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Blerum Blerum – Il making of del nuovo album dei Rinunci a Satana?

Blerum Blerum – Il making of del nuovo album dei Rinunci a SatanaSecondo album composto, arrangiato e suonato dai RaS?, dedica il suo titolo ad uno dei racconti del Libro di Taliesin. Al suono onomatopeico prodotto dall’indice passato su labbra soffianti, come plettro che percuote corde di chitarra. Sberleffo indotto dal magicko fanciullo-vegliardo-senzapadre nella mente di chi tesse le lodi dei potenti e replicato da questi in faccia al Re.

Scontata e ormai ovvia per noi la decisione di registrare anche il nostro II disco al Trai Studio di Inzago (MI). Affidandoci a Fabio intraina nel ruolo di produttore e fonico, sapevamo di poter contare sulla sua lunga esperienza e professionalità. L’ambiente ormai familiare e l’ottima cucina chiudevano il cerchio.

I brani, già completati da qualche mese, ad eccezione de “La serata del gourmet”, avevano superato la prova di rodaggio dei live.

Chiara fin da subito l’intenzione di maggior lavoro di sovraincisione rispetto all’album precedente. La tecnica di ripresa invece praticamente uguale: scheletro di batteria e chitarra suonato insieme, linea di chitarra splittata clean per eventuale re-amp. amplificata in stanza separata.

La strumentazione elettronica utilizzata era stata da poco revisionata da Ivan “mydadisiggy” Marchetti. Vero e proprio risorgimorti di ampli, pedali e tastiere.

Registrazioni effettuate il 26/27/28 febbraio, 24 aprile, 14 agosto e 3 novembre 2015. Mixaggio il 4/5/6 novembre 2015 al Trai Studio di Indago (MI)

I brani commentati dai RaS?

1-Valhalla rising

Damiano: dedicato all’omonima pellicola di Refn. Heavy rock vecchio stile. Cavalcata crepuscolare ad aprire l’album. Gira intorno a due sole note in un riff ostinato. Spezza la sequenza strofa-ritornello una sorta di “metal-geghegè”. Batteria e due tracce di chitarra, niente di più. Unico brano in cui le basi sono state re-incise completamente durante le sessioni di overdub.

Marco: sulle registrazioni di Valhalla Rising si consuma il dramma del batterista che non riesce a suonare in cuffia, perché non l’ha mai fatto. Ore di tentativi a vuoto prima di mollare il colpo e rimandare il tutto alla sessione successiva. Il batterista studia, si applica, e alla fine ce la fa. L’orecchio più attento potrebbe trovare qualche differenza di suono fra questo primo brano e il resto del disco.

2-La Veneranda Fabbrica del Doomm

D: il titolo è un piccolo capolavoro (strano che nessun gruppo meneghino ci abbia mai pensato). Tentativo più o meno riuscito di fondere doom sabbathiani con sfuriate alla Yes. Nella lunga apertura del brano, che inizia senza soluzione di continuità dal precedente, abbiamo aggiunto in overdub una chitarra suonata con l’archetto a far da bordone… giusto per non farci mancare niente. Una terza traccia di chitarra entra per l’assolo finale. Chiusura con chiaro riferimento a War Pigs.

3-Blerum

D: prima parte “tranquilla” di un hard-blues schizoide. Slide e fuochi d’artificio nell’apertura lasciano presto il passo ad un fraseggio più rilassato e sospeso. La struttura si sviluppa su uno strumming deciso con incisi di seconda traccia di chitarra per poi passare a un tempo motorik dinoccolato sostenuto da un bordone di registro basso di tastiera. Ritorna il fraseggio sospeso che avvolgendosi su una scala, a chiocciola, ascendente chiude il pezzo.

M: penso che di poche canzoni del 2018 si possa dire che siano state influenzate dai Raccomandata con Ricevuta di Ritorno. Noi ce l’abbiamo fatta.

4-Blerum

D: seconda parte “agitata” introdotta da un fill di batteria a raccordare la traccia precedente. Si sviluppa su una solida struttura rock-blues e fila diritta e sbuffante su rotaia. Qualche effetto pirotecnico corona il tutto. Seconda traccia di chitarra per l’assolo, del tutto improvvisato, buona la seconda take, poco o niente taglia e cuci. Il brano chiude il lato A dell’album nella versione vinile.

5-Salice Mago

D: sfacciata romanticheria ad aprire il lato B nella versione vinile. In aggiunta all’elettrica una traccia di chitarra acustica in apertura e al centro, e un inciso di seconda elettrica in stile west-coast. La nostra visione di una ballad, con chiari riferimenti alla Hendrix Experience.

M: la canzone è dedicata ai salici della Martesana, ovvero del Naviglio che attraversa bene o male il piccolo mondo dei Rinunci a Satana?, dalla ciclabile che il batterista percorre per giungere da Milano alla sala prove di Vimodrone, fino al Trai Studio di Inzago.

