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Samurai of Prog, The – Archiviarum

The Samurai of Prog (2018) ArchiviarumTHE SAMURAI OF PROG

Archiviarum (2018)

Seacrest Oy

Il 15 febbraio 2018, a nove mesi esatti da “On We Sail“, Steve Unruh (voce, violino, flauto, chitarra elettrica), Marco Bernard (basso) e Kimmo Pörsti (batteria, percussioni), sotto il marchio The Samurai of Prog e con l’appoggio della fidata Seacrest Oy, pubblicano il loro sesto lavoro in studio, Archiviarum. Il disco è in realtà una raccolta di registrazioni speciali realizzate nel corso degli ultimi anni. Nessuna delle tracce presenti è apparsa nei precedenti lavori del gruppo. Tra queste figurano nuove composizioni, altre già apparse in alcuni progetti in cui il marchio è stato coinvolto, più due cover. A tutte è stato dato un nuovo trattamento: hanno nuovi missaggi e in alcuni casi nuovi arrangiamenti. Archiviarum non è un classico album dei The Samurai of Prog, ma una nuova veste sonora per composizioni che meritavano di essere raccolte in un unico album.

Ai tre titolari si aggiunge una folta schiera di talentuosi musicisti: Kerry Shacklett (Presto Ballet – tastiere, chitarra elettrica), Srdjan Brankovic (Alogia – chitarra elettrica), Lalo Huber (Nexus -tastiere), Carlos Lucena (Nexus – chitarra elettrica), Michelle Young (ex Glass Hammer – voce), Octavio Stampalía (Jinetes Negros – tastiere), Brett Kull (Echolyn – chitarra elettrica), Eduardo García Salueña (Last Knight/Senogul – tastiere), Oliviero Lacagnina (Latte e Miele – tastiere), Michele Mutti (La Torre dell’Alchimista – tastiere), Rubén Álvarez (Tubular Tribute – chitarra elettrica, chitarra acustica), Stefano “Lupo” Galifi (Museo Rosenbach – voce), Stefano Vicarelli (La Batteria/La Fonderia – tastiere), Marek Arnold (Damanek/UPF – sax, tastiere), Fran Turner (Resistor – chitarra elettrica), David Myers (The Musical Box – piano), Danny Lopresto (Southern Empire – chitarra elettrica) e Mark Trueack (UPF – voce).

Ad aprire l’album è Keep the Ball Rolling, straordinario strumentale di Octavio Stampalía rimasto a lungo inutilizzato in una demo. Le frenetiche tastiere dell’autore vengono doppiate dal nervoso violino e dal vivace flauto di Unruh. La ritmica mutevole di Pörsti e Bernard aggiunge struttura al brano che Brett nobilita col tocco cristallino della sua chitarra.

Ahead of Fortune è una composizione di Eduardo García Salueña – collaboratore dei Samurai dai tempi di “Secrets of Disguise” – originariamente inclusa nel box Colossus “Decameron Part III”. Il nuovo arrangiamento non tiene conto della prima parte strumentale ma è arricchito dal testo e dalle melodie vocali di Steve. Il suono profondo del Rickenbacker di Marco differisce dalle morbide linee del fretless di Strandberg, segnando di fatto un netto allontanamento dalla prima versione. In tutto ciò Álvarez riesce a ritagliarsi spazi preziosissimi che lo vedono protagonista assoluto con arpeggi curati e soli di pregevole fattura.

La Oscuridad risale ai tempi di Oceanic Legion, progetto che, oltre ai Samurai, vedeva coinvolti anche due membri della band argentina Nexus, Lalo Huber e Carlos Lucena. In quel periodo alcune composizioni di Huber vennero registrate con l’intento di pubblicare un album a nome Oceanic Legion. Purtroppo non se ne fece più nulla e solo due delle tracce registrate trovarono posto nei box Colossus “Decameron”. Anche se quasi tutte le parti strumentali risalgono al 2014, il brano trova la sua forma definitiva solo durante la lavorazione di Archiviarum, quando, oltre all’aggiunta delle parti cantate da Michelle Young, viene effettuato il nuovo mix. La cangiante materia sonora è continuamente rimaneggiata dall’eterogeneo armamentario tastieristico di Huber: dai rimandi classici del pianoforte ai sintetici giochi delle tastiere, dagli atmosferici soundscape agli affondi dell’Hammond. Ad accrescere il pathos ci pensano Unruh, al violino e al flauto, e Lucena con le stilettate elettriche della sua chitarra.

