Home / Recensioni / Zuffanti Fabio – Amore Onirico EP

Zuffanti Fabio – Amore Onirico EP

Fabio Zuffanti (2017) Amore Onirico EPFABIO ZUFFANTI

Amore Onirico EP (2017)

AMS Records

Definito recentemente dalla stampa musicale “padre del cantautorato progressivo 2.0”Fabio Zuffanti torna a distanza di oltre tre anni dal suo ultimo lavoro, “La quarta vittima“, acclamato in tutto il mondo come uno dei migliori dischi prog degli ultimi decenni, con un EP intitolato Amore Onirico.

Pubblicato il 31 marzo 2017 dall’etichetta AMS Records in edizione limitata a 100 copie solo su musicassetta e digital download, Amore Onirico raccoglie una manciata di canzoni narrate con un linguaggio spesso surreale e diretto, che molto ha a che fare con i sogni, i sentimenti e la perdita.

Le canzoni sono scaturite d’improvviso, testi e musiche nello stesso momento, in un flusso di coscienza sgorgato inaspettatamente in una piovosa sera dell’autunno 2016. Fabio le ha poi rifinite e registrate in studio, aggiungendovi qualche minimale arrangiamento di chitarra elettrica, percussioni e pianoforte, ma le canzoni sono quelle uscite fuori quella sera, nessun cambiamento nelle parole o nella musica è stato operato. Si tratta di otto pezzi brevi e scarni che rappresentano quasi delle confessioni. Una dimensione intima che porta alla luce pensieri, immagini, rabbia, ricordi e dolori che da tempo stagnavano nell’anima dell’artista: la morte del padre, la fine di due relazioni importanti, la consapevolezza del tempo che passa e tanti altri cambiamenti e sensazioni.

Musicalmente parlando il mondo onirico di Zuffanti mostra diverse affinità con le atmosfere care a compositori quali Hollis, Hammill, Wyatt, Battisti, Battiato, Camisasca, Yorke e simili. In realtà il ruolo di cantautore non ha mai attratto più di tanto Fabio, ma l’esigenza di mettersi a nudo senza troppe mediazioni lo ha portato gradualmente a rivedere questa sua posizione.

Ad aprire l’EP è Canzone per avere paura, brano il cui carattere cantautorale viene evidenziato fin dal titolo gucciniano. Un fragoroso rumorismo apre l’ovattata dimensione onirica nella quale, tra riverberi e tremolii, risuona l’allarmato falsetto wyattiano di Fabio, trasudante sofferenza e paura.

Fuori dal locale  si spinge in territorio battistiano affidandosi alla chitarra squillante e alla voce tesa, agitata di Fabio. I dettagli didascalici, le ossessive ripetizioni e le dolorose indecisioni descrivono un malessere interiore – dettato da incomprensioni, mancanza di dialogo – che l’artista tenta di scongiurare attraverso la metafora del “fuori” e “dentro” dal locale. L’arrangiamento scarno e la vocalità sofferta mostrano più di qualche affinità con le prime produzioni post-Moltheni di Umberto Maria Giardini.

Sulla stessa vena poetica si muove Io non so cosa fai. Il pezzo alterna momenti più tirati e straziati a brevissime pause oniriche, creando un ingannevole In/Out sensoriale nel quale i dubbi della vita reale riparano in languidi rifugi psichedelici.

I riverberi elettrici e i tremori krauti de Il bollettino dei morti aggiungono sfumature sonore differenti che rimandano alle più oscure sperimentazioni psych-prog di Battisti (“Umanamente uomo: il sogno” e “Anima Latina”). La ritmica sillabazione dei versi e il crescente pathos interpretativo, invece, creano un nuovo parallelo con Giardini.

Il Camisasca de “La finestra dentro” – più sperimentatore, meno cantautore – è il riferimento più prossimo al visionario Zuffanti de Il mio gatto è un cane, brano che fin dal titolo tradisce una natura a dir poco surreale. Il circolare accompagnamento e le divagazioni di una chitarra stralunata cullano la cantilenante voce di Fabio nei versi “Il mio gatto è un cane / non mi lascia spazio / non so più che fare / ecco ora lo ammazzo. / Il mio cane urla / solo nella notte / quando si risveglia / e in mente ha tutto rotto. / Il mio cane sbrana / tutto il suo buio / che si ritorce dentro / e gli spara a fondo. / Il mio gatto è strano / non c’è più rispetto / non mi chiama mai / quando io lo cerco / se ne va soltanto / a cercare il cane / e il cane non è più mio / il cane non è più mio”.

La risposta segue la scia melodico-malinconica del Battisti di “Vendo casa”. A ravvivare il canto monocorde di Fabio, rarefatti “scherzi” sonori tirati fuori da un magico cilindro barrettiano.

Stavo male? è senza dubbio il pezzo più strutturato dell’EP e – a detta di Fabio – una delle cose più riuscite nel suo repertorio. La maggiore cura in fase di registrazione e le linee di basso tanto care all’artista fanno presagire un riadattamento del brano in un contesto più ampio, con un arrangiamento e una costruzione musicale più corposa.

Tua madre ti ha preso è dedicata a Luigi Zuffanti, padre di Fabio. L’intimo e commovente racconto in versi degli ultimi giorni di vita del padre è poesia allo stato puro; la musica quasi non si percepisce. Qui di onirico non c’è nulla, è tutto tremendamente reale, diretto. L’impotenza, lo sconforto, il dolore e la rabbia di un figlio che vede il padre spegnersi lentamente, trovano pace nei sofferti versi finali “Ed è venuto il tempo / in cui poi ti sei mosso / e poi non ti sei mosso più / da quel letto dove urlavi, / dove urlavi / dove chiedevi a tua madre / di venirti a prendere / dove chiedevi a tua madre / di venirti a prendere. / Tutti i momenti / giorno e notte, / giorno e notte / e non dormivi più / e chiedevi solo a tua madre / di venirti a prendere / e poi quel giorno tua madre ti ha preso”.

Cento copie, solo cento copie di un piccolo gioiellino da custodire gelosamente.

Per maggiori info: Zuffanti Projects | Fabio Zuffanti | Facebook | AMS Records

Per acquistare copia dell’EP: Bandcamp








Fotogallery

  • Zuffanti Fabio – Amore Onirico EP
  • Zuffanti Fabio – Amore Onirico EP
  • Zuffanti Fabio – Amore Onirico EP
  • Zuffanti Fabio – Amore Onirico EP
  • Zuffanti Fabio – Amore Onirico EP
  • Zuffanti Fabio – Amore Onirico EP
  • Zuffanti Fabio – Amore Onirico EP
  • Zuffanti Fabio – Amore Onirico EP

Check Also

Il Rumore Bianco - Antropocene

Il Rumore Bianco – Antropocene

IL RUMORE BIANCO Antropocene (2016) Fading Records / Ma.Ra.Cash Records Dopo essersi messo positivamente in …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *