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Jack Dupon – Empty Full Circulation

jack-dupon-2016-empty-full-circulationJACK DUPON

Empty Full Circulation (2016)

La Boîte à Malice / Transit Music Group / Nova Records

A tre anni esatti dall’uscita dell’ultimo lavoro in studio, “Jésus l’Aventurier“, e a quasi due dall’esplosivo live “Tête de Chien“, il 21 marzo 2016 i francesi Jack Dupon pubblicano Empty Full Circulation, il loro quinto album in studio. Originaria di Clermont-Ferrand, località della regione francese dell’Auvergne-Rhône-Alpes, la band si ispira per questa nuova opera alla vicina città di Randan, alle rovine del suo castello, ad una misteriosa foresta, ad una donna trovata morta, alla strana leggenda di un riccio e ad altre incredibili storie.

Il carattere narrativo dell’album farebbe pensare ad un concept, ma la reale intenzione della band è quella di raccontare una manciata di storie fantastiche sullo scenario del castello di Randan. Proprio il castello, le cui rovine sono raffigurate specularmente sulle tasche interne del digipack, aggiunge all’album un alone di mistero per via della sua ingombrante storia – dagli sfarzi reali del XIII e del XVI secolo alla distruzione per mano dei rivoluzionari del 1789, all’incendio del 25 luglio 1925 – e per il suo profilo disarmonico e spettrale.

Nel presentare l’opera, non senza un pizzico di ironia, i componenti della band hanno affermato: “Questo album è ispirato alla città di Randan, all’amore e allo sport. È stato creato per essere “politicamente corretto”, così da accontentare le orecchie dei bambini di tutte le fedi e gli orientamenti sessuali. E soprattutto, Jack Dupon ha deciso di mettere insieme la cassa e il basso, sulla base di anni di esperienza su come creare il supremo suono della felicità. Oh, e ci sono alcune parti di canto, beh, un sacco di canto, con ritornelli ossessivi che si possono cantare vicino al camino”.

Empty Full Circulation conferma l’eccentricità di Arnaud M’Doihoma (basso, voce), Philippe Prebet (chitarre, voce), Gregory Pozzoli (chitarre, voce) e Thomas Larsen (batteria, voce), e si fregia della partecipazione di Paul Sears e della sua folle batteria.

Ad aprire l’album è l’alcolica e barcollante filastrocca di Flowery Way che, citando “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry, in linea con le dichiarazioni della band, affronta temi come il senso della vita e il significato di amore e amicizia. L’irriverenza zappiana del brano si coglie maggiormente nella frenesia chitarristica e nelle marcate accentazioni onomatopeiche del cantato (in lingua inglese). I bizzarri motivetti circensi, invece, tradiscono l’influenza freak dei Gong mentre l’andatura marziale e scostante è di chiara matrice zeuhl.

Proprio nella frammentazione ritmica di Burst Balloon, caratterizzata da repentine accelerazioni e brusche frenate, la band riscopre le proprie radici RIO/avant-prog. Chitarre vibranti e cristalline, basso metallico, voci inquiete e oscuri cori zeuhl aprono varchi psichedelici, acidi e nervosi, dai quali si scorge un universo infantile popolato da creature mostruose e personaggi fantastici.

La ritmica schizoide, gli improvvisi cambi umorali e il ricorso a sonorità dure e spigolose fanno di Broken House l’episodio più strutturato di Empty Full Circulation. Il basso martellante di M’Doihoma e la disarticolata batteria di Larsen agevolano l’azione “disturbante” delle abrasive chitarre di Prebet e Pozzoli, fratturando le esasperate parti cantate (e parlate) in espressive performance teatrali.

La strumentale Six Feet In Randan, pur rimanendo fedele alla lucida e folle filosofia musicale della band, galleggia tra baluginanti riverberi psichedelici per poi lasciarsi avvolgere da ossessive spire crimsoniane che la avvicinano alle cupe atmosfere degli Anekdoten e alle reiterazioni mistiche degli Amon Düül II di “Yeti“.

Chiude l’album il folle esperimento d’avanguardia The King Hedgehog, la cui natura anarchica spazia dalle dissonanti sperimentazioni avant-rock degli Sleepytime Gorilla Museum, ai nervosi cori zeuhl, alle “acute” farneticazioni dello Zappa di “Freak Out!”.

La deformata immagine di copertina, realizzata dagli artisti Fanny-Ho e Kadah con la tecnica dell’anamorfosi, svela la sua reale natura se osservata riflessa in uno specchio convesso o, in mancanza, di una casseruola d’acciaio inossidabile.

L’album è disponibile sia in formato CD che in vinile (con tiratura limitata a 300 copie).

Per ascoltare l’album: bandcamp

Per maggiori info e per acquistare l’album: Jack Dupon





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