OTEME

Oteme

“Le terre emerse sono isole, continenti da esplorare, dove una volta che ci siamo addentrati potemmo trovare luoghi familiari, ma anche strani, inusuali. Le nostre terre emerse sono zone in cui accadono cose non propriamente diritte, almeno secondo il mercato, ambiti di ricerca creativa, contaminazioni. L’osservatorio è una specie di laboratorio: molti dei musicisti che vi roteano attorno sono giovani e formati all’arte contemporanea in un percorso abbastanza lungo, faticoso, ma anche divertente”. Così Stefano Giannotti, compositore e performer, presenta OTEME (Osservatorio sulle Terre Emerse), un laboratorio aperto alle connessioni tra varie aree musicali e culturali, caratterizzato dall’eclettismo di fondo e soprattutto dall’elasticità, dal movimento indipendente e svincolato dalle logiche del mercato.

OTEME nasce nel 2010 a Lucca con l’idea di creare un ensemble da camera per interpretare composizioni che partendo dalla canzone d’autore si aprano a molteplici contaminazioni, come la musica classica contemporanea, l’art-rock, la sperimentazione sonora, il teatro musicale. Alcune delle principali influenze includono David Sylvian, Igor Stravinski, Art Zoyd, Penguin Cafe Orchestra, Fabrizio De André, Lucio Battisti, King Crimson, Frank Zappa, Magma, Cage e Feldman.

Più che un gruppo OTEME si configura come un laboratorio aperto con un nucleo fisso di musicisti ed alcuni collaboratori che possono cambiare di volta in volta a seconda dei progetti.

Dal 2011 al 2012 OTEME, in formazione di 9 musicisti, è occupato nella realizzazione dell’album “Il Giardino Disincantato” di Stefano Giannotti che esce nel 2013 per l’etichetta francese Edd Strapontins. “Il Giardino Disincantato” è un’operazione coraggiosa e poliedrica nella quale entrano in gioco diverse anime. Dall’eredità art-rock e progressive alle conquiste della musica colta classica e contemporanea, dalla canzone d’autore al teatro musicale fino alle asprezze del Rock In Opposition: strumenti inconsueti (componium, teponatzli, la glass harmonica suonata dall’autorevole Thomas Bloch, già ospite di Radiohead, Tom Waits, Gorillaz, John Cage etc.), ironia e surrealismo da Battisti/Panella a Stravinskji, dai King Crimson a John Cage.

Sempre nel 2013, OTEME realizza in trio il Progetto Lomax in U.S.A. per lo Spazio Performativo ed Espositivo (SPE) della Tenuta dello Scompiglio (Lucca), presentando una serie di arrangiamenti di brani popolari americani fra folk, country e blues rivisitati in chiave contemporanea.

Nel 2016 viene pubblicato “L’Agguato, L’Abbandono, Il Mutamento“, secondo album a nome OTEME che conferma Stefano Giannotti compositore, polistrumentista, direttore d’orchestra, inventore di strumenti, arrangiatore, illuminato, capace di legare, in una scrittura personalissima, classica, contemporanea, musica etnica contaminata, cantautorato colto. Una collezione di bozzetti di scrittura classico-contemporanea, a cui sono associati lied altrettanto moderni, senza risultare mai privi di grazia. A suono e geometrie che non cercano steccati, non si possono imporre barriere di diffusione alcuna, perché è questa musica per immagini della mente e flussi emotivi, sottopelle.

Il 4 maggio 2018 viene pubblicato “Il corpo nel sogno” terzo lavoro in studio del progetto, lavoro complesso, costruito pazientemente in circa due anni, fra prove (molte) e concerti dal vivo (pochi). L’organico, robusto come al solito, vede otto musicisti e più, alle prese con fiati, voci, percussioni, tastiere, chitarre, più un ospite di eccezione, Antonio Caggiano al vibrafono, membro fondatore del gruppo di percussioni Ars Ludi. Come nei due lavori precedenti, i contesti artistici e musicali si intersecano e si combinano liberamente, fuori da ogni logica di facile mercato, ma il suono acquista caratteristiche più personali, diventando ormai un marchio di fabbrica degli OTEME. I testi raccontano il quotidiano in maniera divertita e surreale, spaziando dalla poesia ermetica al saccheggio dei social network; la musica parte dalla forma canzone per sgretolarsi in mille influenze di generi e discipline, in un tutto omogeneo che non sta qui, non sta là.

Per maggiori info: OTEME | Facebook

Stefano Giannotti (1963), compositore, chitarrista, performer e video-maker. Il suo repertorio spazia dalla radio arte al teatro musicale, dalla musica da camera alla canzone d’autore.
Il paesaggio, i cicli vitali, le voci della gente, i linguaggi, sono alcuni dei principali temi affrontati nel suo lavoro. Molte delle sue opere sono state prodotte per e in collaborazione di: RAI Radio 1, RAI Radio 3, Polskie Radio, Magyar Radio, O.R.F., Radio France Culture, Danish Radio, WDR Köln, SFB, Deutschland-Radio Berlin, Saarländicher Rundfunk, Südwestdeutsch Rundfunk, Australian Broadcasting Company, HRT, Sveriges Radio, VPR, etc.

Fra i numerosi riconoscimenti internazionali: Prix Macrophon’91 (Wroclaw, Poland), Prix Ars Acustica International (WDR Köln 1994/95), DAAD Berliner Künstlerprogramm (1998/99), Karl-Sczuka-Preis 2002 e 2007 (SWR, Baden-Baden), Katherine Knight Award (Earth Vision International Environmental Film Festival – Santa Cruz, California, 2008) e tre Nomination al Prix Italia (2004/2009/2013).

Formazioni:

Il corpo nel sogno (2018)

Valeria Marzocchi: flauto, voce

Lorenzo Del Pecchia: clarinetto, clarinetto basso

Maicol Pucci: tromba, flicorno

Marco Fagioli: basso tuba, trombone, sifone

Stefano Giannotti: voce, chitarra elettrica, organo Farfisa, elettronica, percussioni, armonica

Emanuela Lari: piano, tastiere, voce

Valentina Cinquini: arpa, voce

Riccardo Ienna: percussioni

 

L’Agguato, L’Abbandono, Il Mutamento (2016)

Valeria Marzocchi: flauto

Linda Matteucci: flauto

Nicola Bimbi: oboe, corno inglese

Lorenzo Del Pecchia: clarinetto basso

Giorgio Berrugi: clarinetto

Marco Donatelli: fagotto

Maicol Pucci: tromba, flicorno

Marco Fagioli: tuba

Stefano Giannotti: voce, chitarre, piano, banjo, componium, percussioni, arpa

Emanuela Lari: tastiere, voce

Valentina Cinquini: arpa

Pierluigi Papeschi: chitarra elettrica

Milko Ambrogini: basso

Riccardo Ienna: batteria, percussioni

 

Il Giardino Disincantato (2010-2011)

Valeria Marzocchi: flauto, voce

Nicola Bimbi: oboe, corno inglese

Lorenzo Del Pecchia: clarinetti

Maicol Pucci: tromba

Stefano Giannotti: voce, chitarre, oggetti

Emanuela Lari: tastiere, voce

Valentina Cinquini: arpa

Gabriele Michetti: basso elettrico, contrabbasso, voce

Matteo Cammisa: percussioni

Collaboratori:

Thomas Bloch: glass harmonica

Discografia:

2010-2011 – Il Giardino Disincantato (Edd Strapontins)

2016 – L’Agguato, L’Abbandono, Il Mutamento (Ma.Ra.Cash Records / Self)

2018 – Il corpo nel sogno (Ma.Ra.Cash Records)

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