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Reaching for Freedom – La genesi del primo album dei Liquid Shades

Reaching for Freedom – La genesi del primo album dei Liquid ShadesIl 19 luglio 2017 è finalmente uscito il nostro primo album, Reaching for Freedom. Finalmente, sì, perché il lavoro di anni e le energie spese per realizzarlo ce lo facevano desiderare ormai sempre di più. Questo disco è il frutto delle passioni di sette ragazzi unite senza vincoli, è il frutto di anni di prove, concerti, fatiche, viaggi e di un’amicizia che dura da cinque anni.

Con questo lavoro vogliamo trasmettere quello che siamo, ciò che pensiamo e ciò che viviamo. È un viaggio attraverso il nostro inconscio e le fasi della nostra vita. È un percorso che può essere intrapreso da chiunque si immedesimi nelle note e nelle parole di queste canzoni.

L’album non è un concept vero e proprio, ma racchiude vari argomenti principali legati tra di loro: la rinascita di un uomo, la sua vita, il suo inconscio e la sua realizzazione come persona. Tutto questo può essere un continuo ciclo, può essere una situazione rivissuta più volte. Il primo brano si intitola “Outro: A new Beginning” proprio perché può essere sia la conclusione che l’inizio di questo ciclo.

Il lavoro in studio è durato vari mesi, poiché volevamo curare al meglio ogni minimo dettaglio e abbiamo cercato di usare maggior suoni analogici possibili. Lo studio in cui abbiamo registrato, il “Drums & Percussions Studio” di Massimo Malaguti, era perfetto per quello che volevamo ottenere, anche perché è insediato in un’antica stalla nel pieno centro di Ferrara, che per pura casualità venne costruita con una struttura tale che abbia un’acustica perfetta senza doverla insonorizzare. Più che puntare ad un grosso lavoro post-riprese, abbiamo puntato più di ogni cosa ad una pulizia ed una perfezione del suono nelle varie take.

Ci siamo divertiti poi a fare degli esperimenti in studio: ad esempio, nel brano “Tempo di andare” abbiamo fatto improvvisare due cantanti sulla base della canzone, in giorni diversi e senza che una ragazza sentisse cosa aveva registrato l’altra. Il risultato è stato davvero ottimo e le due voci si sono unite in maniera perfetta!

I brani sono stati “costruiti” tutti in maniera spontanea, ma sono stati molto curati. Per mesi qualcuno di noi entrando in sala prove proponeva un riff, una struttura, un giro di accordi, dopodiché improvvisando si realizzava tutto l’intero brano. A volte restando su un solo passaggio per ore ed ore, a volte finendo una canzone in una serata. Anche se in studio ci sono state alcune sovraincisioni e sono stati utilizzati numerosi strumenti, dal vivo cerchiamo di essere il più verosimili possibile rispetto all’album e di riprodurre esattamente ciò che abbiamo inciso. Avere una formazione così allargata ci permette di fare questo, ed è ciò che ci caratterizza durante i nostri concerti.

Il disegno in copertina è opera di un’artista ferrarese, Angela Bombardi, che ha creato il quadro ascoltando la nostra musica e buttando giù le idee senza avere vincoli o richieste da noi. Volevamo che l’artwork riflettesse ciò che si sente nel disco ed è venuto fuori esattamente ciò che pensavamo.

Speriamo che il nostro lavoro possa piacere ed essere d’ispirazione per qualcuno. Ogni piccolo apprezzamento ci rende ancor più entusiasti di quello che abbiamo realizzato e ci dà l’energia per continuare a creare musica senza sosta!

Emanuele Vassalli – Liquid Shades, novembre 2017

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