Home / L'artista racconta / La ragazza sul tram (che scese troppo presto) – Il making of dell’esordio discografico dei Mi Manca Chiunque

La ragazza sul tram (che scese troppo presto) – Il making of dell’esordio discografico dei Mi Manca Chiunque

la-ragazza-sul-tram-che-scese-troppo-presto-il-making-of-dellesordio-discografico-dei-mi-manca-chiunqueI Mi Manca Chiunque nascono con un obiettivo preciso: promuovere le gelaterie artigianali romane.

Roma, città sotto un ventennio di dittatura indie- rock della peggior specie, esprime musica solamente attraverso gelati confezionati, in una futile battaglia che ricorda i (futili) anni’80 e le fratricide lotte adolescenziali tra chi amava la ragazza carina con il Cornetto Algida e chi la tradiva con la sorella bruttina in sovrappeso che preferiva il Maxicono (e che sia chiaro baciava comunque meglio della sorella carina).

A Roma ormai si cantano e si suonano solo questi amori da gelato confezionato. Sì certo, era amore anche quello, come è musica anche quella dell’indie rock, ma la sensazione è che i conservanti non rendano felici e che vi è un’evidente perdita delle proprie emozioni: non è necessario entrare in analisi per comprenderlo.

Sia chiaro, i Mi Manca Chiunque non vogliono intrattenere: vogliono il gelato artigianale, vogliono emozioni vere, vogliono vita (oltre al fatto che l’analisi ormai costa troppo).

Inevitabilmente conosciutisi dentro la gelateria Fata Morgana, in quel di via di Lago di Lesina a Roma, si riconoscono immediatamente per la scelta dei gusti del cono a tre euro: cioccolato fondente, cheesecake al mirtillo, zabaione della fata (con doppia panna).

Il resto è storia: cosa vuoi davvero dalla vita?

Risposta: cominciamo da quello che non voglio più.

Quindi: basta questa dittatura del “stai su un accordo, rimani su quell’accordo, tatuati quell’accordo” non per una canzone, non per un disco, ma per tutta la vita. Basta questa dittatura del “sono orgoglioso di non saper cantare, amo essere stonato, io soffro il tempo di finire il mio cuore di panna tra noi”. Basta questa dittatura del “non avrai altro tempo nella tua vita del quattro quarti”.

E quando dici basta al cornetto Algida si apre una vallata di musica, che magari non saprai cos’è, ma qualcosa sarà.

Quantomeno senza conservanti.

Da lì al passo di andare a registrare il primo lavoro il viaggio è stato lungo. Tra defezioni di chi ha preferito il Cornetto Algida solo perché sbavava appresso alla ragazza carina, tra crisi depressive di esistenze turbate di fronte alla vallata di musica a cui non riusciva ad attribuire non un nome, bensì un’etichetta, la ricerca è stata lunga e sufficientemente estenuante.

Trovata una line up più o mena definitiva si è quindi giunti all’agognata registrazione. Scartata per motivi tecnici la possibilità di registrare all’interno di una gelateria artigianale, i Mi Manca Chiunque hanno quindi optato per il posto che più somigliava a una gelateria artigianale: ovvero lo studio di registrazione Hombrelobo nel quartiere Montesacro di Roma, peraltro a cinque minuti a piedi dall’ottima gelateria Gori.

Registrato e prodotto da Fabio Recchia, eroe consapevole di una generazione inconsapevole, nonché sensibile guru su come si possano sostituire i fasti di un ottimo gelato con dell’ottima birra, rigorosamente artigianale, “La ragazza sul tram (che scese troppo presto)” è quindi il parto tanto atteso (quantomeno dai componenti del gruppo).

Prodotto che più autoprodotto non si potrebbe e che ridefinisce i confini del “do it yourself”, “La ragazza sul tram (che scese troppo presto)” si caratterizza per quattro canzoni suddivisibili nei classici filoni in cui si suddividono le canzoni dal dopoguerra ad oggi, filone: “preferisco sempre la doppia panna quando prendo un cono” ovvero del ‘c’è luce in fondo al tunnel’ (nelle canzoni “Stadi di emancipazione femminile alterata-Cenerentola”  e “Nel sole di Maggio”); filone: “preferisco un cono da cinque euro con una marea di panna per rientrare delle delusioni della vita” ovvero del ‘non siamo così certi della luce in fondo al tunnel’ (nella canzoni “Nel fondo di un Barattolo” e “Il Respiro di Elena”).

A questo punto bisogna riempire la vallata di musica con delle persone.

Siete quindi tutti invitati a venirci a trovare, ci troverete a suonare, ci troverete ragazze sovrappeso che hanno ripudiato il Maxicono e che baciano fin troppo bene.

E, ovviamente, potrete assaporare dell’ottimo del gelato artigianale romano.

E allora la domanda è una sola: cosa aspetti ad ascoltarci?

Mi Manca Chiunque, novembre 2016

Check Also

Intervista a Paolo Tarsi

Intervista a Paolo Tarsi

HP: La rubrica “L’artista racconta” ha il piacere di ospitare il pianista, organista e compositore …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *