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Sanità, ambulanze bloccate al pronto soccorso fino alle 23. Associazione Ales: servono più risorse e personale |Corriere.it

Sanità, ambulanze bloccate al pronto soccorso fino alle 23. Associazione Ales: servono più risorse e personale |Corriere.it

Il sistema di emergenza della capitale è paralizzato da settimane, con attese infinite e operatori sanitari sotto pressione. Sanità, ambulanze bloccate nei pronto soccorso fino a 11 ore.Ales Society: servono più risorse e personale Il sistema di emergenza della capitale...

Sanità ambulanze bloccate al pronto soccorso fino alle 23 Associazione Ales servono più risorse e personale Corriereit

Il sistema di emergenza della capitale è paralizzato da settimane, con attese infinite e operatori sanitari sotto pressione.

Sanità, ambulanze bloccate nei pronto soccorso fino a 11 ore.Ales Society: servono più risorse e personale

Il sistema di emergenza della capitale soffre da settimane, con attese interminabili e operatori sanitari sotto pressione

Undici ore e 18 minuti.Lunedì scorso un'ambulanza è rimasta bloccata all'ospedale Vannini.Sei ore per un altro equipaggio a Pertini.Tre ore e 15 minuti al Gemelli."Solo" due ore al San Camillo, la mattina di martedì 13 gennaio.Il sistema di emergenza della capitale è in sofferenza, è sovraffollato da settimane, con pazienti e paramedici su ambulanze e pronto soccorso sopraffatti da migliaia di pazienti.Grazie alla variante K del virus influenzale, gli ospedali del Lazio e di tutto il Lazio si trovano a fronteggiare un numero di entrate molto elevato, con lunghi tempi di attesa per i pazienti, ma anche con un forte carico di stress per tutti gli operatori che ogni giorno fanno il possibile per i cittadini.Esuberi che spesso si trasformano, come nelle ultime settimane, nel blocco delle ambulanze, soprattutto dell'Ares 118: è il caso peggiore, l'equipe arriva con il paziente a bordo, ma nel pronto soccorso sovraffollato non c'è posto e bisogna aspettare.lungo

Pronto soccorso pieni

Basta guardare l'accesso in tempo reale dei Dea (Servizi di emergenza ospedaliera) della Capitale lo scorso 14 gennaio per avere la conferma che la situazione non è ancora migliorata: intorno alle 16 erano 139 i pazienti in attesa e in cura al Policlinico Umberto I, 146 in lista al Gemelli, 103 al San Camillo, 99 al Casilino di Tor Verta.Stessa situazione per il resto della regione, 91 cittadini A Santa Maria Goretti a Latina, 79 cittadini si sono fermati a Belcolle nel viterbese.Numeri che non diminuiscono da settimane, dopo le code iniziate durante le vacanze di Natale: 7 ore e mezza di "blocco prolungato" (il codice utilizzato dal sistema di emergenza) il 29 dicembre, record di oltre 18 ore a Pertini lo stesso giorno, altre 15 ore per un'altra equipe medica il giorno prima.

Questi blocchi mettono a dura prova la flotta delle 118 ambulanze romane dell'Ares, rimuovendo personale e mezzi, di cui mediamente 40-50 inutili perché parcheggiati nelle aree di emergenza, su un totale di 150 mezzi operativi nel Lazio, 360 in tutto il Lazio.È anche chiaro che se ci sono gruppi bloccati allora si parla di cooperazione privata.Qui, da settimane, i sindacati denunciano la drammatica situazione, invocando un'urgente carenza di personale e attrezzature, soprattutto barelle."Gli operatori vengono inviati con qualsiasi codice, verde o rosso, senza alcun filtro. E la colpa non ricade certo sui soci della centrale operativa Cores, che versano in condizioni disastrose, come abbiamo già ricordato, insufficienti per il carico di lavoro della capitale", sottolinea Laurent Tellini delle ambulanze Ales 118".

Il sindacato ha anche lanciato un avvertimento al primo ministro Giorgia Maloney sulla crisi del settore dell'emergenza e ha invitato il sistema di emergenza regionale a unirsi a livello nazionale: "I nostri centri operativi non sono sufficienti per soddisfare le richieste dei cittadini e la gestione delle missioni di soccorso è diversa a livello nazionale - da dove si trova la regione ora e poi la regione sta cambiando. Il personale è stanco e, sebbene di propria volontà, si dedica alla professione 118 del servizio di emergenza regionale. Lo fanno, ma vedono che manca loro l'indennità per il primo soccorso, perché sembra che non facciamo situazioni di emergenza.

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