BCR, vola il tasso sui mutui e crollano i prestiti: cosa può succedere ora

BCR, vola il tasso sui mutui e crollano i prestiti: cosa può succedere ora

Il mercato dei finanziamenti soffre per i continui rialzi dei tassi decisi dalla Banca centrale europea. Secondo un rapporto dell’Abi, ad agosto 2023 i prestiti a famiglie e imprese sono diminuiti del 3,3% rispetto all’anno prima. Il calo dei volumi di credito è coerente con il rallentamento della crescita economica, in particolare per le imprese (-4,0%).

Le sofferenze nette per il sistema bancario rimangono stabili, con un aumento di 2,2 miliardi di euro rispetto a dicembre 2022. L’Abe prevede che le politiche monetarie restrittive della Bce porteranno ad un aumento dei crediti deteriorati. Il costo del denaro continua ad aumentare, ora al 4,50%, per domare l’inflazione.

Questo ha causato un aumento degli interessi sui mutui, con un tasso medio del 4,29% per l’acquisto di abitazioni e del 5,03% per le operazioni di finanziamento alle imprese. Le famiglie con mutui a tasso variabile sono particolarmente colpite, con un incremento significativo delle rate mensili da pagare.

Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni a tasso fisso è aumentato del 4,63% ad agosto. Il tasso praticato sui depositi a durata prestabilita è aumentato al 3,36%, superiore alla media dell’area euro (3,15%). Questi dati evidenziano gli effetti dei rialzi dei tassi sulla situazione economica e finanziaria.

Il mercato dei finanziamenti sta attraversando un periodo difficile a causa dei continui aumenti dei tassi decisi dalla Banca centrale europea. Secondo un rapporto dell’Abi, nel mese di agosto 2023 i prestiti erogati a famiglie e imprese hanno registrato una diminuzione del 3,3% rispetto all’anno precedente. Questo calo dei volumi di credito è coerente con il rallentamento della crescita economica, in particolare per le imprese che hanno subito una flessione del 4,0%.

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Nonostante ciò, le sofferenze nette per il sistema bancario si sono mantenute stabili, sebbene siano aumentate di 2,2 miliardi di euro rispetto a dicembre 2022. Secondo l’Abe, queste politiche monetarie restrittive della Bce porteranno ad un aumento dei crediti deteriorati. Il costo del denaro continua ad aumentare, raggiungendo ora il 4,50%, nel tentativo di contenere l’inflazione.

Questo inevitabilmente ha comportato un rialzo degli interessi applicati ai mutui, con un tasso medio del 4,29% per l’acquisto di abitazioni e del 5,03% per i finanziamenti alle imprese. Le famiglie con mutui a tasso variabile sono state particolarmente colpite, trovandosi ad affrontare un significativo aumento delle rate mensili da pagare.

Inoltre, il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni a tasso fisso è aumentato del 4,63% nel mese di agosto. Anche il tasso di interesse praticato sui depositi a durata prestabilita è aumentato, raggiungendo il 3,36%, superiore alla media dell’area euro che si attesta al 3,15%.

Tutti questi dati evidenziano gli effetti dei continui rialzi dei tassi sull’economia e sul settore finanziario. La situazione attuale del mercato dei finanziamenti richiede un’attenta valutazione delle strategie di investimento e un’analisi approfondita delle implicazioni per i risparmiatori e per le imprese.

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