6-Niente di nuovo sul fronte occidentale

D: il nome dice tutto. Apertura che centra poco o niente col resto del brano, un omaggio (in realtà plagio poco riuscito) agli Amon Düül II di Archangel Thunderbird. La struttura strofe-ritornello non abbiamo ancora stabilito se si tratta di una cover più dei Sabbath o degli Zep… La parte psichedelica centrale ci ha fatto penare un po’. Abbiamo reinciso il drumming di Marco lasciandolo più nebuloso e con maggior dinamica, aggiungendo un paio di sonagli in continuo movimento all’interno della sala di ripresa. Traccia di Eko Tiger con wah-wah ed echo a fare da contrappunto al solo di chitarra improvvisato sulla prima take di batteria poi eliminata. Seconda traccia di chitarra con octaver per il reprise del tema principale.

M: Damiano e il Trai hanno approfittato della mia assenza per lavorare sulla parte centrale mettendomi di fronte al fatto compiuto. E facendo un ottimo lavoro!

7-La serata del Gourmet

D: come previsto dai gruppi prog più oltranzisti. Niente chitarra! EkoTiger (splittata in 2 tracce, line per spingere sulle basse e in serie a wah-wah, ampli valvolare per le medio-alte), e batteria. Inserti di Arduino synth box (synth granulare con fotoresistenze, una sorta di piccolo theremin ottico) effettato, a richiamare pistole laser e raggi mortali alieni. Funambolico assolo di synth su doppia traccia. Inoltre, tarantella d’ordinanza con raganelle triccheballacche e Marco magistrale suonatore di fischietto. Sicuramente la registrazione brano in cui ci siamo divertiti di più.

M: da qualche parte su Facebook dovrebbe esserci Damiano mentre esegue il rutilante assolo di synth, felice come un bambino. Avrebbe voluto farlo roteare su un vertice come faceva Keith Emerson ai tempi d’oro, ma poi deve aver considerato che il nostro backline è un po’ meno fornito di quello degli ELP. Peccato. Comunque ricordo lunghe chiacchierate su Emerson, Wakeman e Fariselli durante queste registrazioni, e alla fine in quest’assolo si sentono tutti e tre.

8-Chi sta scavando?

D: unica cover dichiarata. Brano originale ad ora inedito, de Il Babau e i maledetti cretini (l’altra mia storica band), sviluppato secondo lo stile dei RaS?. Cosa più unica che rara presente un mio cantato, meglio un berciato; ai cori e ai clap-hands anche mio fratello Franz (il solo membro esterno alla band registrato nell’intero album). Assolo su doppia traccia di chitarra, diritta e in reverse (Roberto Rizzo docet).

M: Per capire come suonare la parte centrale di questo pezzo dovetti chiedere lumi al batterista originario del Babau e i maledetti cretini, Andrea Dicò. “Ma guarda che è una cazzata” e me lo mima. In effetti non è così complicato una volta che lo sai… alla fine comunque l’ho completamente stravolta!

9-Dr. Tomas Ragtime Blues

D: brano di chiusura dell’album, un divertissement dedicato ad Alfonso Mostacci (il Dr. Tomas, Rudi il cameriere, etc). Ragtime sbilenco con Marco alla chitarra acustica, registrato in diretta buona la prima con commenti annessi. Abbiamo provato a aggiungere qualche percussione per cercare di seguirne il tempo… alla fine si è preferito lasciare le sole due chitarre. Corretta giusto di uno “zicchino”.

M: “Ho lasciato un si per strada” dico alla fine. Magari fosse solo il si! Per fortuna il chitarrista quello capace mi copre.

Registrazioni e mixaggio completati, abbiamo passato i brani a Maurizio Giannotti del Newmastering Studio di Milano, per realizzare i master CD e Vinile. Come sempre lavoro preciso, pulito e puntuale. Soddisfatti già alla prima prova.

Vista l’intenzione di stampare copie sia su supporto CD che Vinile, volevamo una grafica sfolgorante e colorata, che attirasse l’attenzione e rendesse al meglio sulle dimensioni di copertina di un LP. Ci siamo rivolti a Luca Martinotti di SoloMacello. Come esempi abbiamo suggerito i lavori di Roger Dean, in particolare la cover di Magician Birthday degli Uriah Heep. Luca si è superato, realizzando un’immagine magnifica, rutilante di colori e molto evocativa. Taliesin è in viaggio! Anche il logo della band, basato su una nostra idea, è opera sua.

Per realizzare i supporti fisici, ci siamo rivolti ai ragazzi di Overdrive Records e alla loro PPM a cui abbiamo commissionato la stampa sia dei vinili 180g che dei CD formato digipack. Con ottimi risultati direi.

A supportare i RaS? Nei costi di stampa, oltre alla “E io pago! Records” (l’etichetta di tutti i gruppi autoprodotti, cioè in questo caso io e Marco) si sono aggiunti Wallace Records e Il Verso del Cinghiale, già partner del primo disco. La distribuzione digitale e il free-download dell’album è stata affidata invece a EdisonBox Records.

Rinunci a Satana? – luglio 2018

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