Cosa sta a noi … Pesare le caviglie e il tuo lavoro. De Zerbi, il potere della coerenza

Molto bene. Concludi il mese e mezzo tra giugno e agosto 2020, quando il campionato è finito con la moneta dopo il blocco. Concludi, ma non lanciarlo finché non avrai assaporato un ritorno più che dignitoso in Europa, nessuna sconfitta per strada e una splendida ottava partita contro lo United. Il premio per questa serie apparentemente vuota di risultati, vittorie e record. Quindi affetta il campionato in corso, assaporando i sapori dei 22 giorni di punta e dei 13 successivi in ​​seconda posizione da solo o in compagnia, ad eccezione di un solo round al 5 ° posto. Adesso chiudi gli occhi e ripensa, approfittando del profumo e degli odori delle ultime 3 partite, per alternare i digiuni tra gennaio e aprile. Il Milan merita di essere dove sono? Era una squadra al quinto, sesto posto o no?

Per lo scudetto c’erano favoriti di Juve, Inter e Napoli. C’era la quarta ruota dell’Atalanta. C’erano i romani pronti a saltare. A parte le quinte o le seste: c’era lo spettro della settima, ovviamente no. I rossoneri invece c’erano, sempre lì, davanti a tutti e ora di fretta per lo sprint: 75 punti a 180 ‘dalla fine sono enormi. Sono la certificazione che resta per slegare il biglietto e recuperare il prezzo che ci è dovuto: questo viaggio di ritorno, questo viaggio di ritorno dove è scritta la nostra storia. I campioni. L’Europa che conta. La nostra Europa.

Cerchiamo anche di soppesare bene il lavoro che Stefano Pioli ha svolto con questa squadra, in soli 16 mesi, facendola crescere e maturare, portandola a livelli di performance per molti impensabili e migliorando qualità tecniche che sono ancora tutti (o quasi) a dedicare. Con l’ultima perla di Brahim Diaz che non solo mette in luce le migliori qualità del piccolo grande spagnolo, ma che ha rivoluzionato la configurazione tattica della squadra portando solidità e forza. Non vedo l’ora che inizi la prossima stagione, desidero una conferma respirando l’aria di alta montagna dell’anno scorso che abbiamo alle spalle.

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Resta da battere Cagliari e Atalanta senza interessarsi a quello che sta succedendo alle nostre spalle. Come ad esempio la Juve che sale a terra, spesso fertile per i bianconeri, del Sassuolo. Non fraintendetemi: pensare male fa peccare … Ma una cosa è certa: la retta morale di Don Roberto De Zerbi, solo poche settimane fa, trascinato a malincuore a giocare a San Siro contro il demone milanese della Super League. , è crollato quando il calendario ha messo la sua squadra davanti alla Juventus. Vale a dire dal capo della SuperLeague. Il silenzio è stata l’unica difesa dei valori scelti da De Zerbi per l’occasione. Un silenzio in cui è uscito il suono dell’ipocrisia.

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