Cristalli è una composizione inedita di Michele Mutti, tastierista e co-fondatore della formazione bergamasca La Torre dell’Alchimista. Il brano è stato scritto, arrangiato e registrato in un paio d’ore a seguito di una scommessa fatta con amici che affermavano che scrivere musica è un’attività complicata e laboriosa. Michele sostiene di aver scritto il brano ispirandosi alle difficoltà, all’amore e soprattutto alle sensazioni contrastanti di malinconia e ansia. Il tono enfatico di Stefano “Lupo” Galifi, vocalist e membro del leggendario Museo Rosenbach, ben si presta alle atmosfere ariose e alle soluzioni sinfoniche che gli strumentisti tratteggiano con i loro interventi. Su tutti, Mutti e Unruh sono quelli che riescono ad espandere lo spettro sonoro con colorate parentesi canterburyane e calde melodie mediterranee.

Oliviero Lacagnina, tastierista dei Latte e Miele, è l’autore di Elitropia, altra traccia presente in “Decameron Part III” che, pur rimanendo fedele alla versione originaria, sfoggia per l’occasione un nuovo mix. Facendo leva su melodia, armonia e un pizzico di umorismo, il mood circense del brano suggerisce continue evoluzioni sonore che di fatto lo rendono magico, surreale e sfuggente.

Dall’esperienza Oceanic Legion deriva anche The Sleeping Lover. Rispetto alla versione pubblicata su “Decameron Part II”, questa presenta nuove tracce vocali ed un mix diverso che aggiunge maggiore enfasi al violino e al flauto. Stavolta a dominare la scena non sono le tastiere di Huber, che pure contribuiscono ad innalzare architetture sinfoniche, ma la tagliente chitarra di Lucena, che, spalleggiata dalla martellante ritmica di Pörsti e Bernard, rende più oscura la novella boccaccesca.

Tra i brani vagliati per “On We Sail” figuravano anche due composizioni di Kerry Shacklett. La prima fu scelta come omonima opener dell’album, la seconda, From This Window, non trovando spazio, venne momentaneamente messa da parte. Qui viene tirata a lucido con un missaggio che recupera i suoni aggiuntivi delle tastiere dell’autore. La magniloquenza di quest’ultimi ei sottilissimi intrecci vocali di Unruh dirottano il brano sulle coordinate del più classico Yes sound.

La fortunata collaborazione con Guy Leblanc per i primi due album, “Undercover” e “Secrets of Disguise“, e il desiderio di continuare a lavorare con l’ex tastierista dei Camel hanno spinto i Samurai a considerare la possibilità di coverizzare Ice, brano di Latimer posto in chiusura di “I Can See Your House from Here”. L’idea iniziale di Marco e Kimmo prevedeva il contributo di Guy alle tastiere, ma la prematura scomparsa di quest’ultimo ha stroncato sul nascere l’ambizioso progetto. Sull’onda creativa generata da Archiviarum si è innescato un ritorno di fiamma che ha permesso, grazie ai contributi di Stefano Vicarelli alle tastiere, Marek Arnold al sax e Fran Turner alla chitarra, il completamento dell’opera a cinque anni dal suo inizio. Con l’orecchio teso alla versione live di “Never let go”, i nostri si avventurano rispettosi tra sentieri progressivi, aperture classiche e indimenticabili atmosfere romantiche.

Predawn appartiene al novero delle gemme acustiche lavorate da Myers al pianoforte a coda. Non c’è album dei Samurai che non ne contenga una, segno di reciproca stima confermato anche dalla preziosa raccolta di David in “Handmade Sheet Music, Volume 2”.

In occasione del sessantesimo compleanno del fratello Riccardo, Marco decide di confezionare un regalo insolito: la cover di uno dei brani a lui più cari. Tra le tracce proposte la scelta cade su Heroes, celeberrima composizione di Bowie, per la quale vale lo stesso discorso di Ice. Non a caso si apprezzano nuovamente il sax e le tastiere di Arnold ma anche il violino di Unruh, la voce di Trueack (altro amico di lunga data) e la chitarra di Lopresto, che rimarca il leggendario riff di Fripp.

Come i suoi predecessori, anche Archiviarum sfoggia una registrazione di altissima qualità e un packaging old style con illustrazioni a tema curate dall’ormai insostituibile Ed Unitsky. Quale sia il segreto di tanta qualità e prolificità non è dato sapere. Certo è che l’armonioso lavoro di squadra di Marco, Kimmo e Steve, la loro viscerale passione e le giuste intuizioni continuano a fare la differenza.

Per maggiori info: The Samurai Of Prog | Facebook | Seacrest Oy



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