonathan Caradonna (Profusion) e gli apprezzati jazzisti Franco Caroni (Livello 7, Juice Quartet) al basso e Marco Tosi (Vicolo Margana) alla batteria e alle percussioni, danno vita al progetto Acqua Libera. L’obiettivo principale è quello di consolidare l’intensa stagione musicale senese dagli anni ’70 agli anni ’90 attraverso un’accurata operazione di recupero e arrangiamento di alcuni brani composti da due gruppi storici: Livello 7 e Juice Quartet. Da qui l’idea di lanciarsi nella scrittura di nuove composizioni e mettere tutto su disco.

Nel 2016 si arriva così alla pubblicazione di Acqua Libera, omonimo album interamente strumentale che, nel solco tracciato dal progetto, attinge a piene mani da rock, progressive, fusion, jazz e tutta la musica rimasta nel cuore dei quattro musicisti.

Ad aprire l’album è Tempi Moderni traccia dalla struttura complessa caratterizzata da alterne sequenze ritmiche e tempi composti che facilitano i briosi fraseggi impostati da Bizzarri e Caradonna. Nell’articolato sviluppo scorrono fluidamente gli affondi dei due strumenti solisti – chitarra e tastiere – che ad intervalli variabili intrecciano spunti vivaci e passaggi più interlocutori. Proprio in questi ultimi si evidenziano soluzioni liquide, brevi parentesi jazzate e, in un crescendo di tensione, aperture progressive che intervallano momenti più lirici ai richiami al tema portante.

Segue Nautilus, ultimo brano composto dalla formazione senese, che istintivamente solca mari mai navigati per scoprire terre ignote che, complici i riff matematici di Bizzarri e gli eterei soundscape di Caradonna,  lasciano intuire la direzione in cui potrebbero muoversi in futuro gli Acqua Libera. Nelle lisergiche divagazioni iniziali si avvertono echi delle fughe space rock degli Ozric Tentacles, dovuti tanto alle morbide linee di basso di Caroni e alle percussioni di Tosi quanto al sidereo synth di Caradonna. Il brano è in realtà strutturato come una sorta di raga che segue una precisa articolazione ritmica che si ripete ciclicamente più volte.

Alla Luce della Luna e Prog Mood sono due brani composti negli anni ’70 dal Livello 7. I titoli originali, rispettivamente “Undiciottavi” e “Seiottavi”, facevano esplicito riferimento ai tempi con cui venivano eseguiti. Prima di Acqua Libera, l’unica testimonianza di questi pezzi era rappresentata da una registrazione live effettuata il 14 aprile 1976 al Teatro comunale dei Rinnovati di Siena. L’atmosfera notturna del primo, il riff di basso in 11/8 e il piovigginoso charleston ne accrescono l’intensità emotiva. La ritmica jazzata di matrice canterburyana facilita l’ingresso di tastiere fariselliane che variano da sbiadite sfumature vintage a più brillanti coloriture elettroniche. Il breve inciso in 6/8 interrompe momentaneamente l’intimità del tema che torna nel finale per chiudere definitivamente il brano. Il secondo è un brano più solare, semplice e immediato, con un tema lineare che rimarca i contorni del prog degli esordi. Il gran lavoro ritmico di Caroni e Tosi tradisce la loro formazione jazz. Bizzarri e Caradonna si avvicendano in soli con un moderato crescendo che sfocia in un riff su cui si appoggia dapprima un solo di batteria e poi uno di basso che, terminando senza accompagnamento, riporta il gruppo alla riproposizione del tema conclusivo.

Mr. Lou è un brano composto negli anni ’80 da Luigi Campoccia, pianista, cantante e membro del Juice Quartet. La base di partenza per la rilettura di Acqua Libera è una registrazione video di un concerto tenutosi il 15 dicembre 2005 al Teatro dei Rozzi di Siena. Un vivace riff introduce il tema che viene esposto prima dal morbido basso e poi doppiato da un glaciale synth. Segue un composito solo di chitarra che Bizzarri struttura seguendo i più classici stilemi prog. Non è da meno Caradonna che dà sfogo alle sue tastiere vintage con briose divagazioni fusion. La parte centrale, molto articolata nel tema ma altrettanto semplice dal punto di vista formale, si snoda tra stretti fraseggi e figure ripetute. Dopo un ponte distensivo creato dalla chitarra il brano riparte per poi concludersi con una delicata progressione.

Marcina è una composizione firmata da Caroni e risponde a regole compositive più classiche rispetto al resto dei brani. Dopo la breve introduzione atmosferica creata da batteria e pianoforte, è il tema in 3/4 esposto dal basso – sorta di valzer jazzato – a catalizzare l’attenzione dell’ascoltatore. Su di esso gli altri strumentisti intervengono di cesello con soli di pregio che sottendono un nuovo ritorno al tema nel finale.

Sans Tambour Ni Musique è senza dubbio il brano più impressionista e romantico di Acqua Libera. Un liquido piano elettrico delinea il tema – incalzato dalla ritmica jazz e da un mood acido e spiccatamente funky – ma non lascia presagire quella che sarà una componente sobria e introspettiva che si affermerà nella parte centrale del pezzo. È a questo punto che si nota l’altra sfaccettatura del brano, quella classico-romantica, con il pianoforte impegnato in un’esecuzione a metà tra un tema vero e proprio e un’improvvisazione. Questa breve parentesi vede la ritmica frammentarsi e agevolare la scansione di riff matematici di stampo wilsoniano che conferiscono al brano un tono più teso e drammatico. La seconda parte riserva aperture romantiche che, grazie soprattutto al lavoro di Caradonna, rimarcano soluzioni nocenziane tra frammenti melodici, frasi ritmiche e alleggerimenti vari.

Caroni firma anche QuoVadis, brano caratterizzato da riff di basso e da calde sfumature fusion. I temi di chitarra, volutamente semplici, e quelli di tastiera, più liquidi ed articolati, creano una sorta di contrappunto estetico che impreziosisce l’intera composizione. La chitarra di Bizzarri suona decisamente rock, ma non mancano neppure venature funky che il basso di Caroni e la batteria di Tosi enfatizzano ulteriormente.

Nel complesso Acqua Libera è un laboratorio in cui i brani si rifiutano di essere parte di un’opera compiuta. Libero da qualsiasi vincolo, l’album abbozza soluzioni originali che in un futuro molto prossimo potrebbero portare la formazione senese alla definizione di un nuovo lavoro.

Per maggiori info: Acqua Libera